• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Opinioni » Ma in Italia c’è un clima di violenza?

Ma in Italia c’è un clima di violenza?

Una polemica strumentale alimentata dalla destra

16 Settembre 2025 Rino Genovese  1146

Negli Stati Uniti, e non da ieri, si respira un’aria da pre-guerra civile, di cui il responsabile principale è proprio il presidente oggi in carica, lo stesso che il 6 gennaio 2021, sconfitto da Biden alle elezioni, si mise a parlare di brogli senza la minima giustificazione, aizzando di fatto i suoi a un tentativo di insurrezione che provocò morti e feriti. Definire Trump un golpista può sembrare eccessivo – ma non lo è, se si pensa che il suo emulo brasiliano, Bolsonaro, è stato di recente condannato a ventisette anni di carcere per avere intrapreso qualcosa di analogo. Il clima americano è poi aggravato da una violenza diffusa, imputabile alla facilità con cui negli Stati Uniti girano le armi, certo, ma anche a un oscuro malessere psicologico e sociale che spinge a commettere omicidi di massa del tutto irrazionali.

C’è qualcosa di simile in Italia? Neanche per sogno. Anzi, ci sarebbe da lamentarsi della generale acquiescenza o rassegnazione con cui è stato accettato o subìto un partito di maggioranza relativa che ha al suo interno (a parte Meloni, che è più giovane) alcuni dei protagonisti della peggiore militanza neofascista del secolo scorso. Il nostro Paese attraversò davvero una stagione di violenza politica. Cominciò con le bombe di piazza Fontana a Milano, nel dicembre del 1969, fatte esplodere per fermare il movimento di massa di quegli anni, studentesco e operaio, e poi, lungo l’arco degli anni Settanta fino alla strage di Bologna del 1980, si assisté a stragi e attentati coperti dai servizi deviati, come pure, d’altro canto, a un terrorismo di sinistra che cadde nella trappola di una rivoluzione impossibile, ispirata a modelli sudamericani come quello dei tupamaros. Tutto ciò però è alle nostre spalle: la fase che stiamo vivendo non assomiglia per niente a quegli anni.

Dunque, se nei mezzi di comunicazione utilizzati dai giovani (compresi quelli che pensiamo di poter considerare nostri compagni) si gioisce perché un tale di estrema destra è stato ucciso in America da un ragazzo molto probabilmente mentalmente squilibrato, questo appare un fatto del tutto marginale; come lo è, per quanto sia denso di significato emotivo, richiamarsi al 1945 e all’esposizione dei cadaveri di Mussolini e degli altri gerarchi fascisti in piazzale Loreto. Si era in quel momento alla fine di un’orribile guerra, oggi si tratterebbe semmai di non dimenticare, ma anche – e questo è essenziale – di stabilire le debite proporzioni tra il presente e il passato. Nessuna guerra civile è in atto, e richiamarla mediante un semplice parallelismo storico è un’illusione, oltre che qualcosa di politicamente avventato.

Più avventato appare, però, se non fosse invece del tutto strumentale, ingigantire un episodio isolato per lanciare una piccola campagna di allarme e vittimismo, come ha fatto Meloni: cosa che sembrerebbe anticipare, da parte del governo, chissà quale altro giro di vite repressivo dopo il famigerato “decreto sicurezza”. Il problema in Italia non sta nella violenza politica, quanto piuttosto nella passività con cui è accettata, dai più, una condizione di subalternità, di bassissimi salari, di mancanza di prospettive. A fronte di un’occupazione dichiarata in crescita, e dovuta in massima parte al boom delle imprese legate al turismo, non si vede una voglia di battersi per il miglioramento delle forme di vita. Si resta così in una sorta di precarietà psicologica, prima ancora che materiale, segno evidente della perdita di ogni spirito di progresso.

Proprio in questa temperie prendono corpo e si consolidano, al contrario, le spinte reazionarie. Il caso più eclatante è quello di Vannacci, che potrebbe tramutarsi a breve in una copia italiana di Farage (vedi qui), e dalla cui concorrenza perfino Meloni deve guardarsi, se si pensa che la presidente del Consiglio finora altro non ha fatto (soprattutto sul piano europeo e internazionale) se non cercare di accreditarsi come “moderata”. La coperta, si sa, è sempre troppo corta: se ti sbilanci politicamente da un lato, dal lato opposto rischi di scoprirti. Anche per questo l’animale politico Meloni non ha perso l’occasione di riequilibrarsi a destra mettendosi ad attaccare la “sinistra” (quale, poi?) che secondo lei sarebbe giustificazionista nei confronti della violenza. Noi qualcuno nel Partito democratico che esulti per l’uccisione di chicchessia non riusciamo a vederlo nemmeno con il cannocchiale. Quanto ai gruppi autonomi studenteschi fanno quello che vogliono, e si collocano d’altronde in un mainstream non italiano ma mondiale – quello della rete –, in cui prevalgono faciloneria e grossolanità nell’esprimersi.

1.144
Archiviato inOpinioni
TagsCharlie Kirk clima di violenza destra Italia Rino Genovese Stati Uniti

Articolo precedente

Lo scandalo di cui non si parla abbastanza: i salari

Articolo successivo

Addis Abeba, una capitale in trasformazione

Rino Genovese

Articoli correlati

Referendum, la destra conferma le date del 22 e 23 marzo

Stupidità e autoritarismo

In Costa Rica vince al primo turno la candidata di destra

Breve riflessione sul riformismo

Dello stesso autore

Stupidità e autoritarismo

Breve riflessione sul riformismo

Rovesciare gli ayatollah?

L’Europa e il Putin dell’Occidente

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Stupidità e autoritarismo
Rino Genovese    9 Febbraio 2026
Per Meloni ora l’incognita Vannacci
Paolo Barbieri    5 Febbraio 2026
Il senso politico della controriforma costituzionale
Giuseppe Santalucia*    3 Febbraio 2026
Ultimi articoli
Libia, il giallo dell’assassinio dell’ultimo dei Gheddafi
Guido Ruotolo    10 Febbraio 2026
Referendum, la destra conferma le date del 22 e 23 marzo
Stefania Limiti    9 Febbraio 2026
Sgomberi: assalto del governo agli spazi autogestiti
Marianna Gatta    9 Febbraio 2026
Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese
Stefania Limiti    6 Febbraio 2026
In Costa Rica vince al primo turno la candidata di destra
Claudio Madricardo    6 Febbraio 2026
Ultime opinioni
Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia
Stefania Tirini    4 Febbraio 2026
Breve riflessione sul riformismo
Rino Genovese    2 Febbraio 2026
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
L’articolo 21 nella gabbia di Facebook
Paolo Barbieri    19 Gennaio 2026
Ultime analisi
Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)
Paolo Andruccioli    3 Febbraio 2026
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Ultime recensioni
Quel Chiapas che non ti aspetti
Agostino Petrillo    6 Febbraio 2026
Gino Strada rivive con la voce di Elio Germano
Katia Ippaso    27 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA