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Search Results for: Rino genovese

Piazza, palazzo e popolo: dopo la manifestazione della Cgil

10 Ottobre 2022 Paolo Andruccioli  1711

Sarà un caso, ma la prima manifestazione dopo le elezioni che hanno sancito la vittoria delle destre si è conclusa in Piazza del Popolo, a Roma. Dal palco, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, è stato chiaro: non abbiamo pregiudizi, il sindacato tratta con ogni governo, ma dovranno “ascoltare la voce del lavoro”. Se ci convocheranno a cose fatte – dice il leader, pensando alla recente esperienza Draghi – non ci presenteremo neppure. Quindi è chiaro che i prossimi mesi si giocheranno intorno alle “tre P”: le Piazze delle manifestazioni (il calendario delle mobilitazioni contro la guerra già si allunga), il Palazzo (o i palazzi) del potere, che dovranno decidere anche sullo scioglimento delle formazioni neofasciste, e il Popolo, quello dei lavoratori e dei pensionati che pagano le tasse, delle partite Iva più o meno finte, quello del pulviscolo dei lavori e lavoretti al nero e degli appalti della logistica, delle periferie anonime, dove è cresciuto il rancore che spinge a votare anche contro i tuoi stessi interessi.

Cominciamo dal Palazzo. Landini ha spiegato che il nuovo governo nasce sulla base di una normale consultazione democratica, ma su numeri che non certificano la reale maggioranza nel Paese, visto il livello mai raggiunto dall’astensionismo. È questione sia di percentuali sia di numeri assoluti. In ogni caso, ora il pallino è nelle mani della destra, in particolare di Giorgia Meloni – che, con un fastidioso vezzo mediatico, è diventata per tutti “Giorgia”. Dietro di lei, nel retropalco, gli uomini legati ai poteri forti e garanti della continuità con gli anni del berlusconismo e con gli interessi del capitale finanziario e dell’industria del Nord, come ha spiegato su “terzogiornale” Rino Genovese.

Filed Under: Editoriale Tagged With: cgil, lavoratori, manifestazione 8 ottobre, Marco Revelli, maurizio landini, palazzo, Paolo Andruccioli, piazza, popolo

Spettrografie politiche nell’Italia dei poveri

29 Giugno 2022 Agostino Petrillo  1458

Con l’avvicinarsi della scadenza elettorale del prossimo anno, la corsa al centro si è fatta più frenetica tra i partiti, coinvolgendo non solo quelli vecchi, ma anche – come notava Rino Genovese in un suo recente editoriale – i nuovi “cespugli” e varie neonate formazioni politiche. Tutti sgomitano per raggiungere l’agognata collocazione di mezzo: se volessimo usare una metafora scientifica e leggere lo “spettro” delle posizioni che si disegnano, risulterebbe evidente un addensamento dei partiti verso le zone centrali, con uno slittamento che li porta a convergere da destra e da sinistra. Predomina, nel dibattito politico, una sorta di ansia centripeta che rende quasi indistinguibili le sfumature dei programmi e difficile cogliere il succo della differenza tra gli uni e gli altri aspiranti centristi. A volte, è difficile anche per i portavoce di alcune micro-frazioni esprimere con chiarezza cosa le caratterizzi rispetto ad altre, giustificare le prese di posizione, le separazioni e le distanze tra i gruppi, se non ricorrendo a una retorica di frasi fatte prêt-à-porter, buone per tutte le stagioni.

La ragione è arcinota: una common wisdom politichese, unanimemente condivisa, fino al fanatismo, ammonisce infatti che “le elezioni si vincono al centro”. In realtà, a voler essere pignoli, questo assioma intoccabile poteva forse essere vero in passato, certo in maniera non assoluta, e con alcune importanti riserve. Le analisi classiche dei sistemi welfariani ci dicono, infatti, che le società keynesiane erano organizzate secondo un modello centro-periferia, che vedeva collocata al centro la popolazione attiva, e in condizione variamente periferica i giovani, le casalinghe, i vecchi, i gruppi marginali. Potremmo quindi supporre – sia pure nei ristretti limiti entro cui questo tipo di correlazioni è valido – che l’esistenza di uno zoccolo duro di occupati fosse uno dei motivi della corsa elettorale alle posizioni politiche collocate al centro, cui chi aveva un lavoro stabile faceva riferimento in linea di massima. Anche quando gli schieramenti politici erano in apparenza lontani, la loro bussola e punto di equilibrio era sempre questo “centro” di occupati. In Italia, la composizione sociale dell’elettorato di Dc e Pci rimase a lungo abbastanza simile. Nel giro di alcuni decenni, però, questo orizzonte è tramontato, e gliene è succeduto uno completamente mutato.

Filed Under: Editoriale Tagged With: Agostino Petrillo, ansia centripeta, centrismo, centro, elettorato, elezioni 2023, occupazione, poveri

Diritto alla resistenza. Un dialogo

1 Aprile 2022 Riccardo Cristiano  1400

In una recente e persuasiva risposta, Rino Genovese mi ha fatto notare che, in un precedente articolo per “terzogiornale”, avevo scritto che il nostro problema è non credere più: ma se davvero il problema fosse che non crediamo più in nulla – ha osservato –, allora avrebbe ragione il patriarca di Mosca, che giustifica la guerra dicendo che la legge di Dio è sfidata dall’Occidente, e per questo essa va combattuta e vinta. All’opposto, si potrebbe contraddirlo dicendo che la volontà di Dio, la sua vera legge, ci chiedono di sconfiggere Putin. Ma non si crede soltanto in Dio, che non sapendo se esista si può solo “credere che esista” o “credere che non esista”. Altrettanto può valere per la libertà, per l’uguaglianza, per la fraternità. Esistono? Forse non esistono, o potrebbero esistere se noi crediamo che esistano e che possano esistere, o addirittura che debbano esistere. Si crede, o non si crede, oltre che in Dio, in molte altre cose. Questa guerra, come spesso accade con le guerre, ci pone purtroppo davanti alla domanda: in che cosa crediamo?

Da tempo il dibattito principale, molto ideologico, riguarda una domanda: è giusto o sbagliato armare gli ucraini? La discussione è ideologica perché pochi l’hanno riferita a un caso concreto: un signore, residente a Mariupol’, si trova i tank russi non distanti da casa. È giusto mandargli un’arma idonea a respingere l’assalitore? La questione diviene ideologica quando si esce dal contesto materiale e si entra in quello immateriale. Perché è arrivato quel carro armato? Cosa ha fatto il governo del Paese in cui quel signore risiede per provocare l’aggressore? Quale imperialismo ha mosso il tutto? Ciò è importante, anzi importantissimo, ma appartiene al mondo delle idee, le nostre. Tutti vorremmo conoscere la verità, ma abbiamo idee diverse al riguardo, nessuno di noi conosce la Verità. L’unica che conosciamo per certa è quella del tale signore con il carro armato davanti a casa.

Filed Under: Editoriale, Ucraina Tagged With: guerra, resistenza, Riccardo Cristiano, Rino Genovese, Russia, Ucraina

Regressione

27 Febbraio 2026 Agostino Petrillo  849

La “retta di regressione” è un concetto fondamentale in statistica e analisi dei dati, che rappresenta la relazione tra due variabili. La menzioniamo, forse a sproposito, solo perché il termine è evocativo, e leggendo l’agile libretto Non è giusta. L’Italia delle disuguaglianze, curato da Giacomo Gabbuti, a cui fa riferimento Rino Genovese (vedi qui), non […]

Filed Under: Opinioni Tagged With: Agostino Petrillo, capitalismo rentier, disuguaglianze, L'Ialia delle disuguaglianze, rendita, retta di regressione

Russia-Ucraina: quali prospettive?

24 Febbraio 2026 Giorgio Graffi  1383

Il 24 febbraio la guerra russo-ucraina entra nel suo quinto anno: dunque la sua durata ha già superato quella del conflitto tra la Germania hitleriana e l’Urss di Stalin (22 giugno 1941 – 9 maggio 1945) e, tra meno di quattro mesi, sarà pari a quella dell’intera Prima guerra mondiale (29 luglio 1914 – 11 […]

Filed Under: Analisi, Dossier, Ucraina Tagged With: garanzie sicurezza, Giorgio Graffi, guerra Ucraina, prospettive, questione territoriale

Ecco come i ricchi stanno cercando di prendersi le chiavi del futuro

12 Dicembre 2025 Paolo Andruccioli  990

“Aggirate le regole”. Una nuova costruzione spacciata per una semplice ristrutturazione, con annessi vantaggi per i costruttori ai danni della qualità della vita degli abitanti. È l’irregolarità contestata dalla procura milanese e riguarda un cantiere in pieno centro a Milano: ventisette appartamenti quasi finiti in via Anfiteatro, dove 40 metri quadrati, da listino, sfiorano i […]

Filed Under: Articoli, Città visibili, Dossier Tagged With: Città una cosa per ricchi, convegno, finanza, Fondazione per la critica sociale, Paolo Andruccioli, potere finaziario, speculazione immobiliare

Tassa sui super-ricchi, un asse Landini-Schlein

14 Novembre 2025 Paolo Andruccioli  1499

In Italia si riparla di patrimoniale e si scatena subito l’inferno. La destra accusa la sinistra di bolscevismo antinazionale, avendo mostrato timidamente l’intenzione di introdurre nuove tasse. La sinistra si divide per l’ennesima volta tra fautori (pochissimi) di una tassa sui grandi patrimoni per recuperare risorse per un welfare sempre più disastrato e moderati di […]

Filed Under: Editoriale Tagged With: Elly Schlein, maurizio landini, Paolo Andruccioli, patrimoniale, Vincenzo Visco

È pensabile un programma per la sinistra?

8 Ottobre 2025 Paolo Andruccioli  2576

Questo forum su un “Programma per la sinistra” è un altro appuntamento delle riflessioni di “terzogiornale” sul mondo che cambia. Abbiamo cominciato a riflettere sul “welfare” (vedi qui e qui), in seguito sul rapporto tra “pubblico e privato” (sulla base di un saggio di Massimo Florio: vedi qui e qui), per poi affrontare il tema […]

Filed Under: Forum Tagged With: fiscalità progressiva, lavoro, Paolo Andruccioli, pensioni, programma per la sinistra, tasse di successione, welfare

Chi è Alice Weidel, volto dell’estrema destra tedesca

13 Agosto 2025 Marianna Gatta  2855

(Articolo pubblicato il 25 febbraio 2025) Alice für Deutschland, acclamano folle di tedeschi. Il suono assomiglia molto allo slogan hitleriano Alles für Deutschland, che dal dopoguerra è proibito pronunciare, e in Germania può facilmente portare in tribunale. A essere acclamata è Alice Weidel, volto di Alternative für Deutschland (AfD), che ha portato le preferenze al […]

Filed Under: Articoli, Zzz-ripubb Tagged With: AfD, Alice Weidel, Germania, Marianna Gatta, opportunismo politico, remigrazione

Per una patrimoniale globale

28 Luglio 2025 Marianna Gatta  844

Luglio 2025, sette premi Nobel per l’economia – da Paul Krugman a Esther Duflo, da Joseph Stiglitz a Daron Acemoglu – firmano su “Le Monde” un editoriale storico. Chiedono alla Francia di fare da apripista per una tassa patrimoniale minima del 2% sui patrimoni superiori ai cento milioni di euro. L’idea, proposta dall’economista Gabriel Zucman, […]

Filed Under: Articoli Tagged With: diseguaglianze, fisco, Marianna Gatta, patrimoniale, sostenibilità

L’autobus gratuito di Zohran Mamdani a New York

11 Luglio 2025 Paolo Andruccioli  1318

Ci sono notizie che impongono un ripensamento dei nostri convincimenti e degli automatismi del nostro cervello, che tende a riprodurre i fatti incasellandoli nel “già visto”, nel flusso continuo del “non cambia mai niente”, anche se – al fondo – ogni evento è diverso dall’altro. Una di queste notizie “spiazzanti” arriva dagli Stati Uniti, per […]

Filed Under: Editoriale Tagged With: autobus gratuiti, New York, Paolo Andruccioli, Partito democratico americano, programma Mamdani sindaco, Zohran Mamdani

“Lavorare meno”: si riparte dalla Spagna

12 Maggio 2025 Paolo Andruccioli  1502

“Se otto ore vi sembran poche” è il famoso titolo di un canto di lavoro italiano, composto nei primi anni del Ventesimo secolo da un autore rimasto anonimo, ma che forse si potrebbe scovare tra qualche musicista amico o amica dei socialisti del vercellese, zona di elezione delle risaie, delle mondine e delle loro proteste […]

Filed Under: Editoriale Tagged With: lavoro, Paolo Andruccioli, riduzione orario di lavoro, Spagna, Yolanda Diaz

Ucraina, cosa farebbe un esercito europeo?

24 Febbraio 2025 Giorgio Graffi  976

La posizione assunta da Trump a proposito del conflitto russo-ucraino, con l’ostentato riavvicinamento alla Russia di Putin e la contemporanea “liquidazione” di Zelensky, ha avuto, per usare un’espressione abusatissima, l’effetto di uno tsunami sulla maggior parte dei governi europei, finora avvinghiati allo slogan “europeisti e atlantisti”, come se le due posizioni costituissero un binomio inscindibile. […]

Filed Under: Dossier, Opinioni, Ucraina Tagged With: esercito europeo, Giorgio Graffi, guerra Ucraina

Forum su movimenti e partiti

8 Gennaio 2025 Paolo Andruccioli  2695

Proseguiamo i nostri approfondimenti sulla cultura politica e le trasformazioni sociali. Dopo i precedenti forum sul welfare (vedi qui e qui), una discussione sullo Stato (vedi qui e qui) e un’altra sulla forma partito (vedi qui), proponiamo il tema del rapporto tra i movimenti sociali e i partiti. Ne abbiamo discusso in un incontro organizzato […]

Filed Under: Forum Tagged With: Forum partiti e movimenti, Paolo Andruccioli

Navalny ucciso per errore?

13 Agosto 2024 Giorgio Graffi  1292

(Questo articolo è stato pubblicato il 27 febbraio 2024) Nel suo editoriale su “terzogiornale” del 19 scorso, Rino Genovese (vedi qui) osserva che l’assassinio di Navalny (perché di assassinio indubbiamente si tratta, anche se le sue modalità rimangono abbastanza oscure, ma su questo torneremo più avanti) costituisce “una profonda ferita (…) inferta a un’opinione pacifista […]

Filed Under: Opinioni, Zzz-ripubb Tagged With: assassinio Navalny, Giorgio Graffi, guerra Ucraina, Navalny, Rino Genovese, Russia, Vladimir Putin

Forum sulla forma partito

19 Luglio 2024 Paolo Andruccioli  2401

In un giorno di luglio abbiamo organizzato un appuntamento per discutere di politica e di forma partito, temi antichi e attualissimi in un’epoca di grandi trasformazioni e di salti antropologici. Lo scopo è stato quello di ridare senso a parole consumate nel corso degli anni, se non dei secoli, tentando di individuare alcuni strumenti concettuali […]

Filed Under: Forum Tagged With: forum forma partito, Paolo Andruccioli

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