• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Putin e il “Comma 22”

Putin e il “Comma 22”

24 Febbraio 2022 Rino Genovese  3026

Per il presidente russo, decisamente, la storia è un incubo da cui non riesce a destarsi. È sufficiente scorrere le righe del suo discorso in televisione, con cui ha giustificato l’invasione di uno Stato sovrano, per rendersene conto. Furono i bolscevichi ad avere reso l’Ucraina, con cui la Russia avrebbe “legami di sangue”, un’entità indipendente. Lenin – contro il parere di Stalin, che era per la concessione di una semplice autonomia nell’ambito di un potere statale centrale – si spinse oltre e puntò a un federalismo vero e proprio. Peggio ancora: nel 1918 Lenin accettò “le condizioni umilianti” di una pace separata con la Germania, il trattato di Brest-Litovsk, perché i bolscevichi avevano l’unico obiettivo di mantenersi al potere “a qualsiasi prezzo”. (Tra parentesi, quello della pace immediata era invece un punto caratterizzante del programma bolscevico). Infine, nel 1989, il Pcus di Gorbaciov – con un documento del suo comitato centrale, che Putin definisce “fatale” – dà via libera allo smembramento dell’Unione Sovietica, deliberando che le repubbliche federate sono Stati sovrani con il potere di “contestare e sospendere le risoluzioni e i regolamenti del governo federale sul proprio territorio”.

Il paradosso storico entro cui Putin si colloca è quello dell’autodissoluzione di un sistema. È un dato di fatto che, dagli anni Ottanta in poi, l’Unione Sovietica non ce l’ha fatta proprio più a reggere. Il “crollo” non fu dovuto all’Occidente, ma alla situazione interna del Paese; e ad arrivare allo scioglimento dell’Unione fu Eltsin, l’ex mentore di Putin. Ora, fabbricarsi una storia a proprio uso e consumo si può: ci si può rifare agli zar, vituperare Lenin, apprezzare di più Stalin, soprattutto per come condusse la “grande guerra patriottica” contro il nazismo; ma quando si lancia un’offensiva su larga scala contro un’Ucraina che andrebbe “denazificata” (come ha detto Putin nell’ultima allocuzione televisiva) non siamo più sul piano della propaganda, bensì su quello di una paranoia che diviene feroce volontà di aggressione.

La guerra è fatta sempre di paradossi, a ogni suo livello, e quello della comunicazione è certamente il primo. Che si attribuisca al governo legittimo dell’Ucraina – diretto da un Grillo passato alla politica – un che di nazista e genocida (per ciò che accadrebbe nel Donbass) è qualcosa che farebbe sorridere, se non fosse il tentativo di travestire da difensiva una guerra che è soltanto di aggressione.

L’obiettivo appare ormai quello di occupare per intero il territorio ucraino, sostituendo agli attuali dirigenti un governo “amico”. È una logica priva di senso comune – quindi del tutto paradossale –, perché, anche se la presa di Kiev riuscisse in breve tempo, si dovrebbe poi fare i conti quasi certamente con una guerriglia interna, sostenuta dalla Nato e dall’Occidente, un po’ come accadde in Afghanistan al tempo dell’invasione sovietica di quel Paese, a partire dal 1979 e per dieci lunghi anni. È questa una prospettiva autodistruttiva anzitutto per la Russia stessa. Anche senza considerare il rischio di una guerra mondiale.

Una serie di decisioni e di azioni che si concatenano sfugge di mano piuttosto facilmente al decisore primo. Tutte le guerre lo insegnano. Non c’è mai la “guerra lampo” davvero risolutiva. Nel 1970 uscì un film, tratto da un romanzo intitolato Comma 22. Fu molto istruttivo per comprendere la guerra e i numerosi paradossi che l’accompagnano. La follia bellicista può essere simbolizzata e riassunta secondo questo “comma” di un immaginario regolamento militare: “Chi è pazzo può essere esentato dalle missioni di volo (sottinteso, per andare a bombardare), ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo (e quindi può andare a bombardare)”.

Se Putin e la sua cerchia fossero consapevoli dei circoli viziosi in cui vanno avvolgendosi, probabilmente si fermerebbero. Ma se potessero rendersi conto del cul de sac in cui si stanno infilando, non sarebbero quei paranoici che dimostrano di essere.

3.047
Archiviato inEditoriale Ucraina
Tagsinvasione Kiev Rino Genovese Russia Ucraina Vladimir Putin

Articolo precedente

Parlamentari, libertà o fedeltà?

Articolo successivo

Le ceneri della Ostpolitik

Rino Genovese

Articoli correlati

Il Far West dell’estrema destra e noi

Meloni nel suo brodo

Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali

Meloni frustrata nella sua ricerca di un capo

Dello stesso autore

Il Far West dell’estrema destra e noi

Meloni nel suo brodo

Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali

Meloni frustrata nella sua ricerca di un capo

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Meloni nel suo brodo
Rino Genovese    15 Luglio 2026
Fronte ucraino, il rischio è quello di un allargamento della guerra
Giorgio Graffi    13 Luglio 2026
Ordine pubblico e democrazia
Guido Ruotolo    9 Luglio 2026
Ultimi articoli
Legge elettorale, Vannacci scompiglia la destra
Stefania Limiti    20 Luglio 2026
Porto di Fiumicino, prima vittoria
Marianna Gatta    20 Luglio 2026
Una settimana nella vita di Nigel Farage
Agostino Petrillo    16 Luglio 2026
Myanmar, centomila morti e uno Stato fallito
Marco Santopadre    15 Luglio 2026
Il vertice Nato, i capricci di Trump, la Turchia
Eliana Riva    14 Luglio 2026
Ultime opinioni
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Elly Schlein e l’establishment
Rino Genovese    26 Giugno 2026
Ultime analisi
La pelle del serpente: tutte le metamorfosi di AfD
Agostino Petrillo    10 Luglio 2026
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Ultime recensioni
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA