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Il Pd nel maelstrom. Il caso Liguria

10 Agosto 2022 Agostino Petrillo  1892

Liguria

Mentre l’orologio elettorale corre sempre più veloce, la Liguria fa i conti con un quadro politico che rischia di mostrarsi radicalmente mutato dopo il 25 settembre, e certo non in meglio. Con il taglio dei parlamentari, infatti, si ha una notevole riduzione della rappresentanza della regione, che complessivamente perde nove parlamentari, passando da 24 a 15. I senatori da 8 saranno tagliati a 5; i deputati da 16 a 10. L’ampliamento territoriale dei collegi, tra l’altro, ha conseguenze politiche rilevanti, dato che mina la compattezza di alcune zone storicamente “rosse”, allargandole verso l’estremo Ponente, da sempre appannaggio di Forza Italia e un tempo feudo della Dc.

Al Senato i collegi uninominali sono solo due: Genova rappresenta lo spartiacque, dato che il primo collegio abbraccia un territorio che va da Ventimiglia al municipio genovese di medio Ponente; il secondo va da Sampierdarena a Sarzana. Alla Liguria, inoltre, in considerazione della popolazione ridottasi a 1.570.000 abitanti, è stato assegnato un unico collegio plurinominale, con tre seggi. Per la Camera, invece, i collegi uninominali sono quattro: il primo comprende la provincia di Imperia e gran parte di quella di Savona; il secondo va da Albisola a Genova Ponente, includendo la Valpolcevera, la valle Scrivia, Montoggio e Casella; il terzo è quello di Genova Levante, che arriva sino a Sori e ingloba la val Trebbia; il quarto si estende da Recco a tutta la provincia di La Spezia. Anche per la Camera il collegio plurinominale è soltanto uno e assegna sei seggi. Una situazione, quindi, in cui alla rarefazione della rappresentanza corrisponde anche un venir meno di molti collegi “sicuri”. Ne ha dato conto in maniera drammatica l’Istituto Cattaneo che, nelle sue previsioni di fine luglio, ha visto una Liguria quasi completamente “azzurra”. Il centrodestra sembra avere nettamente più chance degli avversari in almeno tre collegi, mentre due vengono dati per “contendibili” e ne rimane solo uno – quello di Genova 3 – in cui il centrosinistra potrebbe sperare di piazzare un parlamentare.

In sostanza, gli unici collegi davvero “blindati” resterebbero quelli del Ponente, attribuiti al centrodestra, e chi vi sarà schierato avrà quasi certamente un pass per Roma. Meno chiara la situazione dei due collegi plurinominali: quello al Senato che assegna tre seggi, e quello alla Camera, a cui corrispondono altri sei seggi. Qui è più difficile abbozzare delle stime a livello locale. In sintesi, l’unico collegio uninominale su cui il centrosinistra può investire senza tema di una sconfitta, è quello di Genova città, ma non si ha ancora nessuna idea di chi sarà il nome del candidato proposto agli elettori.

Un sondaggio Youtrend di fine luglio prospetta tre scenari diversi a seconda delle alleanze. Il primo, costruito in una prospettiva di centrosinistra che includa anche il Movimento 5 Stelle, vedrebbe la possibilità di lottare anche su altri collegi uninominali. Il secondo, che prevede il Pd ancora alleato a Calenda, oltre che con i Verdi-Sinistra italiana, ma senza i 5 Stelle, mostra una vittoria completa del centrodestra al Senato, e qualche incertezza sugli uninominali della Camera. Solo lo scenario che analizza le possibilità offerte da un ormai superato “campo largo” avrebbe dato delle chance, a livello ligure, di evitare una pesante sconfitta per il centrosinistra.

Una diversa analisi, elaborata dal politologo savonese Franco Astengo – non basata sui sondaggi, ma sui dati delle politiche del 2018, messi a confronto con gli esiti delle ultime tornate elettorali, le regionali 2020, le comunali 2021 e le comunali 2022 – lascia poche speranze e mette in dubbio anche la possibilità di affermarsi del centrosinistra nel collegio uninominale “contendibile” di Genova 3 alla Camera. Il risultato degli uninominali potrebbe essere, dunque, addirittura di sei a zero. Astengo sottolineava la piccola “anomalia” ligure, legata alla centralità della lista Toti, un serbatoio di voti di un certo rilievo. Scriveva giorni fa il politologo: “La quantità di voti ottenuti dalla Lista Toti tra il 2020 e il 2022 risulterà assolutamente decisiva per l’assegnazione dei seggi. L’orientamento di questa area dipenderà quindi dalle indicazioni che saranno fornite dal presidente della giunta regionale”. Ora, alla luce della recente scelta di Toti nel campo delle destre, non ci sono più dubbi.

Certo è che allo stato attuale delle cose, in previsione di una débâcle del centrosinistra in Liguria, molti big locali del Pd potrebbero candidarsi fuori dalla regione, nei pochi “fortini” rimasti. L’ex candidato sindaco del centrosinistra Ariel Dello Strologo pare non si presenterà col Pd, ma, secondo alcune voci, sarebbe in quota +Europa o sarebbe addirittura approdato a Calenda. La ex ministra Roberta Pinotti ha dichiarato, in una recente intervista al quotidiano “Il Secolo XIX”, che non intende ricandidarsi, e che passerà a lavorare in un’organizzazione internazionale. Andrea Orlando potrebbe trovare collocazione in un collegio sicuro fuori regione, mentre nei collegi dati per persi è facile pensare che verranno poste figure di rilievo unicamente locale.

Al di là delle vicende dei singoli, è chiaro e drammatico il declino della rappresentanza della sinistra in quella che fu in passato una regione “rossa”, con un Pd pressoché in caduta libera, risucchiato in un vortice da cui non si vede chi possa salvarlo. Se la crisi del partito in Liguria era evidente già dalla tornata delle elezioni comunali dello scorso giugno, un’ulteriore sconfitta alle politiche, di proporzioni rilevanti, potrebbe schiudere scenari di rinnovamento radicale della dirigenza locale, e avere un’eco forte a livello nazionale. Ed è anche evidente, se si considera la cosa da un punto vista generale, che la riduzione del numero dei parlamentari renderà più complicata la rappresentatività territoriale. In ultima analisi, intere parti della Liguria risulteranno prive di riferimenti diretti a figure che siano collocate in una dimensione di responsabilità politico-istituzionale.

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TagsAgostino Petrillo Andrea Orlando Ariel Dello Strologo Franco Astengo Liguria Pd Roberta Pinotti

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