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La rivolta oggi

Non siamo certo in una di quelle situazioni che un tempo si sarebbe detta prerivoluzionaria: la molteplicità delle crisi – pandemica, ecologica, da ultimo perfino bellica – non va precipitando in una contestazione generale del modello sociale dominante. Eppure una pluralità di rivolte, apparentemente prive di un denominatore comune, è visibile nel mondo contemporaneo, fino a una quindicina di anni fa fermo nell’alternativa tra terrorismo, prevalentemente islamista, e forma di vita occidentale, con il suo corredo di guerre neocoloniali, dall’Afghanistan all’Iraq, alla Siria.

La varietà di aspetti che la rivolta di massa oggi mostra va messa sul conto dell’impossibilità di ricondurre la vita sociale nel suo insieme a un unico principio di dominio. Ogni sommovimento trova le sue ragioni in contesti differenti, e ha un suo specifico punto d’innesco. Ciò appare chiaro se si pensa a come stiano andando le cose in Iran, con uno stato insurrezionale che dura da mesi. Non si tratta ormai soltanto di una rivendicazione di libertà, da parte delle donne di quel Paese, nei confronti di un regime oppressivo come pochi, che ha nello sciismo il suo collante ideologico (vedi qui). Se una protesta di piazza non smette di estendersi, sfidando ogni giorno la repressione e la morte, si è dinanzi a un processo che, pur avendo preso le mosse da un’essenziale rivendicazione di libertà, è qualcosa di più. Una messa in questione, nei fatti, di quell’incredibile mistura di tradizionalismo e modernità che si può constatare tous azimuts, in Iran e ovunque nel mondo. Un ritorno neotradizionalista politico-religioso, alla base della ondata rivoluzionaria del 1979 (contro il regime dello scià e in chiave antimperialista), si palesa infine come una forma di compromesso con quello stesso sistema estrattivo (di idrocarburi, di minerali) che è la “monocultura” in cui la divisione internazionale della produzione confina certi Paesi – sebbene nel contempo l’élite dirigente non cessi di strepitare contro il “satana occidentale” che pone le sanzioni.