• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Opinioni » La corruzione dei “partiti utopici”

La corruzione dei “partiti utopici”

Sia quello socialista sia quello comunista hanno avuto in Italia un destino infelice. Ma non sarebbe il caso di lasciarsi accecare da alcune vicende del Partito democratico, che in parte ne sono una conseguenza

9 Aprile 2024 Rino Genovese  845

Come tutte le cose della vita, anche i “partiti utopici” si corrompono. In Italia ne abbiamo avuto una prova con la morte ingloriosa dei partiti socialista e comunista, finiti entrambi – sia pure in modi diversi – nella pattumiera della storia (per usare un’espressione d’antan). A corrompersi per primo fu, com’è noto, il Partito socialista. Dopo il 1956 e l’invasione dell’Ungheria, c’erano di sicuro delle buone ragioni per prendere le distanze dal mondo sovietico, rivendicando un’autonomia dai comunisti; ma dopo i primissimi anni in cui la collaborazione con la Dc di Fanfani diede qualche frutto in termini di riforme (in primis con la nazionalizzazione dell’energia elettrica), il trantran successivo, all’interno di una formula di centrosinistra prolungata oltremisura, rese quell’antico e nobile partito un insieme di correnti o di potentati per lo più a sfondo clientelare.

Il divo Craxi, evitando qualsiasi riforma e portando alle estreme conseguenze negli anni Ottanta un processo di corruzione già in atto, fece del Psi il partito degli affari suoi e di quelli di alcuni imprenditori rampanti, precipitando di fatto il Paese nelle grinfie di Berlusconi, come si vedrà negli anni successivi. Se oggi Sasà Gallo, un ottantacinquenne già amico di Craxi e Giusy La Ganga (suo proconsole in Piemonte, sul cui cognome, a suo tempo, non si smetteva di ironizzare), può ancora controllare i voti di una parte del Partito democratico, è perché viene da quell’ottima scuola in cui il voto di scambio, se non peggio, era prassi comune.

Diversa la storia del Partito comunista – ma con un finale altrettanto infelice. La domanda che i nostalgici laudatores temporis acti preferiscono non porsi è la seguente: come mai quel partito, fondato da Gramsci e da altri militanti senza macchia, ha potuto produrre la mediocrità di un ceto politico che lo ha condotto nella morta gora del Pd, un organismo privo di qualsiasi tensione utopica e di qualsiasi identità che non sia quella del “partito feudale” descritto da Antonio Floridia (vedi qui)? La risposta è semplice. Fino a quando resisteva, sia pure molto indebolito, il mito della rivoluzione russa, questo partito poté vivere di rendita; ma con la fine dell’Unione sovietica, nonostante i distinguo introdotti da Berlinguer, non seppe vivere di vita propria. Eppure poteva pur esserci qualcosa che non si riducesse all’attuale Partito comunista francese e non si cacciasse, al tempo stesso, nella melma di un Partito democratico privo di aggettivi.

Il corrompersi dei partiti socialista e comunista in Italia, la dissoluzione del loro patrimonio ideale, non è però qualcosa che non possa preludere a una rinascita. Un fondo utopico resiste comunque: è il portato, infatti, di condizioni oggettive e di aspirazioni che, prima o poi, nelle mutate circostanze, possono riemergere. Tutto sta a non lasciarsi accecare dalle vicende della cronaca, collocando ogni situazione in una prospettiva di non brevissimo periodo. Non è affatto ancora terminato il logoramento e il lavorio di ciò che oggi chiamiamo “sinistra”. Altre scissioni e ricomposizioni si profilano all’orizzonte. Che ciò possa contribuire, di per sé, alla formazione di un nuovo partito del socialismo non è detto. Ci vorrebbe, infatti, che qualcosa contemporaneamente si agitasse nei rapporti sociali. Ma l’intero quadro politico italiano intanto è in movimento. E la pur indispensabile opposizione al governo delle destre, con la necessaria proposta di un minimo di alternativa, non dovrebbe farci dimenticare che esiste una politica dei tempi più lunghi.

852
Archiviato inOpinioni
Tagscorruzione partiti utopici partito comunista partito socialista Pd politica dei tempi lunghi Rino Genovese sinistra

Articolo precedente

5 Stelle e Pd: il partito personale e quello feudale

Articolo successivo

Politiche forestali in mano all’Arma?

Rino Genovese

Articoli correlati

In Romania c’è vita a sinistra  

Tra 25 aprile e primo maggio

Niente da fare, non si ferma la frana del governo

Meloni, una frana che non si ferma

Dello stesso autore

Tra 25 aprile e primo maggio

Niente da fare, non si ferma la frana del governo

Meloni, una frana che non si ferma

Tajani cameriere di casa Berlusconi

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Ex Ilva, il gioco dell’oca
Guido Ruotolo    8 Maggio 2026
Istituti tecnici, il vizio di riformare senza pensare
Stefania Tirini    6 Maggio 2026
L’imbroglio del “salario giusto”
Paolo Andruccioli    4 Maggio 2026
Ultimi articoli
Cuba sul filo del rasoio
Claudio Madricardo    12 Maggio 2026
In India si rafforza la destra di Modi
Marco Santopadre    8 Maggio 2026
Il governo ancora all’assalto degli spazi autogestiti
Marianna Gatta    7 Maggio 2026
In Romania c’è vita a sinistra  
Vittorio Bonanni    7 Maggio 2026
Guerra interna al Grande Oriente d’Italia (4)
Guido Ruotolo    4 Maggio 2026
Ultime opinioni
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Tra 25 aprile e primo maggio
Rino Genovese    5 Maggio 2026
Una critica della geopolitica
Claudio Bazzocchi    30 Aprile 2026
Fenomeno Silvia Salis?
Vittorio Bonanni    28 Aprile 2026
Meloni, una frana che non si ferma
Rino Genovese    17 Aprile 2026
Ultime analisi
Trentin e Ingrao: l’insospettabile attualità di due “sconfitti”
Paolo Andruccioli    11 Maggio 2026
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
Ultime recensioni
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
L’Italia a colori, viaggiando in camicia rossa
Luca Baiada    5 Maggio 2026
Ultime interviste
Economia pubblica o barbarie
Paolo Andruccioli    20 Aprile 2026
“No alla guerra, sì a una difesa comune europea”
Paolo Andruccioli    11 Marzo 2026
Ultimi ritratti
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Gerda Taro: la donna che cambiò il modo di raccontare la guerra
Laura Guglielmi    13 Aprile 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA