• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Articoli » Armi, sempre più armi

Armi, sempre più armi

L’obiettivo è continuare a lucrare sulle guerre all’infinito: il 9 dicembre scorso, presentato alla Camera un dossier su Leonardo Spa

16 Dicembre 2025 Marianna Gatta  894

Incurante delle lezioni della storia, l’Europa partecipa alla rinnovata euforia del riarmo. L’industria globale della difesa sta vivendo infatti una stagione di forte espansione, alimentata da una domanda senza precedenti, generata dalle crescenti frizioni geopolitiche e dai massicci piani di investimento varati dalle potenze occidentali. Secondo gli ultimi dati del Sipri, l’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma, i ricavi complessivi delle prime cento aziende produttrici di armi e servizi militari hanno raggiunto, nel 2024, la cifra record di 679 miliardi di dollari, con una crescita del 5,9% rispetto all’anno precedente.

A trainare questo aumento sono soprattutto le corporations statunitensi, che, da sole, sviluppano ricavi per 334 miliardi di dollari. Anche il comparto europeo, però, prosegue la sua avanzata: le aziende del nostro continente, incluse nei primi cento posti, hanno raggiunto un totale di 151 miliardi di dollari, con un incremento del 13%. Perciò, mentre le borse europee vacillano, sotto la pressione delle tensioni legate alla presidenza Trump, il settore della difesa continua a espandersi senza tregua.

Tra i protagonisti di questo boom, figura l’italiana Leonardo Spa, seconda maggiore azienda europea del settore secondo il Sipri, con un fatturato in armamenti che sfiora i quattordici miliardi di dollari, e che è arrivata a toccare i quarantotto euro per azione. Il titolo, del resto, in linea con l’andamento di gruppi come la britannica Bae Systems e la francese Thales, trova riscontro nelle previsioni degli analisti. Da J.P. Morgan sostengono che le azioni della difesa europea potrebbero continuare a crescere, sostenute da piani strutturali, come il fondo speciale da quattrocento miliardi allo studio in Germania, e la proposta francese di aumentare al 3,5% del Pil la spesa per la difesa.

Eppure, come ricorda il giornalista e saggista Emanuele Giordana, direttore di “Atlante delle guerre”, l’idea di una difesa comune europea rimane lontana: “Anche ora che se ne parla, tutto resta nelle mani dei singoli Paesi. Nessuna nazione vuole davvero cedere all’Unione europea la gestione degli esteri e della difesa: sono considerati gli ultimi strumenti decisivi della propria influenza politica”. In Italia, prima che il governo incrementasse la spesa militare, il settore bellico contribuiva all’economia nazionale in misura molto ridotta. “Per anni si è sostenuto che l’aumento degli investimenti fosse necessario per tutelare l’occupazione, ma – sottolinea Giordana – la forza lavoro coinvolta nella produzione di armamenti è in realtà limitata, e potrebbe essere riconvertita in altri comparti industriali”.

Oggi, in questo scenario di crescita, per Leonardo diventa essenziale ampliare il mercato degli armamenti. Un ruolo che suscita tuttavia crescenti interrogativi etici e politici. Il 9 dicembre, alla Camera dei deputati, è stato presentato un dossier curato dalla militante pacifista Rossana De Simone, che denuncia come l’Italia sia diventata uno dei partner europei più stretti di Israele e come la nostra industria militare sia “parte integrante del circuito che alimenta crimini contro l’umanità e legittima il colonialismo”. Il dossier, presentato con la deputata Stefania Ascari dei 5 Stelle a membri della Commissione Difesa, avvocati e giornalisti, ricostruisce nel dettaglio i rapporti industriali e tecnologici tra Leonardo e il settore militare israeliano.

Le relazioni tra i due sistemi industriali sono di natura strutturale e risalgono a oltre un decennio fa. Nel 2012, Israele acquistò dall’Italia trenta aerei M-346, velivoli potenzialmente impiegabili con un’ampia gamma di armamenti; parallelamente, l’Italia acquistò un satellite Optsat-3000 e due velivoli radar G-550 Caew, prodotti da industrie israeliane, consolidando un interscambio bilaterale molto stretto. Leonardo è inoltre presente sul territorio israeliano con sedi della controllata Drs Rada Technologies, e detiene una partecipazione nella società RadSee Technology. Anche nel programma internazionale degli F-35, gestito da aziende statunitensi come la Lockheed Martin e impiegato dalle forze di difesa israeliane, Leonardo svolge un ruolo rilevante nei processi produttivi e tecnologici.

Di fronte a questo quadro, il movimento globale Bds (Boicottaggio, disinvestimento, sanzioni), la più grande coalizione della società civile palestinese, ha richiamato l’Italia ai suoi obblighi derivanti dalle sentenze della Corte internazionale di giustizia. La richiesta è chiara: imporre un embargo militare totale nei confronti di Israele, che includa non solo il commercio e il trasferimento di sistemi d’arma, ma anche la ricerca congiunta, la formazione, i partenariati industriali e ogni forma di cooperazione militare.

Il rally finanziario di Leonardo si sviluppa dunque all’ombra di un’accusa, etica e politica, sempre più pressante, che spinge l’Italia a confrontarsi con la non neutralità delle proprie scelte industriali. E, al di là del coinvolgimento nelle operazioni militari che hanno devastato Gaza, l’espansione continua del settore bellico non lascia presagire un futuro più sicuro. Come ha scritto Stefania Ascari, “la guerra è diventata un prodotto da vendere creando paura, insicurezza e un nemico permanente. È la dinamica che Julian Assange ha descritto con lucidità: l’obiettivo non è una guerra vittoriosa, ma la guerra infinita, quella che garantisce profitti continui a chi vive di conflitti”. Che i conflitti si trovino alle porte dell’Europa, in Medio Oriente o nel Corno d’Africa, poco cambia: senza una vera strategia comune di difesa, non esiste neppure un piano condiviso su quali e quante armi servano realmente alla sicurezza del continente. Così si continua a produrre sistemi d’arma che hanno ben poco a che vedere con la “difesa” e molto di più con la capacità d’attacco, troppo spesso indiscriminata.

(Martedì 9 dicembre 2025, ore 13:00, presentazione del dossier su Leonardo Spa alla Camera dei deputati: vedi qui).

885
Archiviato inArticoli
Tagsarmi difesa europea Israele Leonardo spa Marianna Gatta

Articolo precedente

Cambogia vs Thailandia, la pace di Trump è carta straccia

Articolo successivo

La pace ingiusta

Marianna Gatta

Articoli correlati

Pioggia di soldi per la corsa agli armamenti (2)

Sgomberi: assalto del governo agli spazi autogestiti

Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)

A Gaza le macerie e il denaro

Dello stesso autore

Sgomberi: assalto del governo agli spazi autogestiti

Bongiorno e il consenso negato

Considerazioni sulla rivolta iraniana

Charlie Kirk. Chi era costui?

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Stupidità e autoritarismo
Rino Genovese    9 Febbraio 2026
Per Meloni ora l’incognita Vannacci
Paolo Barbieri    5 Febbraio 2026
Il senso politico della controriforma costituzionale
Giuseppe Santalucia*    3 Febbraio 2026
Ultimi articoli
Fascisti col vento in poppa nella penisola iberica
Vittorio Bonanni    11 Febbraio 2026
Libia, il giallo dell’assassinio dell’ultimo dei Gheddafi
Guido Ruotolo    10 Febbraio 2026
Referendum, la destra conferma le date del 22 e 23 marzo
Stefania Limiti    9 Febbraio 2026
Sgomberi: assalto del governo agli spazi autogestiti
Marianna Gatta    9 Febbraio 2026
Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese
Stefania Limiti    6 Febbraio 2026
Ultime opinioni
Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia
Stefania Tirini    4 Febbraio 2026
Breve riflessione sul riformismo
Rino Genovese    2 Febbraio 2026
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
L’articolo 21 nella gabbia di Facebook
Paolo Barbieri    19 Gennaio 2026
Ultime analisi
Pioggia di soldi per la corsa agli armamenti (2)
Paolo Andruccioli    11 Febbraio 2026
Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)
Paolo Andruccioli    3 Febbraio 2026
Ultime recensioni
Quel Chiapas che non ti aspetti
Agostino Petrillo    6 Febbraio 2026
Gino Strada rivive con la voce di Elio Germano
Katia Ippaso    27 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA