• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Editoriale » Ossessione edilizia

Ossessione edilizia

22 Febbraio 2024 Agostino Petrillo  1291

A volte i numeri dicono di più di tante chiacchiere. Il 2022 è stato un anno eccezionale per il settore delle costruzioni, che ha rappresentato con il suo indotto circa il 14% del Pil. L’Italia è stata il secondo Paese europeo come incidenza del settore sul Pil. La conferma arriva dal XXXIII “Rapporto congiunturale e previsionale” del Cresme (Centro ricerche economiche e sociologiche nel mercato dell’edilizia): si parla di tassi di crescita da anni Sessanta, sia per le ristrutturazioni sia per le nuove costruzioni residenziali. Ancora il Cresme ricorda che, negli ultimi anni, il mercato delle costruzioni è stato alimentato da importanti risorse private, quale il risparmio accumulato dalle famiglie e dalle imprese nel 2020 e nel 2021, integrate da consistenti risorse pubbliche e dagli incentivi fiscali legati al Superbonus e al Bonus facciate, per giungere fino agli ingenti fondi del Pnrr. Nel 2023 il dato, sia pure in flessione, è rimasto alto, e si prevede un rallentamento solo per il 2024.

Ma qual è il senso di questa frenetica attività costruttiva? Siamo diventati un popolo di castori? Il Paese non è a sufficienza cementificato? E che cosa si costruisce? È un’atavica fame di case ad alimentare questa febbre edilizia? Si costruiscono principalmente abitazioni di lusso per benestanti, supermercati e infrastrutture, mentre scuole, ospedali e case popolari vanno a pezzi. Almeno questo è quel che si evince dai dati ufficiali, anche se ferve poi un’attività oscura di abusivismo e di autocostruzione, che continua a rappresentare oltre il 15% del costruito totale, a testimonianza di una domanda abitativa interna pressoché completamente inevasa.

Non siamo più ai livelli di intensa attività edilizia irregolare degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, quando le abitazioni abusive realizzate arrivavano alla percentuale di quasi un terzo del totale, ma il dato continua a essere abbastanza impressionante. Costruzioni poi in parte sanate da cicliche sanatorie e condoni edilizi, di cui si comincia a prospettare l’ennesima edizione. L’abusivismo ha in Roma il suo apogeo, con la presenza di centinaia di migliaia di abitazioni irregolarmente costruite, che ne fa la più grande capitale abusiva di Europa.

La presenza di queste “irregolarità di massa” incide non poco sul continuo rinvio della riforma del catasto, di cui abbiamo già parlato su “terzogiornale” (vedi qui). Se l’abusivismo esprime sostanzialmente un bisogno di casa non soddisfatto – pur non mancando le deviazioni “antropologiche”, cui appartengono le seconde case sui litorali e le “case per i figli” non finite che costellano le campagne meridionali –, e rappresentano inoltre la posta in gioco di una partita politica complessa su cui bisognerebbe riflettere meglio, occorre però fare qualche considerazione sul senso di questo continuo costruire, legale o illegale che sia.

Una vecchia retorica insiste sul fatto che l’edilizia sarebbe il volano dell’economia. Questo forse poteva valere per il ciclo edilizio postbellico – anche se già all’epoca non mancarono le critiche – e in effetti i classici, da Schumpeter e Keynes in avanti, hanno sempre sottolineato la problematicità degli investimenti in costruzioni; ma nelle condizioni dell’economia contemporanea è completamente falso affermare che la crescita ipertrofica del settore sia indice di salute. Nelle economie avanzate, finanziariamente sofisticate, l’immobiliare rischia di sottrarre risorse agli investimenti produttivi, e produce bolle che si riflettono sull’intero sistema economico. Inoltre, la finanziarizzazione del settore immobiliare ha provocato una spirale in cui si insegue continuamente la valorizzazione di intere parti di città da “riqualificare”, alimentando la rendita e provocando brusche fluttuazioni e squilibri, com’è avvenuto con la bolla del 2008. Con conseguenze sociali pesantissime, come sta cominciando a sperimentare Milano. Per non parlare, poi, della questione ambientale, direttamente connessa ai materiali usati dall’industria delle costruzioni e al consumo di suolo che inevitabilmente la sua attività implica.

In Italia, dunque, in controtendenza rispetto all’Europa, settore costruzioni e immobiliare costituiscono una parte importante del Pil, circa un quarto, ma questo fenomeno non è certo da vedersi come un trionfo, o come l’affermazione di una specificità positiva del sistema Paese, dato che è legato al declino della grande industria e al mancato decollo dei settori più moderni. In realtà, sono in prevalenza i Paesi arretrati a presentare questa ipertrofia dei settori delle costruzioni e dell’immobiliare. Il dilagare del mattone degli ultimi anni assume, in questa prospettiva, la fisionomia di una sorta di autocannibalismo italico, di un tentativo estremo di estrarre valore a tutti i costi, sacrificando magari – come si è tragicamente visto in questi giorni – la sicurezza di chi ci lavora sull’altare della massimizzazione dei profitti, con una dinamica di subappalti a catena che ha ben ricostruito Paolo Andruccioli con la sua intervista ad Alessandro Genovesi (vedi qui). Ma questo è il segno di un’economia pericolante: un sistema economico legato al mattone è esposto all’andamento sempre alterno del ciclo delle costruzioni, e quanto avviene va inquadrato in un contesto segnato da un’economia nazionale resa di una debolezza drammatica dal rarefarsi dei settori di punta e dalla ridotta produttività dei settori tradizionali. Mentre si continuano a costruire torri e residenze di pregio, il fantasma di una questione abitativa insoluta continua ad aleggiare ovunque nel Paese e gli studenti si accampano nelle tende… Al tempo stesso, a chi, anche a sinistra, esalta acriticamente la crescita del settore, andrebbe ricordato che le case non si possono esportare.

1.306
Archiviato inCittà visibili Dossier Editoriale
Tagsabusivismo edilizio Agostino Petrillo edilizia emergenza abitativa ipertrofia edilizia settore immobiliare superbonus

Articolo precedente

Il governo italiano finanzia il “sistema Libia”

Articolo successivo

La legge-manganello di Romeo

Agostino Petrillo

Seguimi

Articoli correlati

Imperterriti i fascisti grigi

La Palestina e la fabbrica dell’opinione pubblica

Askatasuna: una chiusura preventiva?

Salis e Schlein, una sfida?

Dello stesso autore

Imperterriti i fascisti grigi

La Palestina e la fabbrica dell’opinione pubblica

Askatasuna: una chiusura preventiva?

Salis e Schlein, una sfida?

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Rovesciare gli ayatollah?
Rino Genovese    14 Gennaio 2026
L’Europa e il Putin dell’Occidente
Rino Genovese    12 Gennaio 2026
Equità fiscale e testardaggine
Paolo Barbieri    7 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Sicurezza, la bozza del nuovo testo
Stefania Limiti    16 Gennaio 2026
Indonesia, tra povertà e nostalgia del passato
Vittorio Bonanni    16 Gennaio 2026
Guerra aperta ad Aleppo tra le forze curde e quelle di al-Sharaa
Eliana Riva    13 Gennaio 2026
Trump, il pretesto della lotta al narcotraffico, le minacce
Claudio Madricardo    13 Gennaio 2026
Referendum: al via la campagna per il “no”
Stefania Limiti    12 Gennaio 2026
Ultime opinioni
Considerazioni sulla rivolta iraniana
Marianna Gatta    15 Gennaio 2026
L’aria della città ha smesso di rendere liberi
Enzo Scandurra    15 Dicembre 2025
Delrio, da Israele con amore  
Vittorio Bonanni    12 Dicembre 2025
Ignoranza è incapacità di distinguere
Stefania Tirini    9 Dicembre 2025
Siamo tutti palestinesi
Tessa Pancani e Federico Franchina    24 Novembre 2025
Ultime analisi
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Che cosa sono i clan a Gaza
Eliana Riva    21 Ottobre 2025
Ultime recensioni
La partita degli “antifa” non finisce mai
Luca Baiada    12 Gennaio 2026
La riproposta di “Vogliamo tutto”
Rino Genovese    5 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA