• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Articoli » Melillo alla procura nazionale antimafia

Melillo alla procura nazionale antimafia

Eletto a maggioranza al primo voto, molta attesa intorno al suo nuovo incarico

6 Maggio 2022 Stefania Limiti  1460

Non mancherà certo il lavoro al nuovo procuratore antimafia e antiterrorismo, Giovanni Melillo. E c’è molta attesa per come lo farà, se riuscirà a ridare linfa a un organismo pensato in un modo (super-procura) e costruito in un altro (solo coordinamento e impulso del lavoro delle singole procure). Magistrato noto per la sua riservatezza e per la serietà – e per la caparbietà: riuscì a togliere alla sonnolenta procura romana una indagine antiterrorismo realizzandola a Napoli con efficacia –, Melillo è stato votato a maggioranza (tredici voti) da un Consiglio superiore della magistratura tramortito da diverse sventure (non ultima una riforma sgradita ai magistrati italiani, che hanno perciò indetto uno sciopero per il prossimo 16 maggio), con i voti decisivi del primo presidente e del procuratore generale della Cassazione, Pietro Curzio e Giovanni Salvi, membri di diritto, oltre a quelli dei cinque togati di Area democratica per la giustizia (il gruppo progressista al quale aderisce Melillo) e di tre laici: Michele Cerabona (eletto in quota Forza Italia), Alberto Maria Benedetti e Filippo Donati (in quota 5 Stelle).

Attuale procuratore di Napoli, ex capo di gabinetto del ministro Andrea Orlando, quando era alla guida di via Arenula, prima ancora distaccato al Quirinale, Giovanni Melillo, 61 anni, ha una lunga esperienza nella Direzione nazionale (nove anni) dove ha svolto un importante lavoro sulle stragi di mafia sotto la guida di Piero Vigna, mettendo in risalto per la prima volta il ruolo della destra, per lungo periodo considerata un corpo estraneo alle cupole. Niente affatto: basti il nome ora noto di Paolo Bellini, proprio quello messo a fuoco a suo tempo dal lavoro di Melillo.

La sua nomina è stata accompagnata dalle note di amarezza di coloro che tenevano alla elezione di Nicola Gratteri, noto procuratore di Catanzaro, che si è assunto il ruolo ingrato di dare la caccia a ’ndrine e cosche massoniche: a Gratteri sono andati sette voti dei componenti togati di Autonomia e indipendenza, degli indipendenti Nino Di Matteo, Sebastiano Ardita e Giuseppe Marra, e dei laici Fulvio Gigliotti (5 Stelle), anche relatore, e Stefano Cavanna, laico della Lega. Un voto di bandiera è inoltre andato al candidato Giovanni Russo, aggiunto al Dna e attuale reggente della procura di via Giulia, quello di Magistratura indipendente e quello del laico Alessio Lanzi (Forza Italia), dunque area di destra.

Non si può parlare di una vittoria di misura per Melillo, anche perché alla vigilia non era escluso il ballottaggio, sebbene siano stati decisivi i voti di Curzio e di Salvi e del gruppo di Unicost, che in Commissione si era astenuto.

L’andamento del voto, e alcune dichiarazioni successive, hanno fatto parlare di una scelta penalizzante per Gratteri: “simbolo dei magistrati che non hanno collegamenti con la politica e fanno carriera senza far parte delle correnti” (Giuseppe Marra) – in realtà era stato candidato da Renzi a ministro della Giustizia e solo il “niet” di Giorgio Napolitano ne impedì la nomina, altrimenti oggi Gratteri potrebbe essere definito un “già ministro della Giustizia”;  “un segnale devastante al movimento culturale antimafia” (Sebastiano Ardita); “è stato scelto il magistrato più cauto” (Antonio Ingroia); e infine, giù duro, “agli occhi dei mafiosi risulterebbe come una presa di distanza istituzionale da un magistrato così esposto”, ammonisce Di Matteo.

In realtà, non solo il freddo curriculum, ma l’impegno, la passione e la determinazione di Gratteri gli valgono grande stima e solidarietà: non dimentichiamo che è tra le poche voci anti-massoniche di questo Paese. Ne parlò anche in tv, di fronte a un distratto Fabio Fazio; ma l’intervistatore lasciò cadere l’argomento. Proprio oggi, tra l’altro, è stato reso noto da “Il Fatto” che è scattato un nuovo allarme per la sua vita. Una cosca della ‘ndrangheta, inquisita da Gratteri e operativa in Sudamerica, avrebbe progettato un attentato. Lo hanno appreso da una intercettazione ambienti investigativi di un Paese estero, diverse settimane fa. A Gratteri dunque va il rispetto e la considerazione massima di un servitore dello Stato.

Ma si può immaginare che il voto del Csm sia stato frutto di una scelta orientata anche dalla necessità che un organismo così composito e delicato come la procura nazionale sia guidato da una persona meno propensa a un lavoro di tipo individualistico, che invece è stato un valore aggiunto per la missione svolta da Gratteri in una terra così aspra e infestata come la Calabria.

A cose fatte, resta l’auspicio che Melillo dia davvero impulso alle attività di questa struttura, che costa molti soldi e ne deve valere almeno altrettanti, nella comprensione dei fenomeni mafiosi, sempre più pervasivi e penetranti nel tessuto istituzionale. Una missione importante, non vogliamo pensare impossibile.

1.475
Archiviato inArticoli
Tagsantimafia antiterrorismo Dna Giovanni Melillo Nicola Gratteri Stefania Limiti

Articolo precedente

Genova tra chimica e cabinovia

Articolo successivo

Il discorso di Putin: la montagna ha partorito il topolino

Stefania Limiti

Seguimi

Articoli correlati

Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese

Sicurezza, la bozza del nuovo testo

Referendum: al via la campagna per il “no”

Separazione delle carriere, il referendum potrà salvare la Carta

Dello stesso autore

Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese

Sicurezza, la bozza del nuovo testo

Referendum: al via la campagna per il “no”

Separazione delle carriere, il referendum potrà salvare la Carta

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Il senso politico della controriforma costituzionale
Giuseppe Santalucia*    3 Febbraio 2026
La grande manifestazione di Torino per Askatasuna
Agostino Petrillo    2 Febbraio 2026
Referendum sulla giustizia, dal Tar del Lazio nessun rinvio
Luca Baiada    30 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese
Stefania Limiti    6 Febbraio 2026
In Costa Rica vince al primo turno la candidata di destra
Claudio Madricardo    6 Febbraio 2026
Fine dell’autogoverno curdo in Siria
Eliana Riva    5 Febbraio 2026
In Bangladesh e in Nepal è finito il Novecento
Vittorio Bonanni    30 Gennaio 2026
I super-ricchi distruggono la democrazia
Paolo Barbieri    29 Gennaio 2026
Ultime opinioni
Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia
Stefania Tirini    4 Febbraio 2026
Breve riflessione sul riformismo
Rino Genovese    2 Febbraio 2026
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
L’articolo 21 nella gabbia di Facebook
Paolo Barbieri    19 Gennaio 2026
Ultime analisi
Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)
Paolo Andruccioli    3 Febbraio 2026
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Ultime recensioni
Quel Chiapas che non ti aspetti
Agostino Petrillo    6 Febbraio 2026
Gino Strada rivive con la voce di Elio Germano
Katia Ippaso    27 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA