• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » La questione di un’internazionale nazionalista

La questione di un’internazionale nazionalista

14 Novembre 2024 Rino Genovese  1122

Il presidente Mattarella ha fatto benissimo a ricordare a Musk, intervenuto nella controversia in corso tra il governo e la magistratura sulla sorte dei migranti in Albania, che l’Italia è un Paese sovrano, con una sua Costituzione, che non accetta intromissioni da un esponente, sia pure in pectore, di un governo di un Paese amico: specialmente – aggiungiamo noi – quelle di qualcuno che, in linea con un’idea di “democrazia plebiscitaria”, mirerebbe a cancellare la distinzione dei poteri. Al di là del caso specifico, però, che cosa mostra quest’ultimo episodio?

Più in generale, qualcosa d’impensabile con le vecchie categorie: i nazionalismi non sono quelli di una volta – gli stessi che, gli uni contro gli altri armati, distrussero la belle époque europea con il bagno di sangue della Prima guerra mondiale. Essi oggi formano piuttosto una sorta di paradossale internazionale di estrema destra; li si ritrova attivamente operanti in Europa come negli Stati Uniti, e altrettanto nell’Israele di Netanyahu. Ciò dovrebbe fare riflettere gli eventuali sostenitori – ammesso che ve ne siano ancora – di un “sovranismo di sinistra”. Come si risponde a questo nuovo tipo di estrema destra mondiale?

Viene meno l’illusione che si possa competere con la destra estrema sul suo stesso terreno, cioè difendendo una politica economica fatta di protezionismo e di dazi, al fine di ricondurre nei perimetri dei differenti Stati nazionali un ipotetico scontro di classe. In quella che è stata detta la fase di “deglobalizzazione” in cui siamo entrati, non è più una liberaldemocrazia mondiale l’asse politico principale del capitalismo, quanto piuttosto, sia pure con diverse gradazioni, la tendenza alla chiusura isolazionista, che tra l’altro collide fortemente con la necessaria (ma difficilmente realizzabile in questa situazione) transizione ecologica – per tacere dei danni che adduce alle economie in via di sviluppo.

Tutto ciò che ci si può attendere dal trumpismo (ri)montante, e d’altro canto dal regime putiniano, è che riescano almeno ad arrivare a un “cessate il fuoco” nel conflitto russo-ucraino. Non sarebbe la prima volta, nella storia, che forze di estrema destra manifestano una tendenza “pacifista”. L’intera vicenda francese antecedente alla Seconda guerra mondiale vide i locali fascisti filohitleriani battersi per evitare che “si morisse per Danzica”, come si diceva, e spingere così per un’intesa con la Germania nazista: furono poi quegli stessi che, contraddicendo il loro preteso nazionalismo, si ritrovarono tra le file del collaborazionismo di Vichy. Mutatis mutandis, ovviamente, forme di accordo tra Trump e Putin sarebbero non solo possibili ma del tutto plausibili.

Questo però non deve distoglierci dalla questione principale: quella dell’internazionale nazionalista, per quanto appaia una contraddizione in termini, è una minaccia concreta, comportando una compressione delle libertà fondamentali e una preferenza per una “democrazia plebiscitaria”, come l’abbiamo definita, o una “democratura” come la si chiama in America latina, o ancora una “democrazia illiberale”, stando a Orbán, uno dei campioni di questa prospettiva.

Una risposta di sinistra passa allora per la costruzione di un ampio fronte internazionale, che comprenda sia forze più moderate sia forze più radicali, che – nella contesa di egemonia con la destra estrema – riesca a riprendere il filo di una politica progressista. L’errore di Biden e della sua amministrazione, legati evidentemente a un’idea di dominio planetario della prospettiva liberaldemocratica come qualcosa di autoevidente, è stato di sottovalutare lo scivolamento di non secondari strati di popolazione – del loro stesso popolo, ma non solo di questo – verso soluzioni di destra dura. Avere tanto insistito sulla difesa dell’Ucraina (entro una certa misura sacrosanta), trascurando tuttavia le ripercussioni sull’aumento dei prezzi che una guerra prolungata porta con sé, non ha giovato, come si è visto, ai democratici statunitensi. E non gioverebbe a quelli europei se volessero assestarsi sulle posizioni centriste del tipo di quelle, per fare un esempio italiano, sostenute due anni fa in una competizione elettorale non a caso fallimentare.

1.145
Archiviato inEditoriale
Tagsinternazionale nazionalista Rino Genovese Stati Uniti

Articolo precedente

A Baku la Cop29, tra molte assenze

Articolo successivo

Un antisemitismo a uso e consumo di Netanyahu

Rino Genovese

Articoli correlati

La Francia di nuovo in fiamme

No alle primarie, in Francia come in Italia

Escissione amore mio

Odio l’estate… poi la Svezia

Dello stesso autore

La Francia di nuovo in fiamme

No alle primarie, in Francia come in Italia

Escissione amore mio

Odio l’estate… poi la Svezia

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
La Francia di nuovo in fiamme
Rino Genovese    2 Ottobre 2026
Pensioni, promesse e tradimenti
Paolo Andruccioli    29 Settembre 2026
No alle primarie, in Francia come in Italia
Rino Genovese    25 Settembre 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, confermato il blocco dell’area a caldo
Guido Ruotolo    6 Ottobre 2026
In Brasile ballottaggio in salita per Lula
Claudio Madricardo    6 Ottobre 2026
La Spagna verso le elezioni anticipate
Agostino Petrillo    5 Ottobre 2026
Testimonianze dall’Ucraina
Giorgio Graffi    5 Ottobre 2026
Tsipras ci riprova: l’obiettivo è vincere
Vittorio Bonanni    2 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Escissione amore mio
Rino Genovese    22 Settembre 2026
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Ultime analisi
Hamas, questo sconosciuto
Eliana Riva    30 Settembre 2026
Sul declino industriale dell’Occidente (2)
Vincenzo Comito    14 Settembre 2026
Ultime recensioni
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA