• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Belgio, non proprio come l’Olanda

Belgio, non proprio come l’Olanda

A Bruxelles l’estrema destra in crescita si trova la strada sbarrata da una coalizione di centrosinistra, che dovrebbe essere riconfermata al governo nel 2024

12 Dicembre 2023 Vittorio Bonanni  952

Belgio a rischio nazionalismo come la vicina Olanda? Sarebbe prematuro sostenere che uno scenario come quello dei Paesi Bassi – dove il Partij voor de Vrijheid (Partito per la libertà) di Geert Wilders ha vinto le elezioni anticipate con il 23,5% dei voti e 37 seggi – possa ripetersi a Bruxelles, dove tra l’altro risiedono le principali istituzioni europee. Ma nelle prossime elezioni europee del 9 giugno, che coincideranno con quelle politiche, un’affermazione del partito di estrema destra, Vlaams Belang (Interesse fiammingo), è più che probabile, visti i sondaggi che lo danno in testa con una percentuale del 23%, più o meno la stessa dei cugini olandesi.

Invitato da Salvini a Firenze, in occasione della recente adunata nera – nella persona del suo leader, Gerolf Annemans, uno dei tre europarlamentari del partito –, Interesse fiammingo, che alla fine del 2004 ha preso il posto del vecchio Vlaams Blok (Blocco fiammingo), condannato per razzismo e dunque escluso dalle competizioni elettorali, coniuga il liberismo con il protezionismo e la xenofobia, senza disdegnare, nelle sue componenti più estreme, contatti con formazioni neonaziste. Si batte inoltre per l’indipendenza e l’autodeterminazione delle Fiandre, regione di lingua olandese maggioritaria in Belgio (58% della popolazione), a fronte di una consistente minoranza francofona in Vallonia (32%). Annemans viene considerato un emulo di Puidgemont, il leader dell’indipendentismo catalano, oggi sostenitore del governo di sinistra di Sánchez. Ha pubblicato diverse opere, come Progetto Stato fiammingo e Operazione indipendenza fiamminga. Anche questa regione, come spesso succede nella logica delle piccole patrie, è la parte più ricca del Paese, non a caso vicina all’Olanda e accomunata dalla stessa lingua. Il partito, che conta circa ventiduemila iscritti, ha propri esponenti nelle istituzioni internazionali (cioè a Strasburgo) e nazionali: dalla Camera dei rappresentanti al Senato, oltre che in tutte le province fiamminghe. I suoi consensi sono cresciuti con la guerra in Ucraina e il sostegno che Kiev riceve dall’Unione europea: un sostegno per nulla condiviso dal partito di estrema destra. Malgrado l’isolamento in cui è relegato, il partito è diventato una delle forze più significative delle Fiandre e dell’intero Belgio.

A fare da argine alla sua avanzata, con tutta probabilità, sarà di nuovo il liberale Alexander De Croo. Già tre volte vicepremier (dal 2012 al 2020 nei governi di Elio Di Rupo, Charles Michel e Sophie Wilmès come ministro delle Pensioni, della Cooperazione e delle Finanze), l’attuale primo ministro, caratterizzatosi per una presa di posizione molto dura nei confronti dei massacri di civili perpetrati da Israele a Gaza, è il leader dei “Liberali e democratici fiamminghi aperti”, una formazione accreditata intorno al 20%. Fondato dall’eurodeputato Guy Verhofstadt, il partito si era originariamente caratterizzato da una politica fortemente liberista e thatcheriana, per poi però cambiare linea sostenendone una solidaristica e di sinistra liberale. De Croo è famoso per avere quasi eguagliato, nell’ottobre del 2020, dopo il voto del maggio 2019, lo stesso record del 2011 per la formazione di un nuovo governo, quando furono necessari ben 589 giorni. Dopo la brevissima parentesi di Sophie Wilmès (2019-20), succeduta a Charles Michel (2014-2019), De Croo riuscì a costituire un governo, tuttora in carica, detto delle “Quattro stagioni”, in omaggio a Vivaldi, perché riunisce liberali, socialisti e verdi – delle due parti linguistiche ma più forti nel Sud francofono – con i cristiano-democratici fiamminghi: quattro forze politiche.

In questo complicato contesto, non manca un’altra anomalia, sostanzialmente ignorata dai media: si tratta del Partito dei lavoratori del Belgio, una formazione di estrema sinistra, caratterizzata da una posizione fortemente critica nei confronti dell’Europa. Si dichiara marxista-leninista ed è membro dell’organizzazione transnazionale radicale “Incontro internazionale dei partiti comunisti e operai”, favorevole al dialogo con il presidente russo Vladimir Putin. In un contesto europeo – dove i partiti con queste caratteristiche, radicali e insieme ortodossi, sono quasi scomparsi – il Partito dei lavoratori ha acquisito sempre più consensi. Secondo i sondaggi godrebbe di un 19% in Vallonia, 9% nelle Fiandre e 13% a Bruxelles. Con queste percentuali, potrebbe portare a casa una ventina di seggi su centocinquanta a livello nazionale, collocandosi al terzo o quarto posto. È stata una crescita lenta: nel 2010 aveva solo l’1%, ma nel 2019 era salito al 10%. Con oltre quarantamila iscritti e con radici nel movimento operaio e studentesco, il Partito dei lavoratori è il principale partito della sinistra belga; è però escluso che possa fare parte di una riedizione dell’attuale governo di centrosinistra a guida De Croo.

La candidatura dell’attuale premier è tuttavia messa in discussione dall’esponente dei socialisti valloni, Paul Magnette, altro pilastro della maggioranza, dando vita a una competizione non proprio salutare per la coalizione. Molto dipenderà, ovviamente, dai risultati conseguiti dalle forze in campo. Appare insomma molto difficile che l’estrema destra di Interesse fiammingo possa insediare il suo leader in Rue de la Loi, sede dell’esecutivo belga. Pur restando l’allarme per una forza antidemocratica, che gode del consenso di un terzo dell’elettorato, le forze democratiche dovrebbero tenere. A differenza dell’Italia, dove ci tocca “tifare” – si fa per dire – per Giorgia Meloni contro la deriva ancora più a destra del leader della Lega.

967
Archiviato inArticoli
TagsAlexander De Croo Belgio Belgio elezioni 2024 estrema destra estrema sinistra Gerolf Annemans Interesse fiammingo Partito dei lavoratori del Belgio Paul Magnette Vittorio Bonanni

Articolo precedente

Consuma, fatti un selfie, crepa. Ma è possibile un turismo diverso?

Articolo successivo

Proprietà e regolamentazione delle nuove tecnologie: sinistra, batti un colpo

Vittorio Bonanni

Articoli correlati

In Spagna la nuova sinistra andalusa

L’Armenia alla ricerca di un’identità nella politica internazionale

In Romania c’è vita a sinistra  

Fenomeno Silvia Salis?

Dello stesso autore

In Spagna la nuova sinistra andalusa

L’Armenia alla ricerca di un’identità nella politica internazionale

In Romania c’è vita a sinistra  

Fenomeno Silvia Salis?

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Ridiventeremo filocinesi?
Rino Genovese    15 Maggio 2026
Legge elettorale o legge di distrazione di massa?
Paolo Barbieri    13 Maggio 2026
Disfatta laburista o fine di un sistema politico?
Agostino Petrillo    11 Maggio 2026
Ultimi articoli
In Spagna la nuova sinistra andalusa
Vittorio Bonanni    20 Maggio 2026
Il Brasile di Lula e quello di Bolsonaro figlio
Claudio Madricardo    19 Maggio 2026
Conte apre al centro, per fare cosa?
Paolo Barbieri    18 Maggio 2026
L’Armenia alla ricerca di un’identità nella politica internazionale
Vittorio Bonanni    14 Maggio 2026
Quando il teatro è veramente politico
Katia Ippaso    14 Maggio 2026
Ultime opinioni
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
Stefania Tirini    19 Maggio 2026
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Tra 25 aprile e primo maggio
Rino Genovese    5 Maggio 2026
Una critica della geopolitica
Claudio Bazzocchi    30 Aprile 2026
Fenomeno Silvia Salis?
Vittorio Bonanni    28 Aprile 2026
Ultime analisi
Trentin e Ingrao: l’insospettabile attualità di due “sconfitti”
Paolo Andruccioli    11 Maggio 2026
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA