• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » In Turchia la stretta repressiva del Sultano

In Turchia la stretta repressiva del Sultano

L’arresto del sindaco di Istanbul, unico oppositore in grado di battere Erdogan, è solo la punta dell’iceberg

21 Marzo 2025 Eliana Riva  876

Il cappio di Erdogan si stringe sempre più intorno al collo degli oppositori politici. L’arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, è la punta dell’iceberg di una lotta senza quartiere del presidente contro tutti coloro che minano il suo potere, presente o futuro. Imamoglu ha infatti dimostrato più volte di essere capace di unire le opposizioni e rappresentare un’alternativa reale all’egemonia di Erdogan. Lo ha dimostrato nelle elezioni a sindaco di Istanbul del 2019, quando il presidente turco provò a sovvertire il risultato, facendo invalidare il voto dalla commissione elettorale. Il leader dell’Akp, che di fatto governa la Turchia dal 2003, ha cominciato la sua carriera politica proprio da Istanbul, diventando sindaco della città più importante del Paese, nel 1994. E sa bene che Imamoglu ha le carte in regola per riuscire a percorrere la stessa via. Cosa di cui ha dato nuovamente prova nel 2024, quando è stato rieletto sindaco con il Partito popolare repubblicano (Chp). Nelle elezioni dello scorso anno, l’Akp è precipitato ai minimi storici, e Imamoglu è stato internazionalmente proclamato l’avversario diretto di Erdogan, l’unico eventualmente in grado di sconfiggerlo alle elezioni del 2028, mettendo così fine a una leadership che dura da ventidue anni.

Prima dell’arresto, il 19 marzo, erano stati tanti e diversi i tentativi di escluderlo dalla vita politica. A parte le numerose indagini e i processi, anche l’annullamento della laurea in Economia conseguita presso l’Università di Istanbul (in Turchia per candidarsi alla presidenza è necessario possedere un titolo universitario). L’enorme schieramento di poliziotti inviati ad arrestare l’uomo politico potrebbe rappresentare la pietra tombale della sua carriera e della sua vita da uomo libero. “Qualcuno vuole usurpare la volontà popolare”, ha dichiarato Imamoglu. “Mi affido al mio popolo. Continuerò a lottare contro quella persona e contro coloro che collaborano con lui”.

Il partito kemalista Chp ha conquistato, nel 2024, diverse importanti città, ma rimane debole nelle zone rurali, dove l’Akp continua a registrare un grande consenso. Le accuse mosse contro Imamoglu sono più o meno le stesse utilizzate contro tanti oppositori politici finiti in carcere: la corruzione e il sostegno alle organizzazioni terroristiche, al Pkk in particolare, il partito curdo fondato da Abdullah Öcalan, che di recente ha annunciato la fine della lotta armata e il suo scioglimento (vedi qui). Un processo, questo, che dovrebbe compiersi insieme all’evoluzione democratica delle istituzioni statali turche.

Qualche analista ha avanzato l’ipotesi che Erdogan fosse disposto a mostrarsi comprensivo con i curdi in cambio di un loro supporto al tentativo di modifica costituzionale, che permetterebbe al presidente di ricandidarsi nel 2028. Secondo questa lettura, il partito di opposizione curdo Dem potrebbe scegliere di votare a favore del cambiamento, garantendo sicurezza ai progetti del leader dell’Akp. Ma Erdogan si muove in direzione esattamente opposta a quella di qualsiasi possibile sviluppo democratico. Con Imamoglu ha fatto arrestare altre centocinquanta persone, oppositori, giornalisti, imprenditori, e i sindaci dei municipi di Beylikdüzü e Sisli. La criminalizzazione del Pkk continua a essere utilizzata allo scopo di mettere fuori gioco gli avversari. E allo stesso tempo Devlet Bahçeli, l’esponente governativo nazionalista di destra che ha aperto la strada al dialogo tra Ankara e il Pkk, propone di convocare l’assemblea del partito curdo in Turchia, dove il gruppo è ufficialmente illegale.   

Utilizzare tutte le armi a disposizione per il proprio vantaggio personale, senza preoccuparsi della coerenza, è un tratto distintivo del regime di Erdogan. È quello che fa da molti anni. Soprattutto a partire dal presunto tentativo di colpo di Stato del 2016, servito al leader dell’Akp per consolidare il proprio potere, giustificando una serie di misure repressive, che hanno portato all’arresto di centinaia di migliaia di persone, a un numero enorme di licenziamenti, cittadini che ricoprivano ruoli di responsabilità all’interno delle istituzioni, sostituiti con nomi a lui fedeli. Fu anche l’occasione per accusare Fethullah Gülen di avere organizzato un complotto militare, mettendo così fuori gioco la sua organizzazione, che gli era stata utile fino a qualche tempo prima.

Da allora, senza tregua, oppositori, attivisti per i diritti, giornalisti, artisti e avvocati sono stati rinchiusi nelle prigioni per loro appositamente costruite. Il governo è talmente determinato a spezzare le reni di qualsiasi tipo di resistenza (e allo stesso tempo terrorizzato dalle capacità organizzative dei gruppi che difendono la democrazia), da perseguitare uomini e donne di tutte le età, anche anziani e malati, architettando modi sempre nuovi per isolarli dalle rispettive comunità politiche. Uno di questi modi è la tortura. Anche se le denunce delle vittime vengono spesso messe a tacere con la minaccia di reclusione a vita, diversi gruppi di avvocati, come l’Ufficio legale del popolo, sono riusciti a rintracciare i centri segreti di detenzione in cui scosse elettriche, affogamenti, pestaggi, stupri e violenze sessuali di vario genere vengono utilizzati per piegare lo spirito dei rivoluzionari.

Manifestazioni di protesta si sono tenute subito dopo gli arresti, a Istanbul e in altre città, nonostante il governo ne avesse vietato lo svolgimento. Imamoglu, attraverso i suoi avvocati, ha fatto appello alla magistratura, perché reagisca e non resti in silenzio. Ma il controllo tentacolare di Erdogan su enti e istituzioni non fa certo sperare in sviluppi positivi.

906
Archiviato inArticoli
Tagsarresto Imamoglu Ekrem Imamoglu Eliana Riva Recep Tayyip Erdogan Turchia

Articolo precedente

La nebbia di governo sul caso Almasri

Articolo successivo

Per un’Europa sociale e politica

Eliana Riva

Articoli correlati

Israele verso il voto

Turchia, una strategia di “ristrutturazione” contro l’opposizione

Giordania, un Paese e le sue contraddizioni

In Libano nessuna tregua

Dello stesso autore

Israele verso il voto

Turchia, una strategia di “ristrutturazione” contro l’opposizione

Giordania, un Paese e le sue contraddizioni

In Libano nessuna tregua

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Ritorna il nucleare, con il trucco
Paolo Andruccioli    10 Giugno 2026
Su Milano l’ombra del modello Doha
Paolo Barbieri    9 Giugno 2026
Patrimoniale, perché parlarne?
Rino Genovese    8 Giugno 2026
Ultimi articoli
Analfabetismo emotivo di Stato
Marianna Gatta    12 Giugno 2026
Perù, contesa elettorale all’ultimo voto
Claudio Madricardo    10 Giugno 2026
Legge elettorale: il testo base c’è
Stefania Limiti    9 Giugno 2026
In Armenia vince di nuovo l’Europa
Vittorio Bonanni    9 Giugno 2026
Vivere da sfruttati, morire di caporalato
Guido Ruotolo    8 Giugno 2026
Ultime opinioni
Dell’Utri 2, un’archiviazione che non archivia nulla
Stefania Limiti    11 Giugno 2026
Diverso parere sull’archiviazione fiorentina
Guido Ruotolo    11 Giugno 2026
Ecco a voi Israele, baluardo della democrazia in Medio Oriente
Giorgio Graffi    25 Maggio 2026
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
Stefania Tirini    19 Maggio 2026
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Ultime analisi
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Venezia, analisi di una sconfitta
Claudio Madricardo    28 Maggio 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA