• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Che succede in Francia?

Che succede in Francia?

29 Gennaio 2024 Rino Genovese  932

Gli agricoltori sono un mondo variegato. Al suo interno si trova di tutto: dal coltivatore e allevatore, innamorato delle sue quattro mucche e delle produzioni biologiche, all’imprenditore che ammassa polli, oche e maiali in camere di tortura. Ci sono i padroni e i padroncini. Ma tutti, negli scorsi giorni in Francia (come del resto sta avvenendo altrove: vedi qui), hanno invaso strade e autostrade con i loro trattori: al punto che il sedicente primo ministro, Gabriel Attal – giovane portavoce di Macron, piccolo opportunista quanto il suo capo, entrambi sottoprodotti della deriva a destra del Partito socialista al tempo della presidenza di Hollande –, ha dovuto recarsi fin nell’Alta Garonna, regione del Sud-ovest epicentro delle proteste, per proporre una soluzione e tenerseli buoni. Così, nella speranza di non vedere protrarsi i blocchi stradali, il presidente e il suo tirapiedi (peraltro memori di quanto avvenne qualche anno fa con i “gilet gialli”) hanno fatto marcia indietro sull’aumento della tassa sul gasolio per uso agricolo. Ciò è stato ovviamente stigmatizzato dagli ecologisti, come pure alcune misure di “semplificazione burocratica”, che avranno ricadute negative sulla difesa dell’ambiente. Ma nonostante questo non è detto che la protesta si plachi.

Fa paura un mondo agricolo in rivolta contro la transizione ecologica voluta dall’Unione europea, in Germania come in Francia. Là a impensierire è una crescita senza precedenti di Alternative für Deutschland; qua è il partito di Marine Le Pen, dato al 30% alle prossime elezioni, che preoccupa un presidente con lo sguardo imbambolato, fisso verso destra. Nella sua disperazione centrista, Macron ­(che, ricordiamolo, non dispone di una maggioranza assoluta nell’Assemblea, ma solo di una relativa) ha prima finito di bruciare il già cotto primo ministro precedente, Élisabeth Borne, con una spericolata operazione parlamentare (una “partita di biliardo”, l’ha definita “Le Monde”) di apertura alla destra moderata, a sua volta all’inseguimento della destra estrema, intorno a una molto discutibile legge sull’immigrazione che, appena approvata, è stata immediatamente amputata dal Consiglio costituzionale di più di un terzo dei suoi articoli. E la cosa incredibile è che i rappresentanti del governo avevano previsto questo esito, aspettandosi proprio che i giudici costituzionali togliessero loro le castagne dal fuoco. Un modo per sottrarsi alle proprie responsabilità politiche – ma con il risultato che adesso destra ed estrema destra, insieme, tuonano contro “il governo dei giudici”, indebolendo così una parte essenziale delle istituzioni repubblicane.

Macron ha completato l’opera con la nomina di Attal e del nuovo governo. Che vede, come ministra della Cultura, Rachida Dati, fino a pochi giorni fa esponente di punta della destra sarkozysta e per giunta sotto processo per corruzione, come d’altronde il suo mentore ed ex capo dello Stato. Sembra che questo ulteriore segnale alla destra sia stato lanciato da Macron al fine di presentare l’attuale ministra, tra qualche anno, alle elezioni a sindaco di Parigi, dove i suoi seguaci non hanno un candidato e sono a corto di consensi. In sostanza, tutto quello che il presidente sta facendo, per ostacolare l’ascesa di Marine Le Pen, è cercare di assorbire lui, che si autodefinisce progressista, i voti di destra. Alla fine si aspetterà di essere ringraziato.

E la sinistra intanto cosa fa? Più che altro si è notata per una sua relativa assenza dovuta alle divisioni interne, particolarmente forti in Francia sulla questione migratoria, che alcuni, come i comunisti e i melenchoniani, vorrebbero comunque controllata, perché così chiede una parte consistente dei loro elettori. I socialisti e i verdi si collocano in una posizione un po’ diversa, ma non tanto da togliersi dall’imbarazzo: le lavoratrici e i lavoratori immigrati sono dei super-sfruttati che abbassano i livelli salariali con la loro concorrenza sul mercato del lavoro – problema classico dell’“esercito industriale di riserva” – o sono delle minoranze culturali postcoloniali da proteggere e integrare, riconoscendo i loro diritti all’interno della République? Se a sinistra ci si allontanasse dal dilemma e si cominciasse a vedere quello migratorio come un movimento storico irreversibile, destinato ad accrescersi nel prossimo futuro, si potrebbe infine aprire anche il famoso “spirito repubblicano” francese a una posizione di melting pot inevitabile, in cui il conflitto sociale ha molte facce, né esclusivamente quella economica né soltanto quella culturale o addirittura religiosa.

944
Archiviato inEditoriale
Tagsagricoltori ambiente Emmanuel Macron Francia Gabriel Attal immigrazione Rachida Dati Rino Genovese sinistra assente trattori

Articolo precedente

Idrogeno e transizione energetica

Articolo successivo

Gaza all’Aia: vita e morte della giustizia internazionale

Rino Genovese

Articoli correlati

Attuazione del Patto Ue su immigrazione e asilo: come cambiano le condizioni

Patrimoniale, perché parlarne?

Come la sinistra francese si prepara a perdere le presidenziali

Dimenticare Venezia?

Dello stesso autore

Patrimoniale, perché parlarne?

Come la sinistra francese si prepara a perdere le presidenziali

Dimenticare Venezia?

In Francia Bolloré, in Italia i berlusconidi

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Intesa-Mps: chiamatelo pure mercato
Alessandro Messina    11 Giugno 2026
Ritorna il nucleare, con il trucco
Paolo Andruccioli    10 Giugno 2026
Su Milano l’ombra del modello Doha
Paolo Barbieri    9 Giugno 2026
Ultimi articoli
Contro il regime talebano
Marianna Gatta    16 Giugno 2026
L’India minaccia di lasciare a secco il Pakistan
Marco Santopadre    16 Giugno 2026
A Belfast un vero e proprio pogrom
Agostino Petrillo    15 Giugno 2026
Attuazione del Patto Ue su immigrazione e asilo: come cambiano le condizioni
Lorenzo Consoli    15 Giugno 2026
Analfabetismo emotivo di Stato
Marianna Gatta    12 Giugno 2026
Ultime opinioni
Dell’Utri 2, un’archiviazione che non archivia nulla
Stefania Limiti    11 Giugno 2026
Diverso parere sull’archiviazione fiorentina
Guido Ruotolo    11 Giugno 2026
Ecco a voi Israele, baluardo della democrazia in Medio Oriente
Giorgio Graffi    25 Maggio 2026
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
Stefania Tirini    19 Maggio 2026
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Ultime analisi
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Venezia, analisi di una sconfitta
Claudio Madricardo    28 Maggio 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA