• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Né aderire né sabotare

Né aderire né sabotare

14 Marzo 2025 Rino Genovese  1338

“Perché – ci viene domandato – non avete aderito alla manifestazione ‘con solo bandiere europee’ lanciata da Michele Serra per sabato 15 marzo?” La risposta, pur richiedendo qualche argomento di spiegazione in più, potrebbe essere sintetizzata così: perché non ci convincono le piazze che si mobilitano senza una piattaforma politica chiara. Siamo europeisti, lo siamo da sempre, e anzi ci augureremmo una maggiore integrazione dell’Unione, ma mai ci verrebbe in mente di agitare semplicemente la bandiera europea. Non diciamo nemmeno che, accanto a quella, vorremmo vedere sventolare la bandiera della pace (o, non sia mai, quella rossa!); se si tratta di andare in giro con la bandiera azzurrostellata, ci piacerebbe però che almeno fosse chiaro perché lo facciamo.

Ora – diciamoci la verità – negli scorsi giorni si sono viste almeno due idee di Unione europea. La prima è quella che mira a una (peraltro relativa) emancipazione dalla tutela statunitense (che con Trump rischia di venire meno) attraverso un rafforzamento militare affidato ai singoli Stati, con una spesa tutt’altro che indifferente, in una prospettiva di costruzione – vaga e non si sa bene con quali tempi – di una difesa comune. La seconda punterebbe invece fin da subito, magari mediante l’emissione di eurobond, a dare vita al progetto di un unico esercito europeo. Fermo restando che ci piacerebbe di più se l’Unione sciogliesse contestualmente anche altri suoi storici nodi (per esempio quello di un’armonizzazione delle politiche fiscali tra i diversi Stati), ci dichiareremmo comunque soddisfatti se, riguardo alla difesa, si procedesse verso una lineare integrazione delle forze. Ma, come ha mostrato il voto di qualche giorno fa al parlamento europeo, le cose si stanno mettendo nella maniera opposta: saranno essenzialmente i singoli Stati, con il loro debito pubblico, a finanziare la prospettiva di riarmo; e lo scantonamento dalle rigide compatibilità di bilancio potrà avvenire soltanto riguardo alla difesa, senza che si riesca a scorgere una correzione di rotta in materia di austerità in generale.

In questa situazione, al di là di un generico europeismo, ci saremmo aspettati una presa di posizione da parte di chi, con entusiasmo, ha lanciato l’idea della manifestazione. Quello che abbiamo capito, invece, è che – anche per fare posto ad associazioni di base come quelle cattoliche – sarà benvenuta, insieme con quella europea, la bandiera della pace. Così, però, si resta nel vago e nel generico: chi mai è per la guerra? Anche quelli più fortemente anti-Putin non vedono di cattivo occhio un inizio di trattative per una tregua, sebbene sottolineino (del resto a ragione) che debbano esserci delle garanzie per l’Ucraina. Il punto dirimente non è nemmeno la posizione anti-Trump, del tutto scontata, da una parte, e, dall’altra, inessenziale riguardo alla questione del momento. Che è piuttosto: quale Europa?

È intorno a una domanda del genere, e sulle risposte alternative possibili, che andrebbero convocate piazze perfino opposte. Quelli che sono per un’Europa ancora e sempre degli Stati si vedranno in una; quelli che vogliono spingere per una maggiore integrazione si vedranno in un’altra. Sappiamo, tuttavia, che le cose non sono così lineari come sarebbe bene che fossero; sappiamo che il gruppo dei socialisti e democratici al parlamento europeo ha votato in modo maggioritario per la proposta di von der Leyen, che va in una direzione che non convince, e di come la segretaria del Pd si sia assunto l’ingrato compito di una posizione di minoranza.

Ma quelli che si vedranno in piazza sabato che cosa ne pensano? Da quale parte si collocano? Sono per un riarmo in capo ai singoli Stati o sono per andare velocemente, per quanto possibile, verso la costruzione di una difesa comune europea – senza dimenticare una serie di altri punti sui quali insistere per un’integrazione? La risposta non c’è. Prevediamo comunque che la manifestazione avrà successo, in parte proprio per la vaghezza dei suoi obiettivi. Per questo non ci sentiamo (non saremmo neanche in grado, in verità) di convocarne un’altra. Ci limitiamo a dire, riprendendo un vecchio e sotto certi aspetti glorioso slogan socialista – lanciato al momento della caduta nel baratro della Prima guerra mondiale, e tuttavia una parola d’ordine di compromesso escogitata per tenere insieme la componente massimalista e quella riformista –, che non aderiamo, ma nemmeno intenderemmo mai sabotare una piazza che vedrà in ogni caso la presenza di tante persone di buona volontà.

1.347
Archiviato inDossier Editoriale Ucraina
Tagsesercito europeo guerra manifestazione Michele Serra riarmo Rino Genovese Unione europea

Articolo precedente

Elly e l’Europa della guerra

Articolo successivo

L’infantilizzazione degli europei

Rino Genovese

Articoli correlati

Patrimoniale, perché parlarne?

Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale

Come la sinistra francese si prepara a perdere le presidenziali

Nucleare, Europa e fisco, le alleanze pericolose

Dello stesso autore

Patrimoniale, perché parlarne?

Come la sinistra francese si prepara a perdere le presidenziali

Dimenticare Venezia?

In Francia Bolloré, in Italia i berlusconidi

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Ritorna il nucleare, con il trucco
Paolo Andruccioli    10 Giugno 2026
Su Milano l’ombra del modello Doha
Paolo Barbieri    9 Giugno 2026
Patrimoniale, perché parlarne?
Rino Genovese    8 Giugno 2026
Ultimi articoli
Analfabetismo emotivo di Stato
Marianna Gatta    12 Giugno 2026
Perù, contesa elettorale all’ultimo voto
Claudio Madricardo    10 Giugno 2026
Legge elettorale: il testo base c’è
Stefania Limiti    9 Giugno 2026
In Armenia vince di nuovo l’Europa
Vittorio Bonanni    9 Giugno 2026
Vivere da sfruttati, morire di caporalato
Guido Ruotolo    8 Giugno 2026
Ultime opinioni
Dell’Utri 2, un’archiviazione che non archivia nulla
Stefania Limiti    11 Giugno 2026
Diverso parere sull’archiviazione fiorentina
Guido Ruotolo    11 Giugno 2026
Ecco a voi Israele, baluardo della democrazia in Medio Oriente
Giorgio Graffi    25 Maggio 2026
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
Stefania Tirini    19 Maggio 2026
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Ultime analisi
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Venezia, analisi di una sconfitta
Claudio Madricardo    28 Maggio 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA