• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Editoriale » La guerra, e poi?

La guerra, e poi?

14 Aprile 2022 Rino Genovese  1314

Strada facendo, la guerra ha cambiato la propria natura. Nata da una contesa intorno a una zona di confine tra un pugno di nazionalisti da una parte e dall’altra (qualcosa di facilmente risolvibile, se non si fosse trattato dell’ultimo capitolo della dissoluzione di un impero, mediante un trattato internazionale che garantisse le minoranze), con l’invasione russa dell’Ucraina, è precipitata in una crisi regionale e mondiale, diventando un po’ alla volta un redde rationem tra la democrazia occidentale e la cosiddetta autocrazia putiniana. “Ogni tempo ha la sua peste” – avrebbe detto Karl Kraus; ma a noi è toccato di averne addirittura due: la pandemia e la guerra.

La vicenda bellica che opprime i nostri giorni, tuttavia, non è affatto da considerare come un confronto tra il mondo occidentale e l’autocrazia. Questo termine (riesumato qualche tempo fa, a quanto sembra, dalla rivista americana “Foreign Affairs”) è del tutto impreciso. Il complesso passaggio che ha visto lo stalinismo trasformarsi a poco a poco nel dominio di una “casta plurale” – quella di Breznev e compagni, per intenderci – e poi, con Gorbaciov e soprattutto con Eltsin, in un post-totalitarismo pluralistico basato su un selvaggio capitalismo estrattivo, non ha granché a che fare con l’assolutismo zarista precedente la rivoluzione, questo sì giustamente detto autocrazia, per via della sua proclamata origine divina. Se studiassimo da vicino la vicenda interna all’oligarchia dominante nella Russia odierna, troveremmo che a stento essa ha trovato un punto di equilibrio in un “uomo forte” proveniente dal vecchio Kgb. Buttarlo giù con una guerra sarebbe anche possibile alla lunga (ed è diventata questa la prima opzione statunitense); ma le probabilità che ne venga fuori qualcosa di peggiore – una dittatura militare, per esempio – sono molto alte.

Dunque l’obiettivo della guerra, per quanto odioso sia il dirigente del Cremlino, non dovrebbe essere quello di liberarsene una volta per tutte. Dovrebbe essere, piuttosto: come arrivare a una “pace armata”, con reciproche garanzie, che risolva almeno temporaneamente la questione territoriale? Ciò andrebbe raggiunto tramite un trattato, in cui sarebbero tracciate delle linee di confine sotto protezione internazionale. L’idea che bisogna farla pagare alla Russia – in sé non sbagliata – finisce in una forma di fanatismo se non pone il problema della pace: già le dure sanzioni, le perdite sul campo, l’avere rinunciato a far cadere il governo Zelensky, sono una sconfitta per il regime putiniano, non ci sarebbe alcun bisogno di andare oltre. Ma è l’atteggiamento dell’Ucraina che a questo punto preoccupa: il fatto di avere rifiutato l’incontro a Kiev con il presidente tedesco Steinmeier, soltanto perché questi sarebbe apparso troppo favorevole a una soluzione negoziale con la Russia, è di un’enorme gravità. E la dice lunga su che cosa sia il nazionalismo ucraino.

Di più: anche l’iniziativa del papa – far sfilare nella prossima via crucis due donne insieme, una ucraina e l’altra russa, nel segno di un rifiuto della guerra – è stata criticata da Kiev, con l’argomento che la stragrande maggioranza dei russi non riconoscerebbe l’indipendenza dell’Ucraina. È una presa di posizione che palesa, ormai, uno spirito bellicista preconcetto. Su questa via c’è solo il piano inclinato di una guerra infinita. L’Europa dovrebbe tirarsene fuori, cominciando con il delineare una road map su cui potrebbero ritrovarsi i belligeranti. Se questa venisse respinta dall’Ucraina, i Paesi europei dovrebbero fissare una scadenza temporale entro la quale uscirebbero dal coinvolgimento nell’invio di armamenti, lasciando ai soli Stati Uniti, eventualmente, il compito di andare avanti lungo la china. Al tempo stesso, si potrebbe anche sospendere l’acquisto del gas russo per un periodo – ma all’interno di una proposta articolata di un “cessate il fuoco”, e poi di un armistizio, che fosse presentata con una sua perentorietà.

1.330
Archiviato inEditoriale Ucraina
Tagsautocrazia Europa Frank-Walter Steinmeier guerra nazionalismi Occidente Rino Genovese Russia Ucraina Vladimir Putin Volodymyr Zelensky

Articolo precedente

Concertazione modello Draghi

Articolo successivo

India neutrale, un’ambiguità che appare provvisoria

Rino Genovese

Articoli correlati

Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)

Breve riflessione sul riformismo

Rovesciare gli ayatollah?

L’Europa e il Putin dell’Occidente

Dello stesso autore

Breve riflessione sul riformismo

Rovesciare gli ayatollah?

L’Europa e il Putin dell’Occidente

La riproposta di “Vogliamo tutto”

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Il senso politico della controriforma costituzionale
Giuseppe Santalucia*    3 Febbraio 2026
La grande manifestazione di Torino per Askatasuna
Agostino Petrillo    2 Febbraio 2026
Referendum sulla giustizia, dal Tar del Lazio nessun rinvio
Luca Baiada    30 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese
Stefania Limiti    6 Febbraio 2026
In Costa Rica vince al primo turno la candidata di destra
Claudio Madricardo    6 Febbraio 2026
Fine dell’autogoverno curdo in Siria
Eliana Riva    5 Febbraio 2026
In Bangladesh e in Nepal è finito il Novecento
Vittorio Bonanni    30 Gennaio 2026
I super-ricchi distruggono la democrazia
Paolo Barbieri    29 Gennaio 2026
Ultime opinioni
Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia
Stefania Tirini    4 Febbraio 2026
Breve riflessione sul riformismo
Rino Genovese    2 Febbraio 2026
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
L’articolo 21 nella gabbia di Facebook
Paolo Barbieri    19 Gennaio 2026
Ultime analisi
Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)
Paolo Andruccioli    3 Febbraio 2026
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Ultime recensioni
Quel Chiapas che non ti aspetti
Agostino Petrillo    6 Febbraio 2026
Gino Strada rivive con la voce di Elio Germano
Katia Ippaso    27 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA