• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Crisi e guerre. La ricetta “pacifista” dell’Ocse

Crisi e guerre. La ricetta “pacifista” dell’Ocse

24 Gennaio 2024 Paolo Andruccioli  1236

Venti di crisi, venti di guerra. Mentre l’Italia si spacca con la scelta scellerata dell’autonomia differenziata, il sistema economico è costretto a cercare vie di fuga. E una di queste potrebbe essere, paradossalmente, quella classica: investire sui conflitti bellici e quindi sulle armi e i sistemi di armamento, elementi che nella storia contemporanea hanno fatto molto spesso da “volani”. Per ora non se ne parla apertamente, ma ci sono segnali. Un importante quotidiano nazionale ha aperto, per esempio, con le minacce che provengono dalla crisi del Mar Rosso. I prossimi rincari delle bollette vengono attribuiti direttamente agli Huthi, che stanno ostacolando la navigazione internazionale. Un altro focolaio pericoloso dove l’Italia è già pronta a intervenire con una sua nave da guerra, che navigherà agli ordini della missione angloamericana.

Nel frattempo, è il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a parlare: “L’Italia e la comunità internazionale si trovano ad affrontare complesse sfide in uno scenario mondiale in continuo divenire – ha spiegato il ministro alla Scuola della Guardia di Finanza ­–, prima la pandemia, poi l’impennata dei prezzi dell’energia e delle materie prime, quindi l’inflazione, fino alle tensioni derivanti dal conflitto russo-ucraino, da quello palestinese e dalla crisi nel Mar Rosso. Tutti fattori che mettono a rischio la crescita internazionale e quella economica italiana”. Dopo le previsioni negative dell’Ocse e i dati inequivocabili della Banca d’Italia, questa volta il governo italiano è costretto ad ammettere i problemi. La falsa e rassicurante rappresentazione della presidente del Consiglio viene per un momento accantonata, perché tutte le previsioni di crescita sono smentite. La bussola è saltata.

Secondo le previsioni di Bankitalia, nel quarto trimestre dell’anno scorso la crescita dell’economia si è praticamente fermata e l’effetto negativo si farà sentire sul Pil di quest’anno, che risulta in crescita di appena lo 0,6%. Esattamente la metà dell’obiettivo fissato dal governo nel Documento programmatico 2024, su cui è stata costruita la legge di Bilancio. Il governo aveva puntato su una crescita dell’1,2%. Il ministro dell’Economia non può dunque far finta di niente, e parla della necessità di realizzare le riforme annunciate e di utilizzare tutte le risorse del Pnrr per fare investimenti. Ma passare dai bandi ai cantieri è molto complicato: non bastano le buone intenzioni, o gli spot dell’altro ministro Salvini sul Ponte sullo Stretto.

Di fronte a un quadro del genere, i partiti di opposizione dovrebbero avere il coraggio di far saltare il banco proponendo una visione economica alternativa come risposta a una politica reazionaria che punta sulla guerra, e nei fatti è ostile a una vera transizione ecologica. Si dovrebbe, insomma, prendere spunto da chi propone ricette diverse, a partire dall’Ocse – l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo – che ha pubblicato proprio in questi giorni le sue raccomandazioni all’Italia. Su quelle ricette si dovrebbe discutere, perché oltre all’appello tradizionale alla riduzione del debito pubblico, e perciò alla riduzione della spesa e all’aumento degli investimenti, nel documento Ocse ci sono proposte che non sono contenute nei programmi elettorali nostrani e vanno oltre la tradizionale ricetta ultraliberista.

L’organizzazione per la cooperazione di Parigi parla, per esempio, di interventi sulle pensioni, a partire da quelle d’oro, e di interventi sul fisco a partire dai patrimoni. I temi sono sempre gli stessi, ma l’ottica sembra diversa. È necessario riformare di nuovo il sistema pensionistico – dicono gli economisti Ocse – al fine di ridurre la pressione sulla spesa derivante dalle pensioni più elevate. In base all’attuale sperequazione e diseguaglianza interna al sistema previdenziale, si propone un “contributo di solidarietà” a carico delle pensioni d’oro, che “potrebbe essere mantenuto fino a quando il reddito relativo dei pensionati non sarà allineato alla media Ocse”.

Sul fronte delle entrate, si auspica lo spostamento dell’imposizione fiscale dal lavoro alla proprietà e ai consumi: scelta che tutelerebbe il gettito fiscale del Paese e, al contempo, renderebbe il sistema più equo e funzionale alla crescita. Anche sul fronte della transizione energetica il documento è chiaro: il sostegno connesso alla crisi energetica “è stato in parte revocato e dovrebbe giungere a termine, ma il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e i tagli mirati alle imposte sul reddito sostengono la domanda. Qualora i prezzi dell’energia aumentassero nuovamente in maniera considerevole, occorrerebbe reintrodurre esclusivamente misure che siano destinate alle famiglie più indigenti”. Sul fronte ambientale – denuncia l’Ocse – il ritmo della riduzione delle emissioni ha registrato un calo nell’ultimo decennio, con la ripresa della crescita e l’allentamento delle misure a sostegno della decarbonizzazione.

Ma tutte queste “raccomandazioni” sembrano già essere archiviate. La strada più facile per rilanciare l’economia e gli investimenti finanziari potrebbe essere un’altra. Basta scorrere la performance delle aziende quotate in Borsa. Nel 2023 le azioni di Leonardo (azienda del comparto Difesa, la ex Finmeccanica) sono tornate ai massimi dal 21 giugno 2022, con una performance nei primi due mesi del 2023 di oltre il +30% e con un trend positivo che continua a crescere. Un’altra star delle Borse è una vecchia conoscenza del comparto militare: la Lockheed Martin è una delle maggiori aziende, a livello mondiale, nella progettazione e produzione di sistemi d’armamento. Nel settembre scorso, a Piazza Affari, il titolo Unicredit è stato scavalcato proprio da Leonardo, mentre su tutte le Borse europee i titoli delle aziende che producono armi stanno superando anche i titoli delle società multinazionali dell’intelligenza artificiale.

1.254
Archiviato inEditoriale
Tagsarmi fisco guerra Ocse raccomandazioni Paolo Andruccioli partiti d'opposizione pensioni d'oro proprietà

Articolo precedente

Russia e Ucraina, l’infinita guerra di posizione

Articolo successivo

Le leggi bavaglio non finiscono mai

Paolo Andruccioli

Articoli correlati

Ritorna il nucleare, con il trucco

Nucleare, Europa e fisco, le alleanze pericolose

Stellantis riduce la produzione in Italia, nel silenzio del governo

Electrolux, affari loro

Dello stesso autore

Ritorna il nucleare, con il trucco

Nucleare, Europa e fisco, le alleanze pericolose

Stellantis riduce la produzione in Italia, nel silenzio del governo

Electrolux, affari loro

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Ritorna il nucleare, con il trucco
Paolo Andruccioli    10 Giugno 2026
Su Milano l’ombra del modello Doha
Paolo Barbieri    9 Giugno 2026
Patrimoniale, perché parlarne?
Rino Genovese    8 Giugno 2026
Ultimi articoli
Analfabetismo emotivo di Stato
Marianna Gatta    12 Giugno 2026
Perù, contesa elettorale all’ultimo voto
Claudio Madricardo    10 Giugno 2026
Legge elettorale: il testo base c’è
Stefania Limiti    9 Giugno 2026
In Armenia vince di nuovo l’Europa
Vittorio Bonanni    9 Giugno 2026
Vivere da sfruttati, morire di caporalato
Guido Ruotolo    8 Giugno 2026
Ultime opinioni
Dell’Utri 2, un’archiviazione che non archivia nulla
Stefania Limiti    11 Giugno 2026
Diverso parere sull’archiviazione fiorentina
Guido Ruotolo    11 Giugno 2026
Ecco a voi Israele, baluardo della democrazia in Medio Oriente
Giorgio Graffi    25 Maggio 2026
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
Stefania Tirini    19 Maggio 2026
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Ultime analisi
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Venezia, analisi di una sconfitta
Claudio Madricardo    28 Maggio 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA