• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Elezioni in Germania, una corsa sempre più incerta

Elezioni in Germania, una corsa sempre più incerta

25 Agosto 2021 Agostino Petrillo  1375

Manca ormai poco più di un mese alle elezioni per il rinnovo del Bundestag, che avranno luogo esattamente il 26 settembre. Dalla tornata elettorale dovrà emergere la coalizione che deciderà il nuovo cancelliere dopo i sedici anni di governo di “Mutti” Merkel. La questione della successione appare ancora molto confusa e non c’è un candidato chiaramente favorito.

I sondaggi più recenti dell’Istituto Forsa, datati 24 agosto e condotti su un campione piuttosto significativo, danno nelle intenzioni di voto pressoché appaiati i conservatori della Cdu-Csu e i socialdemocratici della Spd, cui viene attribuito al momento un risultato intorno al 22% dei suffragi; segnalano però anche una forte crescita dei Verdi rispetto ai risultati della tornata del 2017, che li proietterebbe intorno al 18%. Ridimensionate sarebbero tanto la Linke (il partito della sinistra radicale) quanto l’estrema destra dell’AfD, a conferma di una tendenza che del resto era emersa dalle recenti elezioni amministrative in Sassonia.

Quanto siano affidabili questi sondaggi non è facile dirlo, anche perché le variazioni negli ultimi mesi sono state rilevanti quanto rapide, a testimonianza di un elettorato volubile, ed è dunque lecito aspettarsi spostamenti ulteriori. Ancora ad aprile la Cdu era accreditata di un oltre il 30% e la sua rapida discesa è da imputarsi, probabilmente, alla scelta di un candidato alla cancelleria che è apparso in molte occasioni goffo e inadeguato. Armin Laschet è diventato il candidato ufficiale dei conservatori dopo un’aspra contesa interna al partito – nella quale ha infine prevalso sul favorito, il bavarese Markus Söder – e non è gradito a buona parte della base. Le gaffe di Laschet nelle uscite pubbliche sono già numerose, fin da quando è stato beccato dai media a ridacchiare scioccamente mentre il presidente Frank-Walter Steinmeier commemorava i morti delle alluvioni, per proseguire poi con una serie di dichiarazioni inopportune durante la sua visita nei territori flagellati dalla inondazioni, fino a uno sgradevole intervento recente sull’Afghanistan in cui il candidato della Cdu ha dichiarato che “bisogna evitare a tutti i costi di ripetere l’errore del 2015”, alludendo all’accoglienza concessa ai profughi siriani. Non sono mancate le risposte anche recise dall’interno della stessa Cdu a questa lapidaria affermazione: la stessa Merkel è intervenuta ribadendo che, a livello europeo e in Germania, si farà tutto il possibile per aiutare i profughi.

Se Laschet non gode di buona stampa, non sono mancate critiche e piccoli scandali che hanno interessato gli altri candidati di spicco: in particolare ad Annalena Baerbock dei Verdi è stato rinfacciato di avere plagiato da testi celebri interi brani del suo e-book Jetzt. Wie wir unser Land erneuern (“Adesso. Come rinnoviamo il nostro paese”). Baerbock si è difesa dicendo che si trattava di un piccolo libro di propaganda in cui non aveva senso citare tutte le fonti. Ma sulla Baerbock sono piovuti anche gli strali della stampa più conservatrice che la ha accusata di avere presentato un programma elettorale “visionario” e “regressista” per via dell’accentuazione delle tematiche ambientaliste a scapito degli aspetti economici.

Anche il candidato della Spd, Olaf Scholz, è nel mirino. Gli viene infatti imputato di essere solo un politico di carriera, e di avere sempre preso le difese della polizia e delle forze dell’ordine in occasione di manifestazioni e di scontri di piazza, come avvenne quando era sindaco di Amburgo nel 2017. In quell’occasione, di fronte alle proteste contro il vertice del G-20 che aveva luogo in città e alle violenze che seguirono, l’allora sindaco dichiarò che “la polizia non aveva fatto niente” e che i cittadini non dovevano preoccuparsi perché egli “avrebbe garantito la sicurezza a qualunque costo”. Certo Scholz è uomo di apparato e appartiene all’ala più moderata della Spd, cosa che potrebbe sottrargli i favori della componente radicale dell’elettorato socialdemocratico.

Nel complesso, dunque, la corsa alla cancelleria appare sempre più incerta, e non a caso Merkel ha dichiarato che queste sono “le elezioni più difficili dopo quelle del 1949”. Con ogni probabilità, in mancanza di un chiaro favorito, sarà il gioco delle coalizioni a decidere la partita della cancelleria. Anche qui si sprecano le lotterie e le previsioni: se appare remota la possibilità di una nuova grande coalizione, con le intenzioni di voto finora dichiarate sembra anche difficile che possano esserci i numeri per le altre alleanze finora sperimentate: da quella cosiddetta Kenya (dai colori della bandiera: Cdu-Spd-Verdi), passando per la Giamaica (Cdu-Verdi-liberali) fino alla rosso-rosso-verde (Spd-Linke-Verdi).

La partita è apertissima, e saranno decisive per l’orientamento di un elettorato estremamente volubile le vicende politiche delle prossime quattro settimane. La politologa Andrea Römmele, docente di Scienze Politiche a Berlino, in una intervista recente ha insistito sulla importanza di tre questioni la cui ricaduta sarà determinante per gli spostamenti dell’elettorato: la pandemia e la sua gestione, le inondazioni e il necessario intervento governativo, la crisi afghana nelle sue implicazioni nazionali e internazionali.

1.389
Archiviato inEditoriale
TagsAgostino Petrillo Annalena Baerbock Armin Laschet elezioni Germania Olaf Scholz

Articolo precedente

Afghanistan, Iraq, Libia, Siria: il disastro dell’Occidente

Articolo successivo

A Bologna una scadenza elettorale per nulla scontata

Agostino Petrillo

Seguimi

Articoli correlati

La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea

In Germania il giorno più nero

La crisi delle città creative

Una teologia per l’età delle macchine. Su Peter Thiel

Dello stesso autore

In Germania il giorno più nero

La crisi delle città creative

Una teologia per l’età delle macchine. Su Peter Thiel

Affinità elettive tra Sahra e Alice?

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti
Stefania Limiti    8 Settembre 2026
La polis che manca
Stefania Tirini    7 Settembre 2026
Tajani, Crosetto e la rana bollita
Paolo Barbieri    31 Luglio 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, lo spegnimento dell’area a caldo
Guido Ruotolo    11 Settembre 2026
Argentina, miseria senza fine
Claudio Madricardo    11 Settembre 2026
Niger: il fallito golpe riguarda anche l’Italia
Luciano Ardesi    9 Settembre 2026
I talebani corteggiano Washington
Marco Santopadre    9 Settembre 2026
A Milano un ritorno al passato?
Vittorio Bonanni    8 Settembre 2026
Ultime opinioni
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Ultime analisi
Sul declino industriale dell’Occidente (1)
Vincenzo Comito    10 Settembre 2026
Tasse, il sistema inceppato
Paolo Andruccioli    31 Luglio 2026
Ultime recensioni
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA