• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Articoli » Ancora sul “Ruby ter”: il desiderio berlusconiano (di vendetta)

Ancora sul “Ruby ter”: il desiderio berlusconiano (di vendetta)

A destra c’è la voglia, però non da tutti condivisa, di una commissione di inchiesta parlamentare sulle presunte malefatte della magistratura. Più preoccupante il tentativo di introdurre quella “separazione delle carriere” che metterebbe i pubblici ministeri sotto controllo politico

27 Febbraio 2023 Stefania Limiti  718

I postumi dell’assoluzione di Silvio Berlusconi e delle sue ospiti alle “cene eleganti” dispiegheranno nel tempo il loro potenziale velenoso. C’è solo da aspettare e vedere. Di sicuro è stata una tappa importante del duello tra la magistratura e il sistema di potere dell’uomo di Arcore – è superficiale parlare di scontro tra magistrati e politici, che non inquadra correttamente il problema, o almeno i suoi protagonisti. Il desiderio di vendetta dei “chierici” berlusconiani si è manifestato nelle dichiarazioni di giubilo per una sentenza che, sia pure assolutoria (abbiamo spiegato qui il punto), non restituisce l’onore al tycoon, che si portava in casa giovani donne, anche ragazzine, e pagava le loro prestazioni sessuali servendosi di un sistema di moderni servi che garantisse l’approvvigionamento della “merce” e lo svolgimento delle feste. 

Tra le affermazioni più impegnative, rispetto a una sorta di resa dei conti, si registrano quelle che promettono una commissione parlamentare d’inchiesta sulla magistratura: dizione tanto generica quanto densamente centrata sullo scontro frontale che si intende ingaggiare per mettere all’angolo un potere giudiziario che, tra errori e superficialità, tra deviazioni e spietata concorrenza interna, ha svolto il suo ruolo di terzo potere dello Stato, dando molto fastidio al Cavalierato (ne abbiamo parlato qui) e alla sua sfrenata tendenza a sganciarsi da controlli e contrappesi istituzionali. Però nella destra la faccenda non è liscia come l’olio: l’uomo di fiducia di Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida, suo cognato e ministro dell’Agricoltura (intento a rivitalizzare il bracconaggio in Italia piuttosto che a fare piani contro la siccità) ha parlato della commissione di inchiesta sulla giustizia in termini molto diplomatici, sostenendo che il parlamento “è legittimato a fare proposte e dare un giudizio su quali strumenti usare”, ma ha anche precisato che un organismo parlamentare inquirente sulla magistratura “non è all’ordine del giorno, non è una priorità, c’è la necessità di intervenire, lo abbiamo scritto anche nel programma del centrodestra. Ma va fatto con un sereno confronto con la magistratura”. Toni smorzati da altri esponenti di Fratelli d’Italia – ma anche, e soprattutto, dalla forzista Licia Ronzulli, che parla per conto di Berlusconi. 

Dunque la faranno o no quella commissione “punitiva”? La partita è aperta, e di certo la commissione d’inchiesta è solo un capitolo di un piano generale di riassetto, forse quello più superficiale e di stampo propagandistico, l’arma per aizzare l’opinione pubblica contro la magistratura: di più potrà il tentativo di introdurre la separazione delle carriere. Riforma di tipo costituzionale, quindi, soggetta a tutti i rafforzamenti della possibilità di intervento che i padri costituenti vollero inserire: è quello il passaggio sostanziale, che potrebbe portare alla rottura dell’unità del sistema giudiziario e allo sganciamento dei pubblici ministeri dall’autogoverno della magistratura, spalancando le porte a un loro controllo da parte della politica. 

Infine, occorre ricordare che la strada giudiziaria di Berlusconi è ancora lastricata di imprevisti: a Bari è in piedi il processo “Escort”, nel quale lui è imputato per induzione a mentire, con l’accusa di avere pagato le bugie dette dall’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini ai pm che indagavano sulle prostitute portate, tra il 2008 e il 2009, nelle residenze dell’allora presidente del Consiglio: un impianto accusatorio simile a quello milanese finito nel nulla per una grave mancanza tecnico-procedurale da parte della procura. Tuttavia, nel processo “Escort”, la presidenza del Consiglio dei ministri resta parte civile: nell’udienza, tenuta lo scorso 17 febbraio, non si è ripetuta la scena di qualche giorno prima a Milano, quando la presidenza del Consiglio ha revocato la propria costituzione di parte civile nel processo “Ruby ter”, facendo sapere platealmente di essere dalla parte dell’eccellente imputato e non certo da quella delle toghe. L’anomalo comportamento potrebbe essere una tappa di un (poco sereno) dialogo all’interno della maggioranza che deciderà anche le sorti degli assetti istituzionali del Paese (presidenzialismo e autonomia differenziata), compresi quelli che riguardano il terzo potere. 

725
Archiviato inArticoli
Tagsassoluzione Commissione parlamentare d'inchiesta Francesco Lollobrigida maggioranza magistratura processo Escort Ruby ter separazione carriere Silvio Berlusconi Stefania Limiti

Articolo precedente

Stragi contro cui ribellarsi

Articolo successivo

Elly una promessa più che una speranza

Stefania Limiti

Seguimi

Articoli correlati

Sicurezza, la bozza del nuovo testo

Referendum: al via la campagna per il “no”

Separazione delle carriere, il referendum potrà salvare la Carta

Referendum, il “sì” in vantaggio?

Dello stesso autore

Sicurezza, la bozza del nuovo testo

Referendum: al via la campagna per il “no”

Separazione delle carriere, il referendum potrà salvare la Carta

Referendum, il “sì” in vantaggio?

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Rovesciare gli ayatollah?
Rino Genovese    14 Gennaio 2026
L’Europa e il Putin dell’Occidente
Rino Genovese    12 Gennaio 2026
Equità fiscale e testardaggine
Paolo Barbieri    7 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Sicurezza, la bozza del nuovo testo
Stefania Limiti    16 Gennaio 2026
Indonesia, tra povertà e nostalgia del passato
Vittorio Bonanni    16 Gennaio 2026
Guerra aperta ad Aleppo tra le forze curde e quelle di al-Sharaa
Eliana Riva    13 Gennaio 2026
Trump, il pretesto della lotta al narcotraffico, le minacce
Claudio Madricardo    13 Gennaio 2026
Referendum: al via la campagna per il “no”
Stefania Limiti    12 Gennaio 2026
Ultime opinioni
Considerazioni sulla rivolta iraniana
Marianna Gatta    15 Gennaio 2026
L’aria della città ha smesso di rendere liberi
Enzo Scandurra    15 Dicembre 2025
Delrio, da Israele con amore  
Vittorio Bonanni    12 Dicembre 2025
Ignoranza è incapacità di distinguere
Stefania Tirini    9 Dicembre 2025
Siamo tutti palestinesi
Tessa Pancani e Federico Franchina    24 Novembre 2025
Ultime analisi
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Che cosa sono i clan a Gaza
Eliana Riva    21 Ottobre 2025
Ultime recensioni
La partita degli “antifa” non finisce mai
Luca Baiada    12 Gennaio 2026
La riproposta di “Vogliamo tutto”
Rino Genovese    5 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA