• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Pordenone, i militari Usa non vanno a processo in Italia 

Pordenone, i militari Usa non vanno a processo in Italia 

In base alla Convenzione Nato del 1951, la soldatessa che, ubriaca, ha investito e ucciso un ragazzo nei pressi della città friulana, potrebbe essere estradata negli Stati Uniti. I precedenti

25 Agosto 2022 Stefania Limiti  2075

Ogni storia è a sé, non pensiate che si voglia generalizzare. Ma c’è qualcosa che lega fatti tra loro molto diversi, che hanno a che fare con reati commessi da militari statunitensi nel nostro Paese. La morte di Nicola Calipari, a suo tempo, fu un fatto criminale e politico, niente a che vedere con il recente episodio di Pordenone, dove una soldatessa di venti anni ubriaca, Julia Bravo, alla guida di un’auto ha travolto un ragazzo quindicenne, Giovanni Zanier. Ucciso nelle vicinanze dell’aeroporto di Bagdad, il 4 marzo del 2005, mentre riportava in Italia la giornalista del “manifesto” Giuliana Sgrena, appena liberata dai suoi rapitori, il funzionario di polizia Nicola Calipari non ebbe giustizia, perché la Cassazione decise – confermando la sentenza della Corte d’assise di Roma, che aveva disposto il “non luogo a procedere” per mancanza di giurisdizione – che nessun processo si sarebbe svolto in Italia nei confronti di Mario Lozano, il soldato statunitense accusato di avere sparato.

Anche la tragedia del Cermis, del 3 febbraio 1998, è un’altra storia: un aereo militare statunitense, con quattro militari a bordo, tranciò i cavi della funivia di Cavalese. I ragazzi volavano troppo basso. I morti furono venti, e tutto è finito senza colpevoli. Persero la vita turisti di varie nazionalità: sette tedeschi, cinque belgi, due polacchi, due austriaci, un olandese e tre italiani. Le associazioni antimilitariste diedero battaglia, ma non venne dato loro neanche un briciolo di civica soddisfazione nel rispetto delle vittime. 

Nel caso di Julia Bravo – e qui veniamo ai punti di contatto tra queste storie – se gli Stati Uniti vorranno procedere loro alla giurisdizione, l’Italia non potrà dire “no, possiamo assicurare noi giustizia”: si aprirà, invece, un’istruttoria per ascoltare i pareri della procura generale e del ministero degli Esteri, poi ci sarà una valutazione affidata al ministro della Giustizia che – con potere del tutto discrezionale – dovrà decidere sulla base degli interessi lesi dal reato e dal danno causato alle persone offese. Per il momento, non c’è stata alcuna richiesta in questo senso, da quel che si sa. Ma, se arrivasse, l’Italia potrebbe trovarsi ancora una volta di fronte all’umiliante gesto di chinare la testa, perché la Convenzione di Londra del 1951 prevede che i soldati statunitensi della Nato siano giudicati, per qualsiasi reato, nel Paese d’origine dell’accusato. 

Una norma imperiale, voluta dalle autorità di Washington per garantire chi tutela i loro interessi nei lontani o vicini “possedimenti”. Fino a ora, si è fatta eccezione per Robert Scott Gardner, militare statunitense, in servizio alla base aerea di Aviano (Pordenone). Bontà loro, le autorità americane hanno lasciato che venisse giudicato da un nostro tribunale: era accusato di avere violentato un quattordicenne. Anche se poi qualcosa è andato storto: dopo undici anni dai fatti e dieci e mezzo dalla sentenza di primo grado che lo aveva condannato a sei anni di reclusione, venne azzerato tutto perché gli erano stati mandati gli atti in italiano, e lui parla sono inglese. Poi è stato arrestato.

Dennis Gray – parà statunitense condannato a sette anni e mezzo di carcere per avere violentato una studentessa a Vicenza, successivamente condannato anche per altre molestie ai danni di una donna incinta – è uno dei pochi soldati americani nelle carceri italiane. E c’è stato ancora il caso “minore” dei dodici militari americani di stanza alla Caserma Ederle, protagonisti di una maxi-rissa fuori da una discoteca di Bassano del Grappa (Vicenza): furono convalidati gli arresti. 

Vedremo come finirà la vicenda della soldatessa Bravo, che ora è in prigione. Il suo avvocato ha fatto sapere che, per ora, non hanno neanche chiesto la detenzione domiciliare ma solo la visione degli atti, mentre il capo della base Usa ha voluto incontrare i genitori del giovane per esprimere le sue condoglianze. Le circostanze sono talmente chiare che sarebbe odioso il tentativo di una “esfiltrazione” di una militare al fine di evitarle la condanna per un grave reato comune. Ma tutto dipenderà dagli umori americani, dal possibile ritorno d’immagine, supponiamo.

2.087
Archiviato inArticoli
TagsCermis Convenzione di Londra 1951 Giovanni Zanier Julia Bravo militari Nato omicidio stradale Pordenone Stati Uniti Stefania Limiti Usa

Articolo precedente

Scioperi all’inglese, lottare per recuperare il potere di acquisto

Articolo successivo

Il “mistero” di un Pd votato alla sconfitta

Stefania Limiti

Seguimi

Articoli correlati

Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale

Stragi del 1993: archiviazione per Dell’Utri (e Silvio)

Legge elettorale: la destra a folle velocità verso le elezioni

Dell’Utri a processo per i milioni ricevuti da Berlusconi

Dello stesso autore

Stragi del 1993: archiviazione per Dell’Utri (e Silvio)

Legge elettorale: la destra a folle velocità verso le elezioni

Dell’Utri a processo per i milioni ricevuti da Berlusconi

Meloni in campagna elettorale, con un occhio a Vannacci

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
La questione delle “città intelligenti”
Agostino Petrillo    3 Giugno 2026
Come la sinistra francese si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    1 Giugno 2026
Nucleare, Europa e fisco, le alleanze pericolose
Paolo Andruccioli    29 Maggio 2026
Ultimi articoli
Vivere da sfruttati, morire di caporalato
Guido Ruotolo    8 Giugno 2026
Stragi del 1993: archiviazione per Dell’Utri (e Silvio)
Stefania Limiti    5 Giugno 2026
Israele verso il voto
Eliana Riva    5 Giugno 2026
Accordo di cooperazione militare tra la Russia e i talebani
Marco Santopadre    4 Giugno 2026
Primo turno delle presidenziali in Colombia
Claudio Madricardo    3 Giugno 2026
Ultime opinioni
Ecco a voi Israele, baluardo della democrazia in Medio Oriente
Giorgio Graffi    25 Maggio 2026
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
Stefania Tirini    19 Maggio 2026
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Tra 25 aprile e primo maggio
Rino Genovese    5 Maggio 2026
Una critica della geopolitica
Claudio Bazzocchi    30 Aprile 2026
Ultime analisi
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Venezia, analisi di una sconfitta
Claudio Madricardo    28 Maggio 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA