• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Tra Conte e Grillo

Tra Conte e Grillo

28 Ottobre 2024 Rino Genovese  1048

È evidente che tra Conte e Grillo sia il primo ad avere ragione, se non altro perché da tempo sta cercando di portare fuori il Movimento 5 Stelle (pessimo nome, che alla fine potrebbe anche essere cambiato) dalla palude qualunquista da cui prese le mosse. Conte ha soprattutto ragione se si pensa che, nonostante il ben noto moralismo, i 5 Stelle sono ancora legati a Grillo da un ignobile contratto da trecentomila euro all’anno – non proprio bruscolini. Per fare che cosa, poi? Comunicazione – la parola magica che, nella forma di una comunicazione politica spettacolarizzata via Internet, sostituisce la politica vera e propria. Quel contratto è la prova provata che i due fondatori, Grillo e Casaleggio, avevano un occhio puntato sui soldi, nel momento in cui diedero vita alla loro creatura politica: nessuna generosità, un affare come un altro. Ed è mai possibile che un vecchio riccone come Grillo, che si è fatto i soldi con i suoi spettacoli, debba percepirne ancora degli altri da un gruppo politico che ostenta invece atteggiamenti spartani nei confronti dei propri eletti?

Più in particolare, la vicenda mette in chiaro, ormai in maniera definitiva, che la matrice aziendale, da cui i 5 Stelle sono nati, era la stessa del berlusconismo da loro tanto odiato. Sia pure con un approccio diverso rispetto a Forza Italia – con un’insistenza sulla partecipazione democratica attraverso la rete –, la sostanza era la stessa: due imprenditori, anziché uno come nel caso di Forza Italia, si danno a un’avventura politica, mettendola su, nel caso di Casaleggio, grazie alla sua azienda di comunicazione (non va dimenticato che il Gianroberto, prima di mettersi in proprio con Grillo, era stato il curatore della comunicazione dell’effimera Italia dei valori di Di Pietro).

Ora, è vero che Conte ha ereditato un “partito personale” (divenuto tale dopo la morte dell’altro co-fondatore), e che, a sua volta, non è estraneo a un leaderismo personalistico, soprattutto quando fa mostra di volere competere con il Pd. Ma ciò non toglie che abbia ragione nel volersi sbarazzare di Grillo. Tanto più che i voti che c’erano da perdere – in gran parte rientrati nell’astensione, quando non ritornati a destra – i 5 Stelle li hanno già persi.

Conte ha anche ragione a essersi impuntato sulla faccenda del “ritorno a casa” di Renzi (tuttavia volutamente dimenticando le difficoltà interne affrontate dalla segretaria Schlein, che ha preso in mano un partito mezzo renziano); ma non può più aspirare, con il dissolvimento del qualunquismo originario, che proprio lui si è impegnato a dissolvere, a essere il leader della coalizione alternativa alle destre. I 5 Stelle devono rassegnarsi: sono un cespuglione, se non un cespuglio, nel “campo largo”.

Del resto anche così conservano un potere di interdizione non da poco: se il Pd, andando avanti nella costruzione di una coalizione, sarà spinto a prendere una posizione meno sdraiata su quella dell’amministrazione statunitense (e questo sarebbe più facile nel caso in cui fosse rieletto Trump), ciò sarà in parte un frutto dell’influenza della linea pacifista di Conte. Il quale però – ripetiamolo – non potrà che essere un comprimario, non il candidato alla presidenza del Consiglio, nell’alleanza che verrà.

1.063
Archiviato inEditoriale
Tags5 stelle Beppe Grillo Giuseppe Conte Rino Genovese

Articolo precedente

I giovani fascisti “sono tornati”

Articolo successivo

Liguria, una lezione da non trascurare

Rino Genovese

Articoli correlati

Tra 25 aprile e primo maggio

Niente da fare, non si ferma la frana del governo

Fenomeno Silvia Salis?

Meloni, una frana che non si ferma

Dello stesso autore

Tra 25 aprile e primo maggio

Niente da fare, non si ferma la frana del governo

Meloni, una frana che non si ferma

Tajani cameriere di casa Berlusconi

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Ex Ilva, il gioco dell’oca
Guido Ruotolo    8 Maggio 2026
Istituti tecnici, il vizio di riformare senza pensare
Stefania Tirini    6 Maggio 2026
L’imbroglio del “salario giusto”
Paolo Andruccioli    4 Maggio 2026
Ultimi articoli
Cuba sul filo del rasoio
Claudio Madricardo    12 Maggio 2026
In India si rafforza la destra di Modi
Marco Santopadre    8 Maggio 2026
Il governo ancora all’assalto degli spazi autogestiti
Marianna Gatta    7 Maggio 2026
In Romania c’è vita a sinistra  
Vittorio Bonanni    7 Maggio 2026
Guerra interna al Grande Oriente d’Italia (4)
Guido Ruotolo    4 Maggio 2026
Ultime opinioni
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Tra 25 aprile e primo maggio
Rino Genovese    5 Maggio 2026
Una critica della geopolitica
Claudio Bazzocchi    30 Aprile 2026
Fenomeno Silvia Salis?
Vittorio Bonanni    28 Aprile 2026
Meloni, una frana che non si ferma
Rino Genovese    17 Aprile 2026
Ultime analisi
Trentin e Ingrao: l’insospettabile attualità di due “sconfitti”
Paolo Andruccioli    11 Maggio 2026
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
Ultime recensioni
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
L’Italia a colori, viaggiando in camicia rossa
Luca Baiada    5 Maggio 2026
Ultime interviste
Economia pubblica o barbarie
Paolo Andruccioli    20 Aprile 2026
“No alla guerra, sì a una difesa comune europea”
Paolo Andruccioli    11 Marzo 2026
Ultimi ritratti
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Gerda Taro: la donna che cambiò il modo di raccontare la guerra
Laura Guglielmi    13 Aprile 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA