• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Articoli » Quei “Returniki” con il computer

Quei “Returniki” con il computer

Giovani. Rientrati in patria per ripartire a breve, a pandemia finita, si trovano a fare i conti con una emergenza che pare senza fine. Si smarriscono di fronte alle tortuosità burocratiche, non capiscono perché sia così difficile fare valere titoli ed esperienze, trovare casa e lavoro

4 Febbraio 2021 Agostino Petrillo  612

In molti ritornano. Spaesati in una Italia che hanno lasciato da anni per studiare e lavorare all’estero.

Tornano per il Covid, sfuggendo le restrizioni ai movimenti, il lavoro perduto, le città universitarie svuotatesi. Una diaspora che di colpo si conclude, una imprevista forza centripeta che li richiama lì da dove erano partiti.

Qui hanno ancora case, famiglie che possono accoglierli e in cui trascorrere quarantene che diventano interminabili e atroci in stanzette da studenti di pochi metri quadri. Li si potrebbe chiamare Returniki, come venivano un tempo definiti gli esuli russi che, vinti dalla nostalgia, finivano per tornare in Unione sovietica.

Il rientro è difficile. Reti sociali da ritessere, contatti da riprendere, amicizie svanite. Dopo tanta indipendenza di nuovo le case dei genitori.

Sono stranieri in patria, cosmopoliti, abituati ai viaggi, agli aeroporti.

Nel loro isolamento si annusano, si intuiscono l’uno con l’altro da piccoli segni rivelatori: il capello decolorato, la scarpa con la zeppa, il cappotto di pelle nera. La parola inglese caduta per caso nel discorso o l’accento vagamente esotico. Parlano due, tre, quattro lingue fluentemente. Alcuni hanno studiato in università prestigiose dai nomi altisonanti, e hanno lavorato in centri di ricerca di eccellenza.

Altri hanno vissuto e lavorato in ambienti eterogenei, hanno accumulato una esperienza di modi di vita e di costumi diversi, che rende complessa se non impossibile la relazione con il mondo infantile e chiuso dei loro coetanei che non studiano e non lavorano, i neet, i rimasti a casa.

Misurano tutto lo scarto tra società diverse: l’arretratezza culturale di quella italiana si concretizza per loro quotidianamente nei termini usati, nelle immagini veicolate dai media, nel goffo rapporto con le tecnologie. Avvezzi alle discussioni sul gender e sull’uso al neutro dell’articolo e dei possessivi, guardano esterrefatti “Uomini e Donne” – anche se poi il paese in fondo li affascina ne riscoprono i lati positivi, il clima, la cucina, le modalità delle relazioni interpersonali, la soffocata ma persistente capacità creativa.

E sono molti, più di quanto non si pensi. Argomento di conversazione persino al bar: “È tornata la figlia del prof…. anche il figlio dei vicini che studiava in America… ci ha messo tre mesi a rientrare non c’erano voli. Pare che si fermerà qui”.

Rientrati pensando di ripartire a breve, trascorsa l’emergenza, si trovano a fare i conti con una emergenza che pare senza fine. Devono ripensarsi, riprogettarsi in un mondo con cui hanno da tempo perduto familiarità. Si smarriscono di fronte alle tortuosità burocratiche, non capiscono perché sia così difficile fare valere titoli ed esperienze, trovare casa e lavoro.

Chi saprà vederli? Chi saprà offrire loro delle opportunità? Chi saprà trovare delle linee di contatto tra i ritornati e i neet? C’è una finestra che si è aperta, in cui il rientro di parti importanti di una generazione emigrata potrebbe schiudere vantaggi per tutto il paese.

Ma dove sono le amministrazioni e i governi in grado di rendersene conto? La finestra non rimarrà aperta per sempre. In mancanza di prospettive alla prima opportunità molti di questi Returniki ripartiranno. Occorre ora dare possibilità, valorizzare queste forze, prima che questa finestra si richiuda. Ma è come se fossero invisibili non ne troviamo traccia nei media mainstream, non risultano menzionati né nelle agende politiche né nel Recovery Plan…

Altri scelgono, altri decidono per loro. Rischiamo di perderli di nuovo, e questa volta probabilmente per sempre.

635
Archiviato inArticoli
TagsAgostino Petrillo cervelli in fuga giovani

Articolo precedente

Europa: la bella addormentata si sveglia e “scopre” la rotta balcanica

Articolo successivo

Aborto, addio alle armi

Agostino Petrillo

Seguimi

Articoli correlati

Imperterriti i fascisti grigi

La Palestina e la fabbrica dell’opinione pubblica

Askatasuna: una chiusura preventiva?

Ignoranza è incapacità di distinguere

Dello stesso autore

Imperterriti i fascisti grigi

La Palestina e la fabbrica dell’opinione pubblica

Askatasuna: una chiusura preventiva?

Salis e Schlein, una sfida?

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Rovesciare gli ayatollah?
Rino Genovese    14 Gennaio 2026
L’Europa e il Putin dell’Occidente
Rino Genovese    12 Gennaio 2026
Equità fiscale e testardaggine
Paolo Barbieri    7 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Sicurezza, la bozza del nuovo testo
Stefania Limiti    16 Gennaio 2026
Indonesia, tra povertà e nostalgia del passato
Vittorio Bonanni    16 Gennaio 2026
Guerra aperta ad Aleppo tra le forze curde e quelle di al-Sharaa
Eliana Riva    13 Gennaio 2026
Trump, il pretesto della lotta al narcotraffico, le minacce
Claudio Madricardo    13 Gennaio 2026
Referendum: al via la campagna per il “no”
Stefania Limiti    12 Gennaio 2026
Ultime opinioni
Considerazioni sulla rivolta iraniana
Marianna Gatta    15 Gennaio 2026
L’aria della città ha smesso di rendere liberi
Enzo Scandurra    15 Dicembre 2025
Delrio, da Israele con amore  
Vittorio Bonanni    12 Dicembre 2025
Ignoranza è incapacità di distinguere
Stefania Tirini    9 Dicembre 2025
Siamo tutti palestinesi
Tessa Pancani e Federico Franchina    24 Novembre 2025
Ultime analisi
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Che cosa sono i clan a Gaza
Eliana Riva    21 Ottobre 2025
Ultime recensioni
La partita degli “antifa” non finisce mai
Luca Baiada    12 Gennaio 2026
La riproposta di “Vogliamo tutto”
Rino Genovese    5 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA