• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Cospito deve marcire

Cospito deve marcire

Sul 41-bis, la “guerra simbolica” del governo

19 Giugno 2026 Guido Ruotolo  850

Alfredo Cospito, il “terribile”, deve rimanere sepolto vivo in carcere, al 41-bis (vedi qui). Ma che Paese è diventato il nostro? Un ministro della Giustizia che straparla e invoca l’impunità per le “vittime” della giustizia, si è impuntato arrivando a conclusioni opposte a quelle degli apparati di sicurezza, e dello stesso procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Gianni Melillo. È un mondo alla rovescia, il nostro. A Catania si sta discutendo, in un’aula di giustizia, se il capo dell’ala stragista di Cosa nostra, Aldo Ercolano, sia ancora un pericoloso criminale, anche se non è più al 41-bis, e se quindi non si sia attenuata la sua “pericolosità sociale”. In gioco è la possibilità che Aldo Ercolano possa uscire dal carcere con i permessi premio, insomma. Stiamo solo aspettando che i giudici decidano. Con l’ansia che al boss venga riconosciuta la buona condotta, il ravvedimento. A lui, mafioso di alto rango.

Tutt’altro discorso, invece, per l’anarco-insurrezionalista – in carcere dal 14 settembre del 2012, per la gambizzazione, a Genova, dell’amministratore delegato di “Ansaldo Nucleare”, Roberto Adinolfi – che deve rimanere al 41-bis, secondo il ministro della Giustizia. Cospito, per quella gambizzazione è stato condannato a dieci anni e otto mesi, e sono definitivi i ventitré anni di detenzione per l’attentato, senza morti né feriti, alla scuola allievi dei carabinieri di Fossano. Dal maggio 2022, l’anarchico è recluso al 41-bis. La legge del 2002 ha introdotto la durata del regime di detenzione duro a quattro anni, prorogabili di due anni, con decreto motivato. Ma il legislatore è stato chiaro. Il decreto di proroga “deve essere motivato” sulla base di elementi attuali che documentino la sussistenza di collegamenti, di rapporti con la propria organizzazione. Dunque, per il detenuto Cospito, prima ancora che scadessero i termini dei quattro anni, il ministro Carlo Nordio, il primo maggio scorso, ha firmato la prima proroga di due anni del 41-bis.

Il 26 aprile 2023, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Gianni Melillo, esprimendo il parere sulla istanza di revoca del regime detentivo speciale del 41-bis, formulata nell’interesse di Alfredo Cospito, scriveva: “Non ci sono elementi obiettivamente idonei a confermare la necessaria giustificazione del mantenimento delle misure preventive speciali nei confronti del detenuto”. Sia il Ros dei carabinieri sia la polizia espressero, anche loro, valutazioni convergenti riassunte dal procuratore Melillo: “Risulta in tutta la sua evidenza come la sottoposizione del detenuto Cospito al 41-bis non abbia azzerato le comunicazioni e le pubblicazioni all’interno del movimento anarco-insurrezionalista, considerato anche il fatto che la Fai-Fri non è una struttura gerarchica né piramidale”. Non bisogna essere dei geni per condividere l’analisi degli apparati investigativi: “L’applicazione del 41-bis e l’isolamento inflitto a Cospito non hanno determinato l’auspicata riduzione del proselitismo né il contenimento dell’attività del movimento anarco-insurrezionalista, che invece ha incrementato azioni dirette”. Tanto che è così, che, in questi anni, gli anarco-insurrezionalisti hanno proseguito le loro “campagne”, fatte anche di ordigni esplosivi. Proprio pochi giorni fa, sono stati arrestati sette attivisti accusati dei recenti attentati sulle tratte dell’alta velocità Roma-Firenze e Roma-Napoli. Naturalmente, che i colpevoli siano gli arrestati è ancora tutto da dimostrare.

È davvero diventato un mondo alla rovescia. In un bel libro del 2002 (Barriere di vetro. Voci dalla detenzione sociale in Italia), della Camera penale di Roma, l’avvocato Giuliano Dominici scriveva: “L’unanime consenso al ‘trattamento duro’ previsto dal 41-bis, riguarda il carcere duro per i detenuti mafiosi sottoposti al 41-bis”. Fotografa un’epoca, Giuliano Dominici. E noi non abbiamo còlto quei segnali che un sistema a “doppio binario” – e cioè la sospensione dei diritti costituzionali per i detenuti mafiosi o terroristi – avrebbe nel tempo provocato un profondo cortocircuito nella società e nelle istituzioni. Allora, con la legislazione speciale del dopo Falcone e Borsellino, uscivamo da una guerra terribile. Stragi mafiose, omicidi a ripetizione, attentati a Roma, Milano e Firenze, seguivano la stagione dello “stragismo di Stato”. Bisognava rispondere agli omicidi dei due magistrati siciliani e fu approvato il 41-bis.

Fu il ministro della Giustizia, Claudio Martelli, che, sull’aereo che lo riportava a Roma dopo i funerali di Paolo Borsellino, diede il via libera all’operazione “preventiva”, prima ancora che “punitiva”. Nel carcere dell’Ucciardone i mafiosi brindavano alla morte di Falcone e Borsellino. In poche ore, nella notte, l’Ucciardone fu “trasferito” all’Asinara, e fu dato ordine di riaprire Pianosa. Fu terribile, al di là che fosse necessaria, la risposta dello Stato. A Pianosa furono mandati giovani allievi della polizia penitenziaria, “secondini alle prime armi”. Basti solo ricordare che, a un certo punto, una delegazione di familiari dei detenuti mafiosi si recò dal vescovo di Trapani per denunciare le torture, le condizioni di vita inumane dei boss. E la Chiesa rispose con il papa Giovanni Paolo II che, ad Agrigento, il 9 maggio 1993, si rivolse ai mafiosi: “Convertitevi”. I cappellani, nei vari istituti, non facevano partecipare i mafiosi alle celebrazioni religiose. Questo era il clima di allora. E le ferite delle violazioni dei diritti umani ce le portiamo dietro ancora oggi. La risposta “securitaria” del governo Meloni sta provocando guasti terribili nel sistema carcerario. Ma questa è un’altra storia. Oggi parliamo di Alfredo Cospito, nei cui confronti si è scatenata una guerra simbolica da parte del governo. Lui, vittima di una vendetta. Anzi, “di una scelta politica”, per dirla con Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, associazione che si occupa di giustizia penale, carceri, diritti umani e prevenzione della tortura. Che aggiunge: “Dal primo gennaio al 31 ottobre del 2025, ben 232 detenuti sottoposti al 41-bis sono stati destinatari di proroga. Solo cinque sono stati declassificati e inseriti nel circuito dell’Alta sicurezza”. E già, perché il problema non è “Cospito libero”, ma soltanto il rispetto dei diritti di Alfredo Cospito e di quelli di tutti gli altri detenuti.

855
Archiviato inArticoli
Tags41/bis Alfredo Cospito Guido Ruotolo

Articolo precedente

“La Russia? Non è più un nostro nemico”

Articolo successivo

L’Iran adesso

Guido Ruotolo

Articoli correlati

Ordine pubblico e democrazia

Ex Ilva, nuove iniziative di lotta

Tutto l’amianto dell’ex Ilva

La troppo lunga storia del 41-bis

Dello stesso autore

Ordine pubblico e democrazia

Ex Ilva, nuove iniziative di lotta

Tutto l’amianto dell’ex Ilva

La troppo lunga storia del 41-bis

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Fronte ucraino, il rischio è quello di un allargamento della guerra
Giorgio Graffi    13 Luglio 2026
Ordine pubblico e democrazia
Guido Ruotolo    9 Luglio 2026
Meloni frustrata nella sua ricerca di un capo
Rino Genovese    7 Luglio 2026
Ultimi articoli
Una settimana nella vita di Nigel Farage
Agostino Petrillo    16 Luglio 2026
Myanmar, centomila morti e uno Stato fallito
Marco Santopadre    15 Luglio 2026
Il vertice Nato, i capricci di Trump, la Turchia
Eliana Riva    14 Luglio 2026
Remigrazione nel Paese che fu dell’apartheid
Luciano Ardesi    13 Luglio 2026
In Giappone il flop del riarmo
Marco Santopadre    8 Luglio 2026
Ultime opinioni
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Elly Schlein e l’establishment
Rino Genovese    26 Giugno 2026
Ultime analisi
La pelle del serpente: tutte le metamorfosi di AfD
Agostino Petrillo    10 Luglio 2026
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Ultime recensioni
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA