• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Anche in Grecia la destra

Anche in Grecia la destra

Alle elezioni i conservatori fanno il pieno dei voti, ma il premier uscente Mitsotakis, che non intende fare coalizioni, andrà a una seconda consultazione con sistema maggioritario. Grande delusione per Syriza

22 Maggio 2023 Vittorio Bonanni  980

Avevamo scritto “elezioni complicate in Grecia” (vedi qui), ma i risultati usciti ieri dalle urne non potevano essere più chiari. Anche se la formazione conservatrice Nea Dimokratia (Nuova Democrazia) del premier uscente, Kyriakos Mitsotakis, già eletto nel 2019, non eviterà il “ballottaggio” (previsto per il 25 di giugno o il 2 di luglio), il quadro che traspare non lascia adito a dubbi. Il 41% dei consensi sono andati appunto alla destra. Un risultato straordinario se consideriamo che la sinistra di Syriza di Alexis Tsipras non è andata oltre il 20%, facendosi così doppiare dai suoi avversari, malgrado i sondaggi – ancora una volta risultati inaffidabili – avessero previsto un distacco tra i due partiti valutato tra il 4 e il 6%. A poco potrebbe servire il buon risultato dei socialisti del Pasok-Kinal, presieduto da Nikos Androulakis, che ha raggiunto l’11,6%, anche perché quest’ultimo pretenderebbe di sostituirsi al leader di Syriza come candidato a premier della sinistra, sostenendo la sua contrarietà all’idea che i due ex possano di nuovo ricoprire quel ruolo. Dal canto suo, il premier uscente ha rifiutato l’ipotesi di un mandato esplorativo, preferendo affidarsi a un secondo turno, con la previsione di un netto successo.

Com’è noto, per chi segue le vicende elleniche, il sistema elettorale appare quanto meno originale. La destra avrebbe voluto un sistema maggioritario, che avrebbe garantito con un turno solo un governo in virtù dei cinquanta seggi in più assegnati al vincitore. Un’ipotesi osteggiata dalla sinistra. Da qui il compromesso, ovvero l’introduzione del maggioritario al secondo turno anche perché, in questo caso, entrambe le principali formazioni hanno rifiutato di presentarsi all’interno di coalizioni. Dopo i tre principali partiti, si sono collocati i comunisti del Kke (7%), ostili a ipotesi di alleanza con Syriza; Greek Solution (4,5%) di estrema destra; mentre la piccola formazione di sinistra MeRA25, dell’ex ministro delle Finanze, Yanis Varufakis, non avrebbe superato la soglia del 3% necessaria per entrare alla Camera, che conta trecento seggi.

La partecipazione si è attestata al 56,1%, una percentuale quasi identica a quella delle elezioni del 2019. Un Paese che registra, dunque, una disaffezione alle urne simile alla nostra, segno evidente di una ostilità ai partiti in generale che, per un verso o per un altro, si sono rivelati incapaci di mettere un freno all’aggressività della “troika” – l’organismo formato dalla Commissione europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale – che ha costretto la Grecia a mettere in ordine i propri conti. L’operazione è terminata il 20 agosto scorso – dopo dodici anni di “sorveglianza speciale” da parte di queste istituzioni –, avendo Atene restituito in anticipo l’ultima rata del prestito, pagando a carissimo prezzo questo risultato in termini di costi sociali e, conseguentemente, con un astensionismo in aumento.

Tuttavia, la fine dell’ingerenza internazionale, da un lato, e l’alto tasso di crescita dell’economia dall’altro – al 5,9% –, hanno spinto l’elettorato a evitare un salto nel buio ribadendo la propria fiducia al governo. Un gradimento che non è stato minato più di tanto dallo scandalo dello spionaggio, che abbiamo ampiamente documentato, e dalla tragedia ferroviaria di Tebi del febbraio scorso, in cui cinquantasette persone hanno perso la vita, costringendo il ministro delle Infrastrutture e dei Tasporti, Kostas Karamanlis, alle dimissioni. Mitsotakis è un politico navigato, membro di una famiglia già da sempre impegnata in tal senso. Laureato a Harvard, 55 anni, con un passato da analista economico nella Chase Bank di Londra, uno dei massimi organismi finanziari internazionali, appartiene a una longeva dinastia politica greca: il padre, scomparso nel 2017, è stato a sua volta premier dal 1990 al 1993, mentre il nipote è l’attuale sindaco di Atene.

Il dato più clamoroso di questa tornata elettorale è comunque il risultato catastrofico quanto imprevisto di Syriza. Tsipras aveva sperato nel voto giovanile, ma anche in questo caso ha prevalso la disillusione. La “Coalizione della sinistra radicale” sta ancora pagando il prezzo del fallimento del 2015, quando tentò di arginare l’austerità imposta dalla “troika” senza risultati, deludendo la popolazione, pur mantenendo nel voto del 2019 consensi ragguardevoli, con più del 31%. Nel frattempo il partito, che a Strasburgo siede ancora nel gruppo della Sinistra radicale (Gue), ha conosciuto dei mutamenti importanti. C’è chi è uscito preferendo impegnarsi nel sociale e chi, invece, vi è entrato provenendo dal Pasok, accentuando così l’identità socialdemocratica del partito. E qui sta il punto. Quale futuro aspetta la sinistra greca? Un unico partito socialista, senza una sinistra radicale, che potrebbe però nascere da una scissione a sinistra di Syriza?  Difficilissimo prevederlo in un quadro che dovrà essere riconsiderato nella sua interezza. Resta la difficoltà per una sinistra europea – dalla Scandinavia ad Atene, passando per l’Italia e, forse prossimamente, per la Spagna – che non fa ben sperare per le europee del 2024.  

995
Archiviato inArticoli
Tagsdestra elezioni Grecia 2023 Grecia Kyriakos Mitsotakis sinistra sconfitta Syriza Vittorio Bonanni

Articolo precedente

Il ritorno di Moretti

Articolo successivo

Inno a Lagioia

Vittorio Bonanni

Articoli correlati

In Armenia vince di nuovo l’Europa

Legge elettorale: la destra a folle velocità verso le elezioni

Zapatero e i magistrati, gli incubi di Sánchez

Caccia: a destra la passione e i miliardi

Dello stesso autore

In Armenia vince di nuovo l’Europa

Zapatero e i magistrati, gli incubi di Sánchez

In Spagna la nuova sinistra andalusa

L’Armenia alla ricerca di un’identità nella politica internazionale

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Patrimoniale, perché parlarne?
Rino Genovese    8 Giugno 2026
La questione delle “città intelligenti”
Agostino Petrillo    3 Giugno 2026
Come la sinistra francese si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    1 Giugno 2026
Ultimi articoli
Legge elettorale: il testo base c’è
Stefania Limiti    9 Giugno 2026
In Armenia vince di nuovo l’Europa
Vittorio Bonanni    9 Giugno 2026
Vivere da sfruttati, morire di caporalato
Guido Ruotolo    8 Giugno 2026
Stragi del 1993: archiviazione per Dell’Utri (e Silvio)
Stefania Limiti    5 Giugno 2026
Israele verso il voto
Eliana Riva    5 Giugno 2026
Ultime opinioni
Ecco a voi Israele, baluardo della democrazia in Medio Oriente
Giorgio Graffi    25 Maggio 2026
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
Stefania Tirini    19 Maggio 2026
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Tra 25 aprile e primo maggio
Rino Genovese    5 Maggio 2026
Una critica della geopolitica
Claudio Bazzocchi    30 Aprile 2026
Ultime analisi
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Venezia, analisi di una sconfitta
Claudio Madricardo    28 Maggio 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA