• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Archivio editoriali » Pandemia e caso italiano, pungolare Draghi: questo è il problema

Pandemia e caso italiano, pungolare Draghi: questo è il problema

18 Febbraio 2021 Aldo Garzia  1434

Modificando in parte un antico detto di Ennio Flaiano, si potrebbe dire che la situazione italiana è “grave” e “seria” al tempo stesso. Anzi, si potrebbe aggiungere “tragica”. Pandemia, crisi economica, gap di arretratezze strutturali rispetto ad altri Paesi europei, fanno sempre dell’Italia un caso a parte.

Lo è anche nella forma di governo guidata ora da Mario Draghi. Non c’è altra realtà della Comunità europea dove sia stato necessario affidare la premiership a un “tecnico”, per giunta banchiere di alto profilo, e sia stato necessario un governo di “salvezza nazionale” (parole quest’ultime del presidente Sergio Mattarella”). È stato necessario qui da noi per la fisiologia istituzionale (la debolezza degli esecutivi) e perché fasi emergenziali sono state affrontate solo o nell’immediato dopoguerra o di fonte al terrorismo, o infine di fronte a scadenze economiche (entrata nell’euro, spread e via dicendo). Il civile rapporto maggioranza-opposizione e quello che si chiama “interesse nazionale” non fanno parte della nostra tradizione (fecero eccezione De Gasperi, Nenni, Togliatti e per un periodo Moro, Berlinguer). Basta dare uno sguardo a storia e regole della Gran Bretagna o a quelle della Germania degli ultimi anni di governi di unità nazionale tra popolari e socialdemocratici per rendersi conto delle diversità.

Qui da noi ci si divide tra tifosi di Draghi e suoi detrattori a prescindere. È uno sport troppo facile. Il riflesso istintuale per chi si riconosce nell’area della sinistra è infatti essere “contro” questo governo dove ci sono Lega e Forza Italia per principio e coerenza, pur sapendo che politica e mediazioni nei rapporti di forza sono l’arte del possibile. Soprattutto in una fase come questa, con una inedita pandemia nelle sue dimensioni e con una crisi – come detto da Draghi nel suo discorso alle Camere – che ci obbliga a pensare almeno nella lunghezza d’onda di un quarto di secolo e oltre. La transizione verso la riconversione ecologica e digitale, non c’è dubbio, durerà un bel po’. Se fatta sul serio e a dimensione europea, è un passaggio d’epoca non tanto per dire. Come lo è ripensare un moderno welfare dove il “noi” torni a prevale sui troppi “io” (l’uso dei recovery non è solo la spartizione di una torta, bensì il rimodellamento sociale che può prendere o una via o un’altra). In campo è poi o la riduzione ulteriore della democrazia o forme nuove di partecipazione alla vita collettiva. È in atto uno scontro di tali dimensioni, niente di più e niente di meno. In questo quadro, la sinistra europea (radicale e socialdemocratica) è in ritirata, oltre che in ritardo quasi su tutto, non per colpa esclusiva di dirigenti inadeguati, quanto piuttosto per i cambiamenti sconvolgenti nel lavoro e nell’immaginario dell’età digitale.

Si possono usare gli ultimi due anni di legislatura per provare a fare qualche riforma strutturale delle regole del gioco? Draghi ha parlato di sanità, scuola, imprese decotte, ecologia, Europa come dimensione irreversibile dell’azione politica, fisco progressivo sul modello della Danimarca. Lo ha fatto nei 53 minuti del suo primo discorso di investitura al Senato e nelle repliche. Forse troppo simile a una lezione professorale di buone intenzioni che a un programma dettagliato, pur pieno di riferimenti da riempire, di cose da fare. Dovrebbe essere, tra l’altro, comune interesse del centrosinistra e del centrodestra trovare punti di accordo per “salvare l’Italia” – come direbbe Mattarella – e ridisegnarne i contorni strutturali modernizzandoli. Da pandemia e conseguente tunnel economico (ha ricordato il neopremier a ragione) non si uscirà con un semplice click che riaccende la luce come una bacchetta magica. Occorrono sacrifici, convergenze e intelligenza politica, oltre che una fase di tregua concentrandosi sulle cose possibili.

Può essere che questa impresa si riveli impossibile. Che il testimone da Conte a Draghi sia un errore. Che una fase di lavoro per le riforme sia un vaniloquio illuminista. Che sia meglio scegliere la via della contrapposizione politica e sociale, dell’opposizione. Si tratta di dubbi fondati e legittimi. In questo caso, corre l’obbligo però di proporre una strada diversa per sconfiggere la pandemia e almeno tamponare le arretratezze del caso italiano. L’Aventino – è bene ricordarlo – non ha portato bene alla sinistra in questo nostro Paese. In mancanza di alternative praticabili nell’immediato, è meglio allora criticare, opporsi a Draghi e al suo governo atto per atto, scelta per scelta, riferimento culturale per riferimento culturale non smettendo mai di pungolare come mission che deve fare pure un piccolo giornale non autistico come il nostro.

Lord John Maynard Keynes, che insieme a Federico Caffè è il punto di riferimento intellettuale di Draghi, scrisse che “nel tempo lungo siamo tutti morti”, rispondendo così a chi lo criticava. Il suo obiettivo era intervenire sia su breve sia su lungo periodo rispetto a economia e politica per gestire i cicli recessivi orientando lo sviluppo. Nulla è stato finora inventato di meglio dell’intervento pubblico in economia e dello Stato sociale. Il banco di prova dei prossimi anni è perciò rinnovare da subito l’idea di welfare e quella di critica al moderno capitalismo finanziario della globalizzazione al cui fine è utile un soggetto Europa finalmente politico. A Draghi si può rimproverare tutto, meno di non aver salvato l’Europa al tempo della sua presidenza della Banca centrale europea.     

1.470
Archiviato inEditoriale
TagsAldo Garzia Europa governo draghi Mario Draghi sinistra

Articolo precedente

Nuvole sull’Ecuador

Articolo successivo

Procura di Roma, il perché di una rimozione

Aldo Garzia

Seguimi

Articoli correlati

L’insostenibile pesantezza dell’intelligenza artificiale*

Spagna, non c’è vita a sinistra del Psoe

Opposizione, ci vuole una visione del mondo

L’ondata di rivolta giovanile

Dello stesso autore

Spagna e Marocco ai ferri corti, e non solo sui migranti

Il chiacchiericcio sulle armi e il vincolo della deterrenza

Troppi immigrati? Perché il Nord Europa si difende

Il Risiko del premier e del candidato alla presidenza della Repubblica

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Una rivolta e il suo capro espiatorio
Rino Genovese    28 Ottobre 2026
Per combattere davvero l’antisemitismo va rigettato un disegno di legge controproducente
Giorgio Graffi    26 Ottobre 2026
La guerra ibrida non esiste. Anzi, è sempre esistita
Paolo Andruccioli    22 Ottobre 2026
Ultimi articoli
L’insostenibile pesantezza dell’intelligenza artificiale*
Massimo Florio    29 Ottobre 2026
Brasile, Lula fa il miracolo
Claudio Madricardo    29 Ottobre 2026
Ex Ilva, la procura di Taranto di nuovo in campo
Guido Ruotolo    28 Ottobre 2026
Belgrado né con Bruxelles né con Mosca
Vittorio Bonanni    27 Ottobre 2026
Spagna, non c’è vita a sinistra del Psoe
Vittorio Bonanni    23 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Che bello consumare e non pagare!
Massimo Ilardi    26 Ottobre 2026
Come preservare la figura dell’umano nel nostro tempo?
Mario Pezzella    26 Ottobre 2026
Opposizione, ci vuole una visione del mondo
Andrea Ranieri    22 Ottobre 2026
Le piazze degli altri
Stefania Tirini    12 Ottobre 2026
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Ultime analisi
L’algoritmo del controllo
Marianna Gatta    29 Ottobre 2026
Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente
Agostino Petrillo    13 Ottobre 2026
Ultime recensioni
“La coscienza collettiva non sopporta lo specchio”
Luca Baiada    16 Ottobre 2026
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni Giorgio Graffi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA