• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Livorno. Il lungo errore

Livorno. Il lungo errore

Una scissione sbagliata e un socialismo in generale non all’altezza della posta in gioco

24 Gennaio 2021 Rino Genovese  1230

Si può per favore dimenticare Livorno, lasciarsi per sempre alle spalle il lungo errore delle divisioni tra i socialismi, iniziato con la Prima guerra mondiale e la sua insensata carneficina, con la bruttura dei nazionalismi e del fascismo ma anche con una rivoluzione andata a male, finita oggi nel regime antidemocratico di Putin?

L’unico dirigente che avesse qualche sia pure debole ragione, nel 1921 a Livorno, era Giacinto Menotti Serrati, il quale fino all’ultimo cercò di preservare l’unità del partito (che sarebbe stata necessarissima in quel frangente già non più rivoluzionario), senza al tempo stesso disconoscere come alle masse italiane andasse pur data una risposta riguardo al vento nuovo che spirava dalla Russia. Gramsci apparve quasi fuori luogo nel teatro Goldoni: come si sa, non prese neppure la parola. Aveva oscillato al momento della guerra, sintonizzandosi tardivamente sulla posizione neutralista scelta dal partito. Era poi stato il sostenitore dei consigli di fabbrica torinesi, enfatizzandoli oltremisura e ricevendo per questo le reprimende dell’ultrasettario ed ex astensionista Bordiga che considerava quella enfatizzazione come un residuo di sindacalismo rivoluzionario. Eppure Gramsci si presentò alleato proprio con lui in quel congresso che, con la scissione, vide la nascita del partito di Bordiga, non di quello di Gramsci.

Seguono mesi tragici e sconcertanti. Un anno e mezzo dopo la scissione comunista, Serrati rompe infine con la corrente riformista di Turati, perché questi si è presentato dal re nel tentativo di formare in extremis un governo che impedisca la presa del potere da parte del fascismo. Per quanto riguarda i comunisti, essi neppure cercano di comprendere il movimento degli Arditi del popolo (che nell’agosto del 1922 avevano vittoriosamente difeso Parma dall’assalto delle squadre fasciste), negando loro un riconoscimento politico con il pretesto che le formazioni “militari” devono essere organizzate dal partito. E c’è anche il dissidio di Bordiga con l’Internazionale che, dopo la separazione dei riformisti dai massimalisti, chiede la riunificazione con questi.

In nessuna delle sue componenti il socialismo seppe essere all’altezza della posta in gioco. Si pensi soltanto a un particolare apparentemente secondario ma significativo: “l’Unità”, il giornale fondato da Gramsci nel 1924, prende un titolo che non si riferisce, come si potrebbe credere, all’unità dei lavoratori in generale, ma proprio a quella unificazione con i “terzini”, cioè con la componente massimalista (tra cui a quel punto lo stesso Serrati) che, a costo di staccarsi a sua volta dalla casa madre, vorrebbe la confluenza nella Terza Internazionale. Una testata, come si vede, nata già con un respiro politico piuttosto corto nel mezzo delle infinite beghe di bottega.

Alle elezioni del 1924 (con la famigerata legge Acerbo) le sinistre si presentano divise in tre liste e quattro componenti: la lista riformista, quella massimalista e quella dei comunisti con i “terzini” denominata di “Unità proletaria”, che per la cronaca non arriva neppure al 4% dei voti.

È vero che in seguito ci fu una riscossa nella Resistenza e nel decennio successivo alla guerra. Ma bisognò passare per l’emarginazione di Gramsci nel carcere fascista, per l’espulsione dal partito di Umberto Terracini al momento del patto Molotov-Ribbentrop, per l’unità d’azione tra comunisti e socialisti ma sotto il segno dello stalinismo… E ancora: ci furono la subalternità del Psi negli anni della collaborazione con la Dc fino alla completa autodistruzione craxiana, e una presenza dei comunisti sempre più chiaramente riformista, nei fatti, senza però una capacità di rinnovamento della cultura politica, con lo sbocco indecorosamente liberaldemocratico della Bolognina… Il resto è sconsolante storia presente.

1.246
Archiviato inArticoli
TagsAntonio Gramsci comunismo Filippo Turati Giacinto Menotti Serrati Livorno Rino Genovese scissione socialismo

Articolo precedente

1 – Strage Bologna. A una svolta le indagini sulla matrice fascio-piduista

Articolo successivo

Livorno. Considerazioni su un centenario

Rino Genovese

Articoli correlati

La morte di Habermas e la guerra in Medio Oriente

La riproposta di “Vogliamo tutto”

Dall’Italia alla Germania, un “déjà vu”

Il Far West dell’estrema destra e noi

Dello stesso autore

La morte di Habermas e la guerra in Medio Oriente

La riproposta di “Vogliamo tutto”

Dall’Italia alla Germania, un “déjà vu”

Il Far West dell’estrema destra e noi

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti
Stefania Limiti    8 Settembre 2026
La polis che manca
Stefania Tirini    7 Settembre 2026
Tajani, Crosetto e la rana bollita
Paolo Barbieri    31 Luglio 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, lo spegnimento dell’area a caldo
Guido Ruotolo    11 Settembre 2026
Argentina, miseria senza fine
Claudio Madricardo    11 Settembre 2026
Niger: il fallito golpe riguarda anche l’Italia
Luciano Ardesi    9 Settembre 2026
I talebani corteggiano Washington
Marco Santopadre    9 Settembre 2026
A Milano un ritorno al passato?
Vittorio Bonanni    8 Settembre 2026
Ultime opinioni
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Ultime analisi
Sul declino industriale dell’Occidente (1)
Vincenzo Comito    10 Settembre 2026
Tasse, il sistema inceppato
Paolo Andruccioli    31 Luglio 2026
Ultime recensioni
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA