• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Articoli » Camerun: come restare presidente a vita in Africa

Camerun: come restare presidente a vita in Africa

Rieletto il presidente novantaduenne. Dubbi sulla trasparenza delle elezioni e proteste dell’opposizione. Non va diversamente in Costa d’Avorio e in Tanzania

30 Ottobre 2025 Luciano Ardesi  525

In Camerun, Paul Bya, 92 anni, al potere dal 1982, è stato rieletto presidente per l’ottava volta. Le elezioni presidenziali sono spesso truccate, come dimostrano anche le recenti elezioni in Costa d’Avorio e in Tanzania. Bya è riuscito a farsi rieleggere senza praticamente campagna elettorale, con una sola apparizione pubblica. Del resto, le lunghe assenze del presidente riconfermato sono state assai frequenti negli ultimi anni, sollevando molti interrogativi. Contrariamente ad altri casi, come vedremo, Biya aveva un vero concorrente, Tchirama Bakary. Secondo il Consiglio costituzionale, che il 27 ottobre ha pubblicato i risultati definitivi delle elezioni del 12 ottobre, Biya avrebbe ottenuto il 53,66% dei voti contro il 35,19% del suo rivale: non proprio quel plebiscito a cui pure le presidenziali in Africa ci hanno spesso abituati, ma comunque un risultato che è bastato per riconfermarlo.

A 92 anni, dunque, Paul Biya è diventato il capo di Stato eletto più anziano oggi in funzione nel mondo, quarto assoluto per longevità al potere, preceduto dal presidente della Guinea equatoriale, 83 anni, in funzione dal 1979, dal re di Svezia, 79 anni, sul trono dal 1973, e dal sultano del Brunei, 79 anni, dal 1967, che detiene il primato mondiale al potere tra i viventi. Il mandato presidenziale in Camerun è di sette anni, Biya potrà dunque restare alla testa dello stato fino a 99 anni, salute permettendo.

Il rivale, Tchirama Bakary, più volte ministro e membro del governo di Biya fino a giugno, subito dopo il voto si era proclamato vincitore con il 54,8% dei voti contro il 31,35% dell’anziano presidente. Ha accusato il potere di brogli e di manipolazioni, e i suoi sostenitori, già prima della proclamazione ufficiale dei risultati, erano scesi nelle strade. Le tensioni si sono accentuate all’annuncio del Consiglio costituzionale. Ci sono stati scontri tra manifestanti e polizia, nella capitale Yaoundé e in varie città del Paese, con blocchi stradali, barricate ed edifici pubblici dati alle fiamme, con diverse vittime, poiché le forze dell’ordine hanno sparato pallottole reali, senza contare i feriti e gli arrestati. Finora non è stato ancora possibile fare un bilancio delle violenze.  Originario della città di Garoua, Tchirama Bakary si è visto circondare la sua casa nella città del nord del Paese, dove si è rifugiato dal giorno del voto, dai suoi sostenitori timorosi di una qualche ritorsione del potere nei suoi confronti, quando si erano diffuse voci su un imminente attacco della gendarmeria contro la sua residenza.

I doverosi dubbi sulla trasparenza dei risultati sono stati fatti propri non solo dalle opposizioni, ma anche dalle diplomazie di diversi Paesi: Stati Uniti, Canada, Svizzera, le delegazioni dell’Unione europea e di Paesi membri hanno boicottato la cerimonia dell’annuncio dei risultati ufficiali nella sede del Consiglio costituzionale a Yaoundé. L’Alto commissariato dell’Onu ai diritti umani ha affermato di avere ricevuto molte segnalazioni di morti e feriti. Ha fatto appello alla moderazione, e ha chiesto la cessazione delle violenze e l’apertura di un’inchiesta. Ci si domanda ora quale sarà l’atteggiamento dell’esercito in un Paese che, già prima del voto, sembrava governato unicamente dalla corruzione e dall’incertezza nella direzione del potere. Le manifestazioni di questi giorni hanno bloccato, fra l’altro, le attività economiche praticamente ovunque.

Il Camerun non è il solo Paese africano a conoscere un sistema elettorale non trasparente. In altri casi, l’elezione presidenziale è stata manipolata semplicemente eliminando la concorrenza. In Costa d’Avorio, il 25 ottobre, il presidente, Alasane Ouattara, 83 anni, si è assicurato il suo quarto mandato, impedendo ai suoi due principali rivali di presentarsi come candidati. I dati ufficiali lo hanno accreditato dell’89,77% dei suffragi. In Tanzania si è votato ieri per la riconferma della presidente uscente, Samia Suluhu Hassan. Come vicepresidente era arrivata al potere senza voto, succedendo al presidente John Magufuli, morto nel marzo 2021. Negli ultimi mesi, prima delle elezioni, aveva eliminato i suoi principali concorrenti potenziali attraverso accuse e manovre politiche. Le organizzazioni per i diritti umani e la società civile l’accusano di usare con metodo la repressione politica nei confronti delle opposizioni.

Insomma, tra costituzioni ad personam, spostamento o mancanza dei limiti al numero dei mandati presidenziali, brogli ed eliminazione della concorrenza, i presidenti in Africa si assicurano una lunga permanenza al potere proprio in quello che è il continente più giovane del pianeta.

532
Archiviato inArticoli
Tagsaccuse di brogli Camerun elezioni presidenziali 2025 Luciano Ardesi Paul Bya

Articolo precedente

Pulire il macello, diventare il macello

Articolo successivo

Suicidi femminili in carcere

Luciano Ardesi

Articoli correlati

In Tunisia si chiudono gli spazi di libertà

Sudan, un orrore che viene da lontano

Dall’Irlanda un messaggio di sinistra

Madagascar, dalla generazione Z ai militari

Dello stesso autore

In Tunisia si chiudono gli spazi di libertà

Sudan, un orrore che viene da lontano

Madagascar, dalla generazione Z ai militari

Marocco, non si ferma la protesta dei giovani della generazione Z

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Amico “spread”
Paolo Barbieri    9 Dicembre 2025
Banche, da piazzetta Cuccia a piazza Caltagirone
Paolo Andruccioli    3 Dicembre 2025
Salis e Schlein, una sfida?
Agostino Petrillo    2 Dicembre 2025
Ultimi articoli
Ecco come i ricchi stanno cercando di prendersi le chiavi del futuro
Paolo Andruccioli    12 Dicembre 2025
Sulle carceri chiacchiere natalizie a destra
Paolo Barbieri    12 Dicembre 2025
Honduras: Trump alla conquista di un altro Paese latinoamericano
Claudio Madricardo    10 Dicembre 2025
L’antisemitismo confuso con l’antisionismo
Vittorio Bonanni    9 Dicembre 2025
Il futuro bloccato della siderurgia in Italia
Guido Ruotolo    4 Dicembre 2025
Ultime opinioni
Delrio, da Israele con amore  
Vittorio Bonanni    12 Dicembre 2025
Ignoranza è incapacità di distinguere
Stefania Tirini    9 Dicembre 2025
Siamo tutti palestinesi
Tessa Pancani e Federico Franchina    24 Novembre 2025
A Prodi la sinistra non piace
Vittorio Bonanni    18 Novembre 2025
La scomparsa di Paolo Virno
Agostino Petrillo    10 Novembre 2025
Ultime analisi
Che cosa sono i clan a Gaza
Eliana Riva    21 Ottobre 2025
L’attacco israeliano al Qatar e le sue conseguenze
Eliana Riva    12 Settembre 2025
Ultime recensioni
Etica della vendetta
Rino Genovese    5 Dicembre 2025
Vincenti o perdenti
Katia Ippaso    26 Novembre 2025
Ultime interviste
Cosa significa uscire dal carcere
Marianna Gatta    11 Dicembre 2025
Oms, il piano anti-pandemico appena varato non va
Michele Mezza    22 Maggio 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sindacati sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2025 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA