• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » In Moldavia vince l’Europa

In Moldavia vince l’Europa

La presidente Maia Sandu, liberale, riconfermata alla testa della piccola Repubblica

5 Novembre 2024 Vittorio Bonanni  709

Il risultato delle elezioni presidenziali di domenica 3 novembre, in Moldavia, non aggiunge molto a quanto detto (vedi qui) sul Paese più povero del vecchio continente. Come previsto, ma con un’opposizione più forte di quanto ci si aspettasse, la presidente filoeuropea in carica, Maia Sandu, esponente dal Partito di azione e solidarietà (Pas) di stampo liberal-conservatore si è affermata con il 55,4% contro il filorusso Alexandru Stoianoglo, arrivato a poco meno del 44,6%, candidato del Partito socialista della Repubblica moldava, collocato a sinistra su temi di caratteri economico-sociale e conservatore sui diritti civili.

Quello che è successo a livello elettorale ricorda quanto avvenuto in Georgia (vedi qui), dove però la polarizzazione è stata meno netta. La piccola Repubblica – la cui integrità territoriale è minacciata dalla regione filorussa della Transnistria (vedi qui) – è spaccata in due, come aveva già evidenziato il risultato del referendum non vincolante del 20 ottobre scorso, una specie di sondaggio che chiedeva alla popolazione moldava se sosteneva o meno la modifica della Costituzione per incorporare in essa l’adesione all’Unione europea, approvata dal 50,4% contro il 49,6%, con un’affluenza del 54,2%.

Al primo turno del 20 ottobre la vincitrice aveva ottenuto il 42% dei voti contro il 26% del suo avversario, che si è avvalso al ballottaggio del supporto di altre forze politiche più piccole. Determinante è stato il voto dei moldavi all’estero, circa un terzo dei votanti. Ricordiamo che, malgrado il capo dello Stato venga eletto direttamente dai cittadini e dalle cittadine, ha di fatto gli stessi poteri limitati del nostro presidente della Repubblica, ovvero convoca e scioglie le Camere, promulga le leggi e, in questo caso, può anche promuovere delle iniziative legislative.

Dopo l’indipendenza conseguita nel 1991, all’indomani dello scioglimento dell’Unione sovietica, la Moldavia è stata governata da politici filorussi; ma le cose sono recentemente cambiate, al punto che, lo scorso dicembre, sono stati avviati negoziati per l’ingresso nell’Unione europea. Secondo alcuni osservatori, la Russia avrebbe cercato di influenzare il voto in tutti i modi possibili, ivi compreso traffico di denaro, al fine di condizionare l’esito del voto; ma non possiamo certo dire che l’Europa, sia pure con metodi più leciti, sia rimasta a guardare. La verità è che, da anni, le stesse piazze si sono riempite sia di sostenitori di Sandu sia dei suoi avversari, come dimostra appunto l’esito di un voto che però nessuno sembra contestare.

Ma che cos’è il Pas? È un partito che si identifica con la sua stessa leader. Sandu è laureata in Relazioni internazionali presso l’Accademia della pubblica amministrazione (Aap) di Chișinău, e, nel 2010, si è laureata anche alla John F. Kennedy School of Government di Harvard. I dirigenti del partito, invece, si muovono in maniera indipendente e disordinata, e, al contrario della presidente, hanno spesso scarse competenze. Per quanto riguarda i contenuti della politica del Pas, il suo approccio liberista, che sarebbe l’ultimo da utilizzare vista la povertà del Paese, non gli ha impedito di aumentare i salari e rimettere in piedi infrastrutture completamente disastrate. La Moldavia – oltre due milioni e mezzo di abitanti per circa 33.000 km2 –, Paese di lingua rumena, ha conosciuto negli ultimi anni un esodo senza precedenti. Non si contano nelle città, ma soprattutto nelle campagne, le case abbandonate da famiglie in cerca di fortuna, soprattutto nell’Europa occidentale. Secondo l’Ufficio di statistica moldavo, nel 1990 vivevano all’estero 4.335.360 persone contro i citati due milioni e mezzo in patria. Un calo del 40% in trent’anni. Una crisi demografica senza precedenti, superiore a quella degli anni della carestia e delle deportazioni staliniane, mai verificatasi negli ultimi duecento anni. Qualcosa che ha cause precise: per Vitalie Ciobanu, direttore della rivista letteraria “Contrafort”, citato dall’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, sono state messe in atto “politiche predatorie dai vari governi degli ultimi trent’anni, dominati dal cinismo, dalla corruzione, dalla mancanza di una visione a lungo termine e dalla priorità data all’arricchimento personale piuttosto che al bene comune”.

Drammatica la situazione del settore sanitario: “È uno dei più colpiti dall’esodo – informa l’intellettuale moldavo –, non solo negli ospedali regionali, dove vi è una carenza di personale del 30-40% rispetto al necessario, ma anche nei centri medici della capitale Chișinău. La situazione è allarmante, ed è sempre più difficile ottenere un appuntamento con un medico”. Ciò che aspetta la presidente è una sfida da far tremare i polsi. “Il governo di Maia Sandu ha ereditato un Paese devastato che sta cercando di ricucire man mano – afferma Ciobanu – mettendo in atto misure per rafforzare l’economia, aumentare i benefici sociali e ripristinare l’ambiente, ma finché la guerra in Ucraina e la crisi energetica continueranno, il governo avrà difficoltà a tenere a galla lo Stato. Senza il sostegno di bilancio dei partner occidentali – conclude Ciobanu – la Moldavia crollerebbe e andrebbe semplicemente in bancarotta”.

Quale ruolo potrà giocare l’opposizione vicina alla Russia in questo quadro catastrofico, a oggi, è un punto interrogativo. Getterà benzina sul fuoco qualora il governo fallisse, oppure darà una mano favorendo così una politica di riconciliazione? Più probabile la prima ipotesi, ma mai dire mai.

719
Archiviato inArticoli
TagsMaia Sandu Moldavia risultato elezioni 2024 Unione europea Vittorio Bonanni

Articolo precedente

Il presidente lazzaro e i giacobini presuntuosi

Articolo successivo

Meno scuola, meno clima, più armi

Vittorio Bonanni

Articoli correlati

In Romania c’è vita a sinistra  

Fenomeno Silvia Salis?

Deficit-Pil e altre disavventure

In Bulgaria il vento soffia più a est

Dello stesso autore

In Romania c’è vita a sinistra  

Fenomeno Silvia Salis?

In Bulgaria il vento soffia più a est

Orbán va a casa, l’Ungheria torna “normale”

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
L’imbroglio del “salario giusto”
Paolo Andruccioli    4 Maggio 2026
Niente da fare, non si ferma la frana del governo
Rino Genovese    29 Aprile 2026
Guerra israelo-statunitense all’Iran: l’incubo dell’arma nucleare
Giorgio Graffi    27 Aprile 2026
Ultimi articoli
Il governo ancora all’assalto degli spazi autogestiti
Marianna Gatta    7 Maggio 2026
In Romania c’è vita a sinistra  
Vittorio Bonanni    7 Maggio 2026
Guerra interna al Grande Oriente d’Italia (4)
Guido Ruotolo    4 Maggio 2026
Mali, la giunta militare in gravissime difficoltà
Luciano Ardesi    4 Maggio 2026
Guerra interna al Grande Oriente d’Italia (3)
Guido Ruotolo    30 Aprile 2026
Ultime opinioni
Tra 25 aprile e primo maggio
Rino Genovese    5 Maggio 2026
Una critica della geopolitica
Claudio Bazzocchi    30 Aprile 2026
Fenomeno Silvia Salis?
Vittorio Bonanni    28 Aprile 2026
Meloni, una frana che non si ferma
Rino Genovese    17 Aprile 2026
Una critica delle primarie
Claudio Bazzocchi    10 Aprile 2026
Ultime analisi
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
La lezione di Hormuz
Paolo Andruccioli    17 Marzo 2026
Ultime recensioni
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
L’Italia a colori, viaggiando in camicia rossa
Luca Baiada    5 Maggio 2026
Ultime interviste
Economia pubblica o barbarie
Paolo Andruccioli    20 Aprile 2026
“No alla guerra, sì a una difesa comune europea”
Paolo Andruccioli    11 Marzo 2026
Ultimi ritratti
Gerda Taro: la donna che cambiò il modo di raccontare la guerra
Laura Guglielmi    13 Aprile 2026
Nellie Bly: i pazzi visti da vicino
Laura Guglielmi    3 Aprile 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA