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Home » Opinioni » Delrio, da Israele con amore  

Delrio, da Israele con amore  

Mentre in Italia esplodeva il movimento “pro-pal”, il senatore con le autorità di Tel Aviv metteva a punto la repressione

12 Dicembre 2025 Vittorio Bonanni  1712

Medico, nove figli a carico, ex sindaco di Reggio Emilia, già ministro del governo Renzi, Graziano Delrio sarebbe il classico cattolico democratico che dovrebbe avere a cuore il destino degli ultimi della terra. Ma evidentemente quando si tratta di Israele questa preoccupazione viene meno. Com’è noto, il disegno di legge, di cui è primo firmatario proprio il senatore del Pd (vedi qui), con la scusa della lotta all’antisemitismo, renderà più difficile ogni critica all’azione criminale dello Stato d’Israele. Così, cercando in rete ulteriori notizie sull’argomento, ne scopriamo una che, più o meno colpevolmente, è stata ignorata anche dalle testate più attente alla tragedia di Gaza.

Pochi mesi prima delle grandi manifestazioni di settembre e ottobre, quando nelle piazze e nelle università si chiedeva l’interruzione dei rapporti tra le università italiane e gli atenei israeliani (e mentre, nello stesso tempo, i parlamentari Marco Croatti dei 5 Stelle, Arturo Scotto e Annalisa Corrado del Pd, e Benedetta Scuderi di Avs, erano a bordo di una delle imbarcazioni della Flotilla diretta verso Gaza), il nostro aveva incontrato le autorità israeliane a Tel Aviv, i cui vertici sono sotto mandato di cattura spiccato dalla Corte penale internazionale. Gli interlocutori del senatore sono stati il ministro degli Esteri, Gideon Sa’ar, e il presidente della Knesset, Amir Ohana.

Quasi incredibile il retroscena di questa vicenda. Nel novembre scorso, il quotidiano progressista israeliano “Haaretz” rendeva noto un rapporto del Team di monitoraggio del boicottaggio accademico, che metteva sotto accusa le università italiane per iniziative antisraeliane e, secondo loro, antisemite. Ne scaturiva un rapporto che è un vero atto d’accusa contro gli atenei italiani, realizzato dal Team legato al Comitato dei presidenti delle università israeliane. Delrio e Sinistra per Israele – associazione di cui il senatore è esponente di spicco, nata nel 1967 all’indomani della “guerra dei sei giorni”, per tranquillizzare Israele a fronte di una politica filoaraba della sinistra italiana, quest’anno si attivano immediatamente, proponendo appunto il disegno di legge contro l’antisemitismo nel quale si promette di creare un responsabile interno alle università per valutare la legittimità di quanto avviene sul fronte della lotta all’antisemitismo, secondo la definizione dell’Ihra. L’ex ministro sottopone la proposta della minoranza del Nazareno al congresso nazionale dell’Unione delle associazioni Italia-Israele, di fronte all’ambasciatore israeliano Jonathan Peled e ad alcuni esponenti delle forze di governo, ai quali prospetta, se necessario, un intervento più muscolare da parte dell’AgCom.

Non ci resta che fare nostre le parole dello scrittore algerino Tahar Lamri, citato dalla testata online “Anbamed”: “L’ironia amara? Mentre Israele censura accademici palestinesi e perfino docenti israeliani critici (come Nadera Shalhoub-Kevorkian, sospesa dall’Università ebraica di Gerusalemme per aver criticato la guerra a Gaza), c’è chi vuole importare in Italia lo stesso modello di controllo sul pensiero critico”. Si può chiamarla convergenza o coordinamento – secondo lo scrittore –, oppure efficace attività di lobbying. Il risultato però non cambia: un rapporto che identifica un “problema” nelle università italiane trova la sua soluzione in un disegno di legge italiano che introduce supervisori universitari con potere di censura. “La domanda – sottolinea Lamri – resta semplice: un parlamentare della Repubblica italiana deve rispondere prima alla Costituzione o alle preoccupazioni strategiche di un governo straniero?”.

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TagsGraziano Delrio Israele Palestina pdl antisemitismo Sinistra per Israele Vittorio Bonanni

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