Miserabile canovaccio quello recitato ieri in Senato. Sembrava che il Partito democratico – a sentire il suo segretario solo pochi giorni fa – fosse deciso a imboccare la via per lo scioglimento di Forza Nuova; invece si è comportato in tutt’altro modo, con quel cerchiobottismo che da sempre caratterizza il moderatismo italiano. Non si tratta neppure di rimproverare al Pd di essere un agglomerato centrista anziché di centrosinistra come vorrebbe essere; si tratta semplicemente di segnalare come un partito – in qualsiasi collocazione parlamentare si collochi – dovrebbe avere una certa coerenza tra ciò che dichiara e ciò che fa. Altrimenti è privo di senso lamentarsi poi dell’astensionismo crescente, che avrà anche profonde motivazioni sociologiche, ma è provocato anzitutto da un ceto politico di chiacchieroni, con l’effetto di una disaffezione degli elettori nei confronti della politica.

Gli elementi per mettere fuori legge Forza Nuova ci sono tutti, e da tempo. Che si tratti di un gruppo dichiaratamente fascista è cosa nota, ma ora non c’è soltanto questo: sabato 9 ottobre, a Roma, Forza Nuova ha organizzato i disordini di piazza sfociati nell’assalto alla sede della Cgil. In casi del genere la famosa legge Scelba, se applicata, consente al ministero dell’Interno, sentito il parere del Consiglio dei ministri, di procedere allo scioglimento per via amministrativa, senza neppure attendere un procedimento giudiziario o una sentenza di primo grado. Era però prevedibile, data la composizione dell’attuale maggioranza di governo, che il presidente del Consiglio e la ministra dell’Interno (per giunta sotto attacco da parte della destra) se ne lavassero le mani puntando ad allungare i tempi con uno scaricabarile: “Attendiamo il giudizio da parte della magistratura”.

Un partito coerentemente antifascista, che siede al governo, allora cosa fa? Va in Consiglio dei ministri e pone la questione in quella sede – senza neppure bisogno di passare per una mozione parlamentare che in un caso come questo, in cui c’è da agire con urgenza, è inutile –, arrivando fino a minacciare il ritiro dei propri ministri, quindi una crisi di governo, se il provvedimento non è reso operativo dal ministero dell’Interno. Ma c’è un ma. È l’obiezione moderata: vale la pena arrivare a tanto dopo una vittoria nelle elezioni amministrative e con la certezza, così facendo, di accrescere le tensioni?

Obiezione accolta. Si opti allora per un ordine del giorno, con la consapevolezza che in questo modo si pone il governo di fronte alle proprie responsabilità ma senza disturbarlo più di tanto. In Senato l’ordine del giorno presentato viene perfino un po’ addolcito: il governo è invitato a “valutare le modalità” per arrivare allo scioglimento di Forza Nuova. In altre parole, va bene anche lo scaricabarile del governo stesso sulla magistratura.

Fin qui, pur senza arrivare all’obiettivo di mettere fuori legge un gruppo fascista responsabile di gravi disordini, la coerenza, almeno in maniera formale, è ancora salva. Solo che non ci si ferma qui. Una volta approvato il proprio ordine del giorno che si fa? Si vota anche la mozione della destra contro ogni violenza e dall’inequivocabile significato anti-antifascista. Prendersela con chiunque equivale a non prendersela con nessuno. Di più, mettere sullo stesso piano eventuali violenze di presunti estremisti, anarchici o “no vax” che siano, con quelle di un gruppo dichiaratamente fascista vuol dire tradire lo spirito della Costituzione, che mette al bando il fascismo sic et simpliciter, mentre per un’azione nei confronti di devastazioni, o di altre violenze compiute nel corso di manifestazioni, ci sono le procedure giudiziarie ordinarie.

Con il suo comportamento nell’aula del Senato, ieri, il Pd ha mostrato quale fosse il senso della sua iniziale presa di posizione: ottenere un po’ di attenzione mediatica in vista dei ballottaggi. I manifestanti di sabato 16 ottobre chiamati a raccolta dai sindacati, quelli che a gran voce hanno chiesto lo scioglimento delle organizzazioni fasciste e cantato “Bella ciao”, ora sanno quanto il Pd li tenga in considerazione.