• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Genova, inseguendo il “frontemare”

Genova, inseguendo il “frontemare”

La “giunta del fare” sta trasformando la città ligure in una sorta di sobborgo di Milano

1 Dicembre 2023 Agostino Petrillo  1290

Uno dei gioiellini di cui la “giunta del fare” genovese va fiera è il “waterfront di Levante”.  Ricostruiamo rapidamente la storia di questo progetto ancora in gestazione, che si inserisce in un ripensamento complessivo della relazione tra città e area portuale, e che, sul finire degli anni Novanta, prese le mosse con il ridisegno del porto antico a opera di Renzo Piano in occasione dell’Expo 1992. Nel mirino è ora un pezzo pregiato della città moderna, l’area della ex Fiera del mare, collocata in una posizione centralissima e privilegiata: un’area in cui esistono architetture degne di nota, come il Palasport, e dove anticamente sorgevano dimenticate spiagge, in un sito che è una sorta di belvedere naturale.

Se il precedente intervento di Piano aveva avuto il pregio di restituire alla città un rapporto con il mare, da decenni negato, quello che è in corso, affidato ancora alla progettazione dello studio Piano, quasi a volere segnare una continuità ideale e stilistica con quanto realizzato trent’anni fa, appare invece contraddistinto da una volontà di valorizzazione immobiliare. Il progetto prevede quattro lotti di circa 70mila mq, per un investimento che ammonta a trecentocinquanta milioni di euro, cui va aggiunto l’intervento dell’amministrazione comunale, che sta creando due canali tra loro perpendicolari che daranno vita a una vera e propria isola tra il Palasport e il Padiglione blu, firmato dall’archistar Jean Nouvel.

Spacciato per un progetto di rigenerazione urbana, l’intervento in corso persegue apertamente obiettivi di valorizzazione del sito, anche per garantire la sostenibilità economica dell’operazione. La vicenda della ex Fiera è infatti economicamente intricata, e ha visto un forte indebitamento pubblico, divenuto ancora più pesante a causa delle spese elevate sostenute per la realizzazione del padiglione di Jean Nouvel, in conseguenza del quale si è deciso, cinque anni fa, di alienare il sito fieristico. La faticosa ricerca di un soggetto investitore si è conclusa con la cessione del Palazzetto dello sport da parte di Cds Holding, e, in un secondo momento, delle aree circostanti, con l’eccezione del padiglione Nouvel, restato di proprietà pubblica. Un’operazione mediante la quale si cercava di tamponare, come affermano le stesse Linee programmatiche 2022-27 del Comune: “i buchi di bilancio” connessi alla Fiera di Genova così come “la rilevante e pericolosa esposizione del Comune e delle sue aziende verso il sistema bancario”.

Se la Fiera era uno spazio pubblico della città, ora, in conseguenza di questa operazione, la privatizzazione avanza: il nuovo waterfront consisterà principalmente in uffici, alberghi e trecento alloggi di lusso, pare già dimenticata la proposta iniziale di crearvi anche uno studentato. Particolarmente controversa è la vicenda del Palasport, ristrutturato e ceduto, di cui ora il Comune vorrebbe riacquistare per lo meno la parte sportiva, a un prezzo tra due e tre volte superiore ai quattordici milioni incassati con la vendita. Così si giustifica il vicesindaco Piciocchi: “Fummo costretti a fare quei passaggi. L’operazione di oggi nasce dalla valorizzazione della funzione pubblica del palazzetto. È vero che ha un vincolo di destinazione pubblica, ai sensi del piano regolatore, ma è anche vero che è un ibrido, perché abbiamo un immobile con funzione pubblica di proprietà privata. In questi anni c’è stato un risanamento finanziario delle aree, ed è andata a delinearsi l’idea di un progetto emozionale che faccia diventare il Palasport l’offerta di punta sportiva del territorio. Siamo quindi nella condizione di allineare il piano regolatore con il regime patrimoniale e riportare il palazzetto nella sfera pubblica, per una completa gestione del Comune (…), è come se avessimo venduto una vecchia Cinquecento in rottamazione e oggi comprassimo una Lamborghini”.

In realtà, il nuovo Palasport assumerà il nome di waterfront mall e, oltre a presentare una struttura sportiva, diventerà anche un centro commerciale all’americana, con oltre centoventi negozi, diciannove bar, e con al piano terra l’ennesimo grande supermercato in città, un ulteriore tassello della “supermercatizzazione” della città di cui abbiamo già parlato (vedi qui). Sempre più consistenti appaiono i dubbi sull’intera operazione: si procederà, infatti, alla privatizzazione totale di un’area pubblica subordinata agli interessi dei privati, seppure pagandola in gran parte con denaro pubblico, con un incremento esponenziale di spazi commerciali di cui non si avverte il bisogno. Viene nel contempo ridimensionata la funzione sportiva e di intrattenimento, che avrebbe dovuto essere il vero traino dell’operazione urbanistica; pare scomparire lo studentato, previsto a progetto, che avrebbe avuto lo scopo di contribuire a un rinnovamento demografico, fornendo opportunità di crescita per l’università.

Ciò che sembra interessare all’amministrazione è rendere appetibile Genova a chi ha denaro da investire in operazioni immobiliari, tentando di imitare in piccolo il discusso “modello Milano”, fatto di investimenti immobiliari e “grandi eventi”. Mediante una strategia comunicativa, si prova a vendere il brand della città, proponendola come una sorta di sobborgo di Milano sul mare. Non a caso, il progetto ha vinto il “Premio progetto d’Italia” indetto da Confindustria e Assoimmobiliare per la riqualificazione immobiliare e per le realtà del real estate, “superando perfino Milano” come ha dichiarato orgogliosamente il sindaco Marco Bucci. Ma il progetto dello studio Piano ha subito diverse modifiche in corso d’opera, fino a diluirne i contenuti iniziali, facendolo diventare quasi un logo, come ha notato l’urbanista Andrea Vergano: “Con una strategia promozionale che mescola in maniera disinvolta le riflessioni di Piano sull’urbanità con le più banali retoriche del marketing immobiliare”.

Sui siti delle agenzie si rincorrono richiami agli appartamenti di lusso che verranno venduti come “perle blu sul mare”, “scintillanti residenze piene di luce”; e si enfatizza la creazione dell’“isola che c’è”. Intanto un altro spazio pubblico della città sparisce, e il “frontemare” diviene appannaggio di pochi, mentre si spreca un’altra occasione di restituire alla città un sito unico, magari recuperando almeno in parte le perdute spiagge, com’è stato fatto invece, e molto bene a Barcellona.

1.303
Archiviato inArticoli Città visibili Dossier
TagsAgostino Petrillo appartamenti di lusso Ex Fiera del mare frontemare Genova giunta del fare indebitamento pubblico Jean Nouvel Marco Bucci operazioni immobiliari Palasport progetto Piano supermercati waterfront

Articolo precedente

La foga contro-riformatrice della destra

Articolo successivo

Perché Bergoglio sarebbe andato a Dubai

Agostino Petrillo

Seguimi

Articoli correlati

San Salvador, la questione della casa

San Salvador, una realtà in bilico

Una teologia per l’età delle macchine. Su Peter Thiel

Dubai, un mare di guai…

Dello stesso autore

San Salvador, la questione della casa

San Salvador, una realtà in bilico

Una teologia per l’età delle macchine. Su Peter Thiel

Dubai, un mare di guai…

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Mala Pasqua (sotto il segno di Piantedosi)
Rino Genovese    7 Aprile 2026
Sigonella uno e due
Rino Genovese    2 Aprile 2026
Segnali incoraggianti, ma…
Rino Genovese    30 Marzo 2026
Ultimi articoli
L’Estonia, i russi e l’apartheid 
Vittorio Bonanni    10 Aprile 2026
In Libano nessuna tregua
Eliana Riva    9 Aprile 2026
La tratta degli schiavi crimine contro l’umanità
Luciano Ardesi    8 Aprile 2026
Adolfo Urso, una poltrona che traballa
Guido Ruotolo    3 Aprile 2026
La guerra al tempo dell’intelligenza artificiale
Marianna Gatta    3 Aprile 2026
Ultime opinioni
Una critica delle primarie
Claudio Bazzocchi    10 Aprile 2026
I giovani e la loro prudenza attiva
Stefania Tirini    26 Marzo 2026
Referendum, grande vittoria del “no”
Stefania Limiti    23 Marzo 2026
Dubai, un mare di guai…
Agostino Petrillo    5 Marzo 2026
Regressione
Agostino Petrillo    27 Febbraio 2026
Ultime analisi
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
La lezione di Hormuz
Paolo Andruccioli    17 Marzo 2026
Ultime recensioni
Vocazione e povertà
Katia Ippaso    31 Marzo 2026
Vittorio Occorsio, ovvero della giustizia
Stefania Limiti    16 Marzo 2026
Ultime interviste
“No alla guerra, sì a una difesa comune europea”
Paolo Andruccioli    11 Marzo 2026
“Gli imprenditori hanno smesso di fare industria. Conta solo la rendita finanziaria”
Paolo Andruccioli    27 Febbraio 2026
Ultimi ritratti
Nellie Bly: i pazzi visti da vicino
Laura Guglielmi    3 Aprile 2026
Marielle Franco e la “resistenza intersezionale”
Marianna Gatta    19 Marzo 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA