• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Roma, colpita dai mutamenti del clima senza un piano strategico

Roma, colpita dai mutamenti del clima senza un piano strategico

Come riportato da Legambiente, tra il 2010 e il 2020 nella capitale si sono verificati circa quarantasette eventi meteorologici estremi, più della metà dei quali ha avuto un forte impatto. Ma la città non ha elaborato ancora neppure uno studio per fronteggiare le emergenze

27 Luglio 2021 Giacomo Pellini  1551

Rischio inondazioni, piogge violente, caldo tropicale e isole di calore. Roma è una bomba pronta a esplodere. E al momento di un piano cittadino di adattamento ai cambiamenti climatici non si vede neppure l’ombra. Ma andiamo per ordine. Secondo un recente rapporto del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici – “Analisi del rischio. I cambiamenti climatici in Italia” – il nostro Paese è un’area più esposta di altre ai rischi del cambiamento climatico. Lo studio sostiene che, se l’aumento delle temperature dovesse superare i due gradi nel periodo 2021-2050, rispetto a quello 1981-2010, il Belpaese dovrebbe affrontare costi per lo 0,5% del Pil nazionale (sette miliardi di euro) legati ai rischi climatici ogni anno.

D’altronde le mutate condizioni del clima sono sotto gli occhi di tutti: basta scorrere le cronache degli ultimi mesi per capire che gli eventi estremi si susseguono sempre più frequentemente. È documentato che nel 2020 gli eventi climatici estremi in Europa siano stati 1499, in media quattro al giorno, provocando un bilancio pesante di 251 morti e cinquantamila persone evacuate. Siamo letteralmente nell’occhio del ciclone.

Per correre ai ripari, le principali città italiane ed europee si stanno mobilitando: in molte di queste le pubbliche amministrazioni hanno elaborato dei piani di adattamento locale al cambiamento climatico, unitamente alla sperimentazione di alcune azioni pilota concrete da realizzare sui territori al fine di rendere le città più resilienti. La finalità generale di queste iniziative è quella di preparare le amministrazioni e i cittadini a fronteggiare in modo più efficace eventi atmosferici come ondate di calore, siccità, inondazioni, alluvioni, riducendo al tempo stesso le vulnerabilità esistenti sul territorio.

Nel maggio 2016 è stata avviata l’elaborazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici basata sulla Strategia nazionale di adattamento al clima, adottata nel giugno 2015, e sui suoi rapporti tecnico-scientifici pubblicati nel 2014. Ma il Piano è fermo presso il ministero della Transizione ecologica in attesa di una valutazione complessiva.

Roma è una delle città più colpite secondo l’Osservatorio Città Clima di Legambiente: tra il 2010 e il 2020, si sono verificati circa quarantasette eventi meteorologici estremi, più della metà dei quali ha avuto un forte impatto, provocando lo stop di varie linee del trasporto urbano. Ciò nonostante, non solo la capitale non ha un piano di adattamento climatico, ma nemmeno uno studio che individui le maggiori aree a rischio.

“Roma non ha un piano di adattamento ai cambiamenti climatici, malgrado che negli ultimi dieci anni si siano verificati numerosi casi di allagamenti rilevanti prodotti da piogge intense. È la città italiana che ha avuto più eventi di questo tipo, e la ragione è il modo in cui si è costruito: è il centro che ha il più grande patrimonio ereditato di edilizia abusiva, e quindi molte sue aree hanno delle infrastrutture inadeguate” – dice Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente. E prosegue: “Ci sono delle aree di Roma che sono state costruite in territorio a rischio idrogeologico, l’assenza di un piano di adattamento si avverte particolarmente, ci sono stati anche dei morti; e periodicamente si ferma la metropolitana, si allagano i trasporti. Un piano del genere è importante: servirebbe a individuare i problemi prioritari per progettare interventi efficienti senza essere in balia degli eventi. Con un sistema di monitoraggio e allarme, si possono mettere in sicurezza le persone e fare manutenzione; in alcune aree di Roma bisogna intervenire subito cambiando la situazione, soprattutto in alcuni quartieri che saranno a rischio nei prossimi anni”.

Gli altri Paesi europei non sono sicuramente rimasti a guardare: la Francia ha approvato il piano di adattamento nel 2011, e attualmente ne sta elaborando uno nuovo, mentre in Germania i sedici Länder si sono mobilitati già da tempo.

E le altre città italiane? Bologna è senz’altro all’avanguardia nel settore: con il progetto Life Blue Ap la città emiliana si è dotata di un piano di adattamento al cambiamento climatico, che prevede anche la sperimentazione di alcune misure concrete da attuare, a livello locale, per rendere il centro meno vulnerabile, in grado di reagire in caso di alluvioni, siccità e altri effetti catastrofici. Si tratta, inoltre, di un esperimento molto interessante di democrazia partecipativa, visto che nel processo di elaborazione e monitoraggio del piano si punta anche al coinvolgimento della cittadinanza.

Milano invece non ha un piano di adattamento vero e proprio, ma il green è il pallino di tutte le politiche dell’amministrazione attuale: dalla mobilità all’edilizia, dalla  gestione del verde pubblico, al ripensamento degli spazi urbani. Per le ristrutturazioni edilizie il capoluogo lombardo ha introdotto l’Indice di riduzione di impatto climatico, elemento necessario per avere le autorizzazioni. C’è poi il progetto Forestami, che punta a piantare tre milioni di alberi entro il 2030. Non è un caso che qui è previsto, a settembre, lo  Youth4Climate, l’incontro dei giovani preliminare alla conferenza dell’Onu COP26, che quest’anno si terrà a Glasgow, in Scozia, dal primo al 12 di novembre.

Per ritornare a Roma, nel 2018 la giunta Raggi presentò una “strategia di resilienza”, elaborata dopo aver partecipato – unica città italiana – al bando 100 Resilient Cities della Fondazione Rockfeller. In questo documento vengono però dedicate all’adattamento ai cambiamenti climatici circa tre pagine su 158. E negli ultimi anni l’amministrazione non ha prodotto alcun rapporto al riguardo.

C’è poi il Pnrr di Draghi che, nella seconda missione, prevede investimenti per rafforzare “le infrastrutture e la capacità previsionale di fenomeni naturali e dei loro impatti”, oltre a interventi diversi, in primo luogo contro il dissesto idrogeologico. Roma, in quanto capitale dello Stato italiano, deve diventare protagonista e avanguardia di questo processo di transizione ecologica. La prossima amministrazione comunale sarà quindi chiamata al compito storico di traghettare la città di Romolo e Remo verso il “decennio verde” degli anni Trenta del Ventunesimo secolo, considerando che l’Unione europea si prefigge di abbattere del 55% le proprie emissioni. Una sfida, e nello stesso tempo una grande opportunità.

1.569
Archiviato inArticoli
Tags100 Resilient Cities ambiente cambiamenti climatici Giacomo Pellini Legambiente Pnrr progetto Forestami progetto Life Blue Ap Roma

Articolo precedente

No vax, una imbecillità con radici non da poco

Articolo successivo

Lega e forze dell’ordine, un connubio pericoloso

Giacomo Pellini

Articoli correlati

Una casa per il circolo Gianni Bosio?

Il governo ancora all’assalto degli spazi autogestiti

Deficit-Pil e altre disavventure

La sorte degli ex mercati generali di Ostiense

Dello stesso autore

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Meloni frustrata nella sua ricerca di un capo
Rino Genovese    7 Luglio 2026
L’“estremista” Merz e la patrimoniale
Agostino Petrillo    6 Luglio 2026
Meloni, il Colle nel mirino
Paolo Barbieri    2 Luglio 2026
Ultimi articoli
In Giappone il flop del riarmo
Marco Santopadre    8 Luglio 2026
Ex Ilva, nuove iniziative di lotta
Guido Ruotolo    6 Luglio 2026
L’Albania rischia di allontanarsi dall’Unione europea
Vittorio Bonanni    6 Luglio 2026
Legge elettorale, scontro nella destra
Stefania Limiti    3 Luglio 2026
Il tribunale di Peter Thiel
Marianna Gatta    3 Luglio 2026
Ultime opinioni
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Elly Schlein e l’establishment
Rino Genovese    26 Giugno 2026
Dell’Utri 2, un’archiviazione che non archivia nulla
Stefania Limiti    11 Giugno 2026
Diverso parere sull’archiviazione fiorentina
Guido Ruotolo    11 Giugno 2026
Ultime analisi
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Venezia, analisi di una sconfitta
Claudio Madricardo    28 Maggio 2026
Ultime recensioni
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Anna Foa spiega cos’è l’antisemitismo
Vittorio Bonanni    25 Giugno 2026
Ultime interviste
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA