• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Articoli » Su Schlein riprende il tiro a segno

Su Schlein riprende il tiro a segno

A Milano e a Orvieto cattolici e “liberali” discutono sul “che fare”. Ma nel mirino c’è di nuovo la segretaria

21 Gennaio 2025 Vittorio Bonanni  1274

Quando Elly Schlein vinse le primarie del Partito democratico, il 28 febbraio del 2023, per essere poi incoronata segretaria il 12 marzo (vedi qui), in molti temettero che il Pd cominciasse a “dire cose di sinistra”. Questa preoccupazione determinò alcune fughe dal partito fondato da Walter Veltroni, da parte di parlamentari e dirigenti – non risultano abbandoni importanti di militanti ­– come il liberale Carlo Cottarelli, che mise in guardia da una possibile deriva minoritaria del Nazareno, o il cattolico moderato Beppe Fioroni, che accusò incredibilmente la segretaria di averlo “sfrattato dal partito”. Altri restarono – ma con forti mal di pancia, e in ogni caso con la non tanto celata speranza di un fallimento elettorale della ex vicepresidente dell’Emilia-Romagna, così da riaprire i giochi, pur con le conseguenze catastrofiche che possiamo immaginare.

Questa variegata area centrista si è confrontata, sabato 18 gennaio, in due differenti appuntamenti. Il primo a Milano, con “Creare legami, guarire la democrazia”, organizzato da Comunità democratica di Graziano Delrio, a cui ha preso parte un pezzo di mondo cattolico, però con importanti defezioni, come quella di Rosy Bindi, che ha comunque avviato una interlocuzione attraverso un articolo uscito su “La Stampa”. L’incontro è stato arricchito da un intervento a distanza dell’ex premier Romano Prodi e dalla presenza della new entry Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle entrate, che a più riprese ha negato l’intenzione di volersi impegnare in politica, malgrado i fatti dicano tutt’altro.

Secondo appuntamento a Orvieto, dove l’associazione Libertà eguale, nella figura del costituzionalista cattolico ed ex deputato democratico Stefano Ceccanti (fondatore venticinque anni fa dell’associazione, con Enrico Morando e Giorgio Tonini), ha chiamato a raduno, nell’iniziativa “Idee per una sinistra di governo”, “riformisti” laici e cattolici, tra i quali spiccava l’ex commissario europeo, nonché ex premier, Paolo Gentiloni, cattolico doc, convertito da tempo a un moderatismo tecnocratico europeista dopo anni trascorsi a sinistra.

Pur avendo tratti in comune, i contenuti dei due convegni si sono caratterizzati per delle differenze. Se tra i protagonisti dell’incontro di Milano c’erano anche personaggi annoverati tra i “pacifisti” – come Paolo Ciani, riferimento della Comunità di Sant’Egidio, e la presidente dell’Umbria Stefania Proietti –, non mancavano comunque atlantisti doc, come l’ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che avrebbe trovato logicamente più cittadinanza in quel di Orvieto, dove non tirava alcun’aria di sinistra. A Milano ci si è interrogati sul “che fare” rispetto alla guerra in Ucraina e intorno al ruolo della Nato, cercando di individuare strade diverse da quelle percorse finora, per non lasciare solo in mano alla peggiore destra una soluzione del conflitto. A Orvieto, invece, è stato ribadito che si deve andare avanti come prima; e, alla ricerca di possibili convergenze con la destra, non si è proferita parola alcuna contro il pericoloso disegno di legge sulla sicurezza, che ha visto tutta l’opposizione (a eccezione di Italia viva) suonare l’allarme democratico in Europa, insieme con le associazioni internazionali per la difesa dei diritti umani. Per non parlare del liberismo, che in quest’area politica non si intende mettere in discussione più di tanto, malgrado le disuguaglianze, le povertà crescenti e un lavoro sempre più precario.

Del resto, se ad alcuni fa tanta paura il pur timido spostamento a sinistra del Pd, è perché il partito di sinistra non è mai stato; con l’eccezione del periodo della segreteria di Bersani, che fece un’alleanza con Sel (Sinistra ecologia libertà) vincendo le elezioni del 2013, senza però riuscire a formare un governo, malgrado si fosse avvicinato al 30% dei voti. A dimostrazione, comunque, che stare a sinistra paga, sebbene in quel caso non fosse stato sufficiente, anche a causa dell’atteggiamento allora ostile dei 5 Stelle. Al contrario, nel 2022, con la sciagurata segreteria di Enrico Letta, iperatlantista e più draghiana di Draghi, responsabile della mancata alleanza con i 5 Stelle, il Pd ha conseguito la peggiore sconfitta elettorale della sua tormentata storia.

Era da un po’ che non spiravano i venti anti-Schlein, silenziati dai successi elettorali alle europee e, sia pure parzialmente, alle amministrative, con la riconquista della regione Umbria. Ma il tiro a segno ora ricomincia. E a questo punto le ipotesi sono due: formare un nuovo partito centrista, quel terzo polo finora fallito, ma che con i cattolici – i quali, a più di trent’anni dalla fine della Democrazia cristiana, sono senza casa – potrebbe avere una timida chance, senza particolari illusioni. Nascerebbe così una sorta di “Margherita 2.0”, che sancirebbe di fatto, una volta per tutte, il fallimento veltroniano, visto che si ritornerebbe al punto di partenza, non si sa con quali consensi elettorali. Oppure, messa da parte l’ipotesi di un partito, non è da scartare una scalata al Pd, come quella di renziana memoria, con tanto di ricerca di un federatore: per esempio, il solito Gentiloni per fare un nome che, secondo qualcuno, farebbe crollare l’astensionismo, mentre, più verosimilmente, sarebbe il “de profundis” del centrosinistra.

Sta ora alla segretaria – e al gruppo dirigente che la sostiene – tenere a bada queste scosse che potrebbero mettere seriamente a rischio un partito che, pur godendo al momento di buona salute, deve ancora stabilizzare un’alleanza con i 5 Stelle, l’Alleanza verdi-sinistra e altri soggetti, contro una destra divenuta, soprattutto dopo la vittoria del duo Trump-Musk negli Stati Uniti, più difficile da fronteggiare, e dinanzi alla quale non ci si può permettere né scissioni – ma in questo caso la parola sarebbe fin troppo nobile – né miserabili tentativi di far fuori, con giochi di potere, una leader eletta democraticamente.

“Forse suggerirei alla segretaria Elly Schlein – sostiene Rosy Bindi – di fare discutere, di avviare una fase costituente, onde evitare che si formino aggregazioni di potere che magari strumentalizzino le culture ma hanno altri fini”. Insomma, l’era dei parenti serpenti è ben lungi dall’essere relegata nel passato del Pd, alle cui carenze si deve gran parte del successo della destra e della crisi della democrazia italiana.

1.321
Archiviato inArticoli
Tagsappuntamento Pd Milano appuntamento Pd Orvieto Elly Schlein Pd Vittorio Bonanni

Articolo precedente

Roma si trucca per i pellegrini

Articolo successivo

Contro la tecno-destra, per una sinistra non subalterna

Vittorio Bonanni

Articoli correlati

In Bangladesh e in Nepal è finito il Novecento

Ah, vecchie care espulsioni!

Indonesia, tra povertà e nostalgia del passato

Quell’antico amore per la Groenlandia

Dello stesso autore

In Bangladesh e in Nepal è finito il Novecento

Ah, vecchie care espulsioni!

Indonesia, tra povertà e nostalgia del passato

Quell’antico amore per la Groenlandia

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Il senso politico della controriforma costituzionale
Giuseppe Santalucia*    3 Febbraio 2026
La grande manifestazione di Torino per Askatasuna
Agostino Petrillo    2 Febbraio 2026
Referendum sulla giustizia, dal Tar del Lazio nessun rinvio
Luca Baiada    30 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese
Stefania Limiti    6 Febbraio 2026
In Costa Rica vince al primo turno la candidata di destra
Claudio Madricardo    6 Febbraio 2026
Fine dell’autogoverno curdo in Siria
Eliana Riva    5 Febbraio 2026
In Bangladesh e in Nepal è finito il Novecento
Vittorio Bonanni    30 Gennaio 2026
I super-ricchi distruggono la democrazia
Paolo Barbieri    29 Gennaio 2026
Ultime opinioni
Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia
Stefania Tirini    4 Febbraio 2026
Breve riflessione sul riformismo
Rino Genovese    2 Febbraio 2026
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
L’articolo 21 nella gabbia di Facebook
Paolo Barbieri    19 Gennaio 2026
Ultime analisi
Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)
Paolo Andruccioli    3 Febbraio 2026
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Ultime recensioni
Quel Chiapas che non ti aspetti
Agostino Petrillo    6 Febbraio 2026
Gino Strada rivive con la voce di Elio Germano
Katia Ippaso    27 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA