• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » La loggia “Ungheria” e la trama dell’Eni

La loggia “Ungheria” e la trama dell’Eni

Il 4 maggio tutti i gruppi parlamentari hanno chiesto un’informativa alla ministra della Giustizia Cartabia sulla questione delicata e oscura del sodalizio segreto tra magistrati, forze dell’ordine e alti dirigenti dello Stato

5 Maggio 2021 Stefania Limiti  1944

Le notizie sulla loggia massonica “Ungheria” fanno venire il mal di testa, tanto sono ingarbugliate. Probabile mix di vero e di falso, come capita sempre negli scandali. Ieri (martedì 4) tutti i gruppi parlamentari hanno chiesto una informativa alla ministra guardasigilli Marta Cartabia, non solo perché è questione assai delicata e grave ma anche perché si capisce poco. Ma poi non così poco. La loggia sarebbe composta da magistrati, forze dell’ordine e alti dirigenti dello Stato, secondo quanto ha riferito alla procura milanese l’avvocato Piero Amara, già legale esterno dell’Eni, personaggio controverso ma fino a oggi ritenuto attendibile, finito in carcere nel febbraio 2020 per scontare un cumulo pene di tre anni e otto mesi per l’inchiesta sul cosiddetto “sistema Siracusa”. Per anni ha avuto incarichi milionari dalla compagnia petrolifera. 

Proviamo a riannodare i fili per quel che si può, partendo da quel che si sa: la procura di Perugia, diretta da Raffaele Cantone, sta indagando sul sodalizio segreto – il capoluogo umbro è la sede competente per le indagini che coinvolgono magistrati della capitale, come pare in questo caso; il procuratore di Milano Francesco Greco sta preparando una relazione per riscostruire i passaggi e la tempistica relativi alla gestione del fascicolo sulla loggia, poi trasmesso a Perugia; le informazioni sono in possesso della procura di Milano dal dicembre 2019, quando Amara ne parla con i pm Francesco Storari e Laura Pedio.

E qui il primo macigno: perché solo oggi si muovono le indagini? Da quel momento la procura milanese, infatti, aveva a disposizione ventiquattro mesi per acquisire i tabulati telefonici dei presunti affiliati e cominciare a destreggiarsi tra le loro conversazioni per capire la portata dell’affaire. Ma già tredici mesi sono andati persi. La procura, infatti, scelse di svolgere solo una raccolta sommaria di informazioni senza dare impulso ad atti di indagini per verificare o smentire l’esistenza di quella benedetta loggia. Per questo il pm Storari – dice lui – andò dal consigliere del Consiglio superiore della magistratura, Piercamillo Davigo, notissima toga di Mani pulite dalla parola pungente: per “autotutela”, sostiene Storari, oggi indagato per quel traffico di verbali, di fronte all’inerzia del procuratore Francesco Greco che rifiutò di iscrivere subito alcuni nomi nel registro degli indagati e di consegnare i verbali di Amara, tra i grandi accusatori di Eni per aver “aggiustato” con una mazzetta da un miliardo di euro la procedura per l’assegnazione di una concessione petrolifera in Nigeria – vicenda definita come la più grossa tangente internazionale mai finita davanti a un tribunale ma conclusa in primo grado con un verdetto di assoluzione piena (il fatto non sussiste). L’indagine che il pm voleva portare avanti sarebbe stata bloccata. Nel caso Eni-Nigeria, tra l’altro, i pm milanesi trasmisero a Brescia parte dei verbali di Amara nei quali si gettava un’ombra sui giudici (fascicolo archiviato). 

Ma tornando al Csm: Davigo a quel punto che fa? Tiene le carte sulla loggia, ne parla un po’ in giro ma senza nessuna formalità. Le carte stesse sono fogli word senza firma, non i verbali di interrogatorio: e non poteva che essere così, visto che gli originali sono di regola custoditi nella cassaforte del procuratore capo, cioè Greco, cioè colui che secondo Storari preferiva l’immobilismo. Il percorso formalmente corretto prevedeva che il pm si rivolgesse alla procura generale della città che è l’istituzione che può intervenire su quella ordinaria: non averlo fatto fa intuire che Storari non si fidasse proprio di nessuno. Comunque, dopo aver mandato almeno una decina di mail in pochi mesi ai vertici della Procura senza, a suo dire, avere risposta, il pm avrebbe dovuto scrivere al comitato di presidenza del Csm: non contattare l’amico fidato Davigo.

In questa fitta matassa non possiamo ancora sapere, dunque, se sia reale l’esistenza di una loggia massonica nella quale si tesserebbero gli accordi più importanti sulla vita e sulla morte di cose pubbliche. Amara aveva promesso l’elenco che non è arrivato, ma nel suo computer sarebbero state trovate prove del sodalizio massonico. Sappiamo, intanto, che la testimonianza di Amara ha preso una strada non dritta e poi che la tendenza a un certo settarismo corporativo è tipica di questo nostro Paese: citando un vecchio incipit di uno storico articolo di Tommaso Besozzi, l’unica cosa certa è che in Italia le massonerie prosperano. Allora, a questo punto, ci piacerebbe non apprendere dalle indagini, di certo tardive, i nomi, tanti o pochi, di chi ne farebbe parte. Può essere che qualche nome sia stato buttato nel calderone malamente – pensiamo a Sebastiano Ardita, stimato magistrato catanese di cui non possiamo che avere la massima considerazione, nemico delle massonerie da sempre. Ma in ogni caso sarebbe davvero un segnale incoraggiante una assunzione di responsabilità di chi è coinvolto: metteteci la faccia! Non fate come i piduisti, tutti lì ancora oggi a dire “ma io non sapevo!”, oppure “io? ma siete matti? io non c’entro”. Il loro gran maestro Gelli, quando i magistrati milanesi Turone e Colombo trovarono gli elenchi di Castiglion Fibocchi, si premurò di inviare messaggi pubblici ai suoi protetti nei quali li invitava a negare, negare, negare. Ecco, nel caso, abbiate più coraggio, uscite allo scoperto, fatevi vedere in faccia.   

Post scriptum: a proposito di Eni, il tribunale di Milano ha acquisito nei giorni scorsi dalla procura di Brescia gli atti del fascicolo archiviato nel quale vi è anche un verbale dell’avvocato Piero Amara che getta un’ombra sui giudici del processo Eni-Nigeria, quello finito con l’assoluzione dei vertici del colosso energetico. Il legale fece riferimento a “interferenze delle difese Eni”, non provate. L’inerzia nell’indagine sul “caso Amara”, lamentata dal pm Storari, per alcuni sarebbe legata a questa mossa della procura sul caso Eni-Nigeria. 

1.963
Archiviato inArticoli
TagsCsm Eni Francesco Storari loggia Ungheria Marta Cartabia Piero Amara Stefania Limiti

Articolo precedente

Destra e sinistra, il riduttivo bipolarismo delle libertà

Articolo successivo

Anche la sinistra di Madrid non funziona?

Stefania Limiti

Seguimi

Articoli correlati

Legge elettorale, Vannacci scompiglia la destra

Legge elettorale, scontro nella destra

Legge elettorale: destra in cerca di un accordo, centrosinistra in affanno

Dell’Utri 2, un’archiviazione che non archivia nulla

Dello stesso autore

Legge elettorale, Vannacci scompiglia la destra

Legge elettorale, scontro nella destra

Legge elettorale: destra in cerca di un accordo, centrosinistra in affanno

Dell’Utri 2, un’archiviazione che non archivia nulla

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Meloni nel suo brodo
Rino Genovese    15 Luglio 2026
Fronte ucraino, il rischio è quello di un allargamento della guerra
Giorgio Graffi    13 Luglio 2026
Ordine pubblico e democrazia
Guido Ruotolo    9 Luglio 2026
Ultimi articoli
Cosa si sa delle università telematiche
Paolo Barbieri    21 Luglio 2026
Legge elettorale, Vannacci scompiglia la destra
Stefania Limiti    20 Luglio 2026
Porto di Fiumicino, prima vittoria
Marianna Gatta    20 Luglio 2026
Una settimana nella vita di Nigel Farage
Agostino Petrillo    16 Luglio 2026
Myanmar, centomila morti e uno Stato fallito
Marco Santopadre    15 Luglio 2026
Ultime opinioni
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Elly Schlein e l’establishment
Rino Genovese    26 Giugno 2026
Ultime analisi
La pelle del serpente: tutte le metamorfosi di AfD
Agostino Petrillo    10 Luglio 2026
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Ultime recensioni
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA