• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Agenda 2025. Punto primo, costruire l’alternativa alle destre

Agenda 2025. Punto primo, costruire l’alternativa alle destre

20 Dicembre 2024 Rino Genovese  1582

Nel porgere i consueti auguri di fine anno ai nostri lettori (ci rivedremo il 7 gennaio), proponiamo loro un rebus da risolvere e di cui, se vorranno, potranno discorrere con amici e parenti nei prossimi incontri festivi: come costruire l’alternativa al governo delle destre che, a meno di colpi di scena, dovremo sorbirci fino al 2027? Anzitutto il come: in che modo procedere con le disparate forze politiche che chiamiamo “le opposizioni”? È chiaro che si tratta di stendere un programma su cui trovare le necessarie convergenze. Ma come pensare di scriverlo? E cosa ci si mette dentro?

La prospettiva è quella degli anelli concentrici. Si tratterebbe cioè di prendere le mosse da un tavolo che sia quello dei partiti e dei gruppi che hanno già espresso una consolidata volontà di stringere alleanze: sono il Partito democratico, i verdi-sinistra e i radicali di Magi. Questi dovrebbero mettersi d’accordo tra loro su un programma “di massima”: che cosa fare una volta vinte le elezioni? La segretaria del Pd potrebbe dire: introduciamo il salario minimo (evidentemente non più a nove euro, ma con un incremento che tenga conto dell’aumento del costo della vita di qui al 2027), spostiamo una certa quantità di risorse sulla sanità, sul trasporto pubblico, sulla scuola e la formazione, ecc. E i verdi-sinistra potrebbero dire: queste cose implicano un aumento della pressione fiscale sui ceti più abbienti, per esempio con l’introduzione di una patrimoniale, con un’imposta fortemente progressiva sulle successioni, con una tassa ad hoc sulla transizione ecologica, ecc. Ci starebbe il Pd – che, ricordiamolo, non è fatto soltanto da Schlein ma da non pochi centristi in servizio permanente effettivo – ad accettare almeno una parte di queste proposte? Interverrebbe poi Magi: norma sul fine-vita, legge contro le discriminazioni di genere, matrimonio e non semplice unione civile per i gay, ecc. Gli altri interlocutori sarebbero tutti d’accordo?

Una volta trovati dei punti di convergenza, e stilata una prima bozza di programma, si passerebbe al secondo cerchio: un tavolo con i “progressisti indipendenti”, probabilmente tra poco ex 5 Stelle. Forte insistenza, allora, sul tema delle guerre, delle armi da inviare o non inviare, con la proposta, se non di pace, di una tregua in Ucraina, basata sulla rinuncia di quest’ultima ad alcuni territori. I verdi-sinistra ci starebbero. Non così il Pd e i radicali di Magi. Entrambi preferirebbero vedere come si mette: con Trump che dice di poter arrivare alla pace, e la Commissione europea che ribadisce, un giorno sì e l’altro pure, il suo sostegno a Kiev. Bella gatta da pelare. E poi, sulle politiche riguardanti l’immigrazione, cosa fare? Si sa che Conte è un simpatizzante della temibile Sahra tedesca che vorrebbe, all’incirca come l’estrema destra, rimandare indietro gli stranieri. Si troverà un accordo?

Infine, terzo cerchio, il più spinoso. Con Calenda, ammesso che non venga trucidato da Renzi già al momento di sedersi al tavolo, un accordicchio si potrebbe anche trovare: per esempio sull’automotive e sull’idea, ormai condivisa da molti, che non ce la si farà a tener fermo al 2035 per la messa al bando dei motori a combustione… Ma con Renzi? Sappiamo qual è il suo fine: ritornare in parlamento a ogni costo. Gli si potrebbero dare quattro o cinque posti sicuri in alcuni collegi uninominali della Toscana. Punto. Si sa poi che il tipo è per un abbassamento delle tasse, che avrebbe volentieri fatto squadra con Forza Italia se il suo progetto centrista fosse andato in porto; sappiamo che è un personaggio per nulla affidabile, ecc. Dunque, con lui “prendere o lasciare”: o ti accontenti dei posti che ti diamo o ti rompi le corna da solo.

In fondo – è questo il punto centrale di tutto il discorso – una coalizione di alternativa alle destre può essere competitiva senza Renzi, però solo se abbia costruito una solida base con Conte e i suoi. Insomma, come la si giri, il primo e il secondo tavolo sono decisivi; il terzo sarebbe un optional – se non fosse (accidenti!) che ha la sua quinta colonna tra i centristi del Pd. Questi sognano una riedizione dell’Ulivo, cioè ancora un “neoliberismo dal volto umano”, che era poi quello di Prodi. Ma non hanno compreso che la storia negli ultimi decenni ha fatto un salto, e non in avanti ma indietro, verso una pluralità di crisi – economico-sociale, climatica, bellica – che impongono una completa revisione delle scelte del passato.

Buone feste!

1.624
Archiviato inEditoriale
Tags2025 alternativa alle destre Rino Genovese sinistra

Articolo precedente

Amsterdam, le manifestazioni pro-Pal

Articolo successivo

Ucraina, negoziato o allargamento del conflitto?

Rino Genovese

Articoli correlati

In Romania c’è vita a sinistra  

Tra 25 aprile e primo maggio

Niente da fare, non si ferma la frana del governo

Meloni, una frana che non si ferma

Dello stesso autore

Tra 25 aprile e primo maggio

Niente da fare, non si ferma la frana del governo

Meloni, una frana che non si ferma

Tajani cameriere di casa Berlusconi

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
L’imbroglio del “salario giusto”
Paolo Andruccioli    4 Maggio 2026
Niente da fare, non si ferma la frana del governo
Rino Genovese    29 Aprile 2026
Guerra israelo-statunitense all’Iran: l’incubo dell’arma nucleare
Giorgio Graffi    27 Aprile 2026
Ultimi articoli
Il governo ancora all’assalto degli spazi autogestiti
Marianna Gatta    7 Maggio 2026
In Romania c’è vita a sinistra  
Vittorio Bonanni    7 Maggio 2026
Guerra interna al Grande Oriente d’Italia (4)
Guido Ruotolo    4 Maggio 2026
Mali, la giunta militare in gravissime difficoltà
Luciano Ardesi    4 Maggio 2026
Guerra interna al Grande Oriente d’Italia (3)
Guido Ruotolo    30 Aprile 2026
Ultime opinioni
Tra 25 aprile e primo maggio
Rino Genovese    5 Maggio 2026
Una critica della geopolitica
Claudio Bazzocchi    30 Aprile 2026
Fenomeno Silvia Salis?
Vittorio Bonanni    28 Aprile 2026
Meloni, una frana che non si ferma
Rino Genovese    17 Aprile 2026
Una critica delle primarie
Claudio Bazzocchi    10 Aprile 2026
Ultime analisi
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
La lezione di Hormuz
Paolo Andruccioli    17 Marzo 2026
Ultime recensioni
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
L’Italia a colori, viaggiando in camicia rossa
Luca Baiada    5 Maggio 2026
Ultime interviste
Economia pubblica o barbarie
Paolo Andruccioli    20 Aprile 2026
“No alla guerra, sì a una difesa comune europea”
Paolo Andruccioli    11 Marzo 2026
Ultimi ritratti
Gerda Taro: la donna che cambiò il modo di raccontare la guerra
Laura Guglielmi    13 Aprile 2026
Nellie Bly: i pazzi visti da vicino
Laura Guglielmi    3 Aprile 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA