• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Articoli » Servizi. La prepotenza delle camarille

Servizi. La prepotenza delle camarille

L’arrivo di Elisabetta Belloni, ex segretario generale della Farnesina e ora prima donna a capo dell’intelligence nazionale, riuscirà a mettere un po’ di ordine in quel mondo in cui non mancano cordate interne come quella che ha legato Gennaro Vecchione – sfrattato dal Dipartimento informazione per la sicurezza – e Marco Mancini?

24 Maggio 2021 Stefania Limiti  1675

È già materia oscura per definizione, se poi si aggiungono le guerre interne delle tante camarille, allora la situazione dentro i servizi segreti si fa così ingarbugliata che capirci qualcosa è davvero difficile.

La questione delle bande interne – con il dovuto rispetto che si deve ai tanti funzionari e impiegati leali – è storia di sempre; l’Italia è il paese dei piccoli e grandi corporativismi e nel caso dei servizi nessuna riforma è mai riuscita a creare argini. Di certo sappiamo che il mondo dell’intelligence non dovrebbe avere nessun rapporto con la magistratura, se non tramite la mediazione della polizia giudiziaria: i contatti, invece, pare siano normali; anche il mondo della politica dovrebbe starne alla larga se non tramite il Comitato parlamentare sulla sicurezza della Repubblica, il Copasir –  un luogo nel quale noi comuni mortali non sappiamo assolutamente cosa avvenga, dettaglio che qui tralasciamo – mentre le nomine sono nelle mani del presidente del Consiglio. Ma il punto è che ovunque si farebbe di tutto per fare carriera e i servizi non sono da meno.

Di recente si era formata una cordata interna guidata da Gennaro Vecchione, ex capo del Dis – il Dipartimento informazioni per la sicurezza –, l’organo di coordinamento delle barbe finte. Vecchione si lega mani e piedi al suo caporeparto Marco Mancini. È incredibile che lo abbia fatto, ma è così. Trentasette anni nei servizi, Mancini è noto al pubblico dopo il servizio di “Report”, la trasmissione di Raitre che lo ha filmato in un autogrill mentre teneva una intensa conversazione con Matteo Renzi, ma non solo per questo. È figlio della nidiata di Umberto Bonaventura, ufficiale noto per tante faccende, tra cui la ripresa dell’inchiesta intorno all’uccisione del commissario Luigi Calabresi (fu lui a “sequestrare” nel 1988 il pentito Leonardo Marino per qualche giorno, poi lo consegnò ai magistrati con le sue accuse belle e pronte). Con loro c’era anche Giuliano Tavaroli, uomo intelligente, che finisce implicato insieme a Mancini nell’affaire Telecom dei dossieraggi del Sismi: non ne sappiamo niente, tutto si chiuse con il sigillo del segreto di Stato apposto da diversi governi. Finisce anche nel caso del rapimento illegale dell’imam milanese Abu Omar: e giù ancora segreto di Stato – per coprire qualche codicillo che ci lega in modo imbarazzante all’intelligence statunitense. Mancini è uno che non sa stare fermo: è super-attivo con la guida dei servizi di Nicolò Pollari – di cui dice “è un mio uomo”, tanto per capirne il tipo umano.

Lo scorso dicembre non incontra solo Renzi ma anche il capo della Lega Matteo Salvini e, con il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, anche il ministro Luigi Di Maio. Tutto mentre sono nell’aria nuove nomine e lui aspira fortissimamente a quella di vicecapo del Dis. Un organo che ha un ruolo generale di coordinamento e che non può interferire nelle attività delle singole agenzie, ma che ha un suo notevole peso: tra le altre cose, esercita il controllo sulle attività di Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna) e Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna), attraverso l’Ufficio centrale ispettivo, e vigila sulla corretta applicazione del segreto di Stato e della documentazione classificata – poteri importanti, finanche decisivi in alcune circostanze. Dopo tutto quel via vai di incontri e salamelecchi, Vecchione è stato talmente sfrontato nel difendere il suo caporeparto Mancini davanti al Copasir che Draghi ha perso le staffe e ha deciso il blitz: via Vecchione, il cui mandato sarebbe scaduto il prossimo anno, arriva Elisabetta Belloni, l’ambasciatore (calme/i: rispettiamo la declinazione di genere del comunicato ufficiale di Palazzo Chigi) a capo della Farnesina, stimatissima trasversalmente e niente affatto estranea al mondo dell’intelligence: le ambasciate in tutto il mondo, con i loro addetti militari dal doppio incarico, sono il luogo eletto per la raccolta delle informazioni (che dovrebbe essere il mandato principale e diremmo esclusivo dei servizi). 

Mancini, spia emiliana amante delle lampade solari, del tennis e, ça va sans dire, delle donne, lavora nel settore ininterrottamente da trentasette anni: potrà l’ambasciatore Belloni mettere un po’ d’ordine? Vedremo. Mancini attualmente gestisce la cassa del Dis: roba importante, cifre non da poco, saprebbe come far fallire un’operazione, se volesse.

Di fronte a questo quadro poco serio, ma tragico, la classe politica si riduce a fare da claque: tutto il centrodestra, e non solo, ha esultato per la cacciata di Vecchione, uomo di Giuseppe Conte, e per l’arrivo di una fuoriclasse della diplomazia da cui ci si aspetta un riallineamento totale all’asse con Joe Biden. Basta con le amicizie ravvicinate con russi e cinesi, vuole il coro. Come se così si risolvessero i nostri interessi nazionali, soprattutto per un Paese come l’Italia, dalla posizione geografica tanto particolare da farne punto di attrazione per le spie di ogni dove (non abbiamo né risorse naturali né potenza militare, le altre due doti molto attraenti per l’intelligence). Piuttosto che di bande, insomma, avremmo bisogno di trovare una nostra chiave di stare al mondo, soprattutto in quel Mediterraneo allargato che ci vede così vicini e così inermi. Dovremmo sapere cosa fare con la Tunisia piegata dalla crisi economica, con la Libia distrutta, con i figli di quelle terre che arrivano violati sulle nostre coste, con l’autoritarismo dell’Egitto a cui vendiamo armi, con la Palestina umiliata e con l’aggressività della destra israeliana, con il Libano sempre sotto tiro, con la Siria invasa, con la Turchia imperiale di Erdogan. E come stabilire rapporti razionali con la grande madre Russia e con il gigante cinese? Faccende molto, troppo complicate per chi è uso alle claque.

1.691
Archiviato inArticoli
TagsElisabetta Belloni Gennaro Vecchione Marco Mancini servizi segreti Stefania Limiti

Articolo precedente

La questione fiscale diventa globale

Articolo successivo

Global Health Summit di Roma: un’occasione mancata soprattutto per la sinistra

Stefania Limiti

Seguimi

Articoli correlati

Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese

Sicurezza, la bozza del nuovo testo

Referendum: al via la campagna per il “no”

Separazione delle carriere, il referendum potrà salvare la Carta

Dello stesso autore

Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese

Sicurezza, la bozza del nuovo testo

Referendum: al via la campagna per il “no”

Separazione delle carriere, il referendum potrà salvare la Carta

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Il senso politico della controriforma costituzionale
Giuseppe Santalucia*    3 Febbraio 2026
La grande manifestazione di Torino per Askatasuna
Agostino Petrillo    2 Febbraio 2026
Referendum sulla giustizia, dal Tar del Lazio nessun rinvio
Luca Baiada    30 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese
Stefania Limiti    6 Febbraio 2026
In Costa Rica vince al primo turno la candidata di destra
Claudio Madricardo    6 Febbraio 2026
Fine dell’autogoverno curdo in Siria
Eliana Riva    5 Febbraio 2026
In Bangladesh e in Nepal è finito il Novecento
Vittorio Bonanni    30 Gennaio 2026
I super-ricchi distruggono la democrazia
Paolo Barbieri    29 Gennaio 2026
Ultime opinioni
Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia
Stefania Tirini    4 Febbraio 2026
Breve riflessione sul riformismo
Rino Genovese    2 Febbraio 2026
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
L’articolo 21 nella gabbia di Facebook
Paolo Barbieri    19 Gennaio 2026
Ultime analisi
Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)
Paolo Andruccioli    3 Febbraio 2026
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Ultime recensioni
Quel Chiapas che non ti aspetti
Agostino Petrillo    6 Febbraio 2026
Gino Strada rivive con la voce di Elio Germano
Katia Ippaso    27 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA