• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Tassare i ricchi, in particolare gli ereditieri

Tassare i ricchi, in particolare gli ereditieri

15 Maggio 2025 Rino Genovese  1076

“La Francia è ridiventata una società di ereditieri” – titolava a tutta pagina “Le Monde” del 7 maggio scorso. Come nell’Ottocento. All’inizio degli anni Settanta del Novecento, la fortuna ereditata pesava in Francia per il 35% del patrimonio nazionale, oggi rappresenta il 60% di questo stesso patrimonio. I redditi da lavoro hanno perso terreno, a causa del troppo debole incremento salariale (in Italia, come sappiamo, siamo andati addirittura indietro negli ultimi decenni), e così l’ascensore sociale si è fermato: con il lavoro a stento si campa, e la società nel suo complesso è bloccata, irrigidita nelle diseguaglianze. Del resto, un progetto di riforma fiscale fu messo in campo nel 2013, ma subito accantonato dal troppo pavido presidente socialista Hollande. Con Macron le cose sono addirittura peggiorate: diminuzione delle tasse ai ricchi, fin dall’inizio del primo mandato, al punto che oggi la Francia si trova con i conti pubblici paurosamente scombinati.

I patrimoni ereditati, com’è noto, consistono essenzialmente in titoli di Borsa e in proprietà immobiliari; per giunta, dato che il numero di figli (e nipoti) è diminuito, la ricchezza viene a concentrarsi sempre più in poche mani. La cosa ha un tratto perfino ridicolo in Italia: se in Francia, infatti, l’imposizione fiscale sulle successioni, nel 2021, era dello 0,7% del Pil, nel nostro Paese, era dello 0,05% del Pil nel 2022. Un’inezia, poco più di un miliardo di euro. In un articolo dell’8 maggio, “Le Monde” apriva una finestra su Firenze. Qui i patrimoni sono ancora concentrati nelle mani delle poche grandi famiglie del Rinascimento; e si è passati dalla “rendita immobiliare”, in senso lato, alla “rendita turistica”, quella che, con gli affitti brevi, ha finito di distruggere il centro del capoluogo toscano, sebbene il Comune vi abbia messo un freno.

In Italia, in sovrappiù, c’è un’ampia platea di proprietari di case, quasi l’80% della popolazione: quindi, come paventava Andrea Crisanti in un’intervista al nostro Michele Mezza (vedi qui), ci sarà a breve un esercito di figli e nipoti che, magari anche dividendo un appartamento più grande in due più piccoli, si disporrà a vivere grazie a una rendita immobiliare. Con ricadute non da poco sulla qualità dei servizi pubblici e sulla democrazia, con la sua trasformazione in un’aristocrazia di proprietari allergici alle tasse più di quanto non lo siano già oggi.

Si tratterebbe allora di mettere in campo una riforma fiscale – a partire dall’adeguamento dei valori catastali, ancora fermi in Italia a quelli degli anni Settanta e Ottanta – che sappia distinguere tra chi eredita l’unica casa dei genitori e coloro che ereditano grandi fortune immobiliari; ma è indubbio che anche così delle resistenze ci saranno, e che il blocco delle destre tenderà a confondere ad arte i più ricchi con i meno ricchi per avere dalla sua un elettorato contrario a ogni riforma (d’altronde lo si è già visto sia sulla questione dell’adeguamento del catasto, sia sulla faccenda della rendita di posizione dei balneari). Un’imposizione fiscale fortemente progressiva, in particolare sulle successioni, non potrà tuttavia non essere un punto qualificante di un programma di governo alternativo a quello attuale. La partita bisogna giocarsela.

In senso più ampio, e anche mirando a un’armonizzazione delle politiche fiscali tra i vari Paesi dell’Unione europea ancora di là da venire, si vede come non sia vero che la leva statale – soprattutto se intesa come uno strumento tendenzialmente inserito in un federalismo europeo – sia ormai inutilizzabile, e che non ci sia più spazio per avviare politiche riformatrici. Al di là di una posizione rinunciataria e di semplice amministrazione dell’esistente, ci sarebbero molte proposte da avanzare. Per fare un esempio, ancora in materia di successioni, si potrebbe pensare, mentre si tassano più fortemente i patrimoni familiari, a una diminuzione delle tasse sui cespiti lasciati alle Ong e alle mille iniziative del “privato sociale”. Si tratterebbe cioè di liberarsi, in particolare nel nostro Paese, da una concezione puramente familistica dell’idea stessa di “patrimonio” – una parola in cui risuona, tra l’altro, un’intera ideologia atavicamente incentrata sul dominio del “padre”.

È insomma nel quadro di una posizione riformista (assumendo questo termine nel suo significato proprio, e non in quello falso della destra Pd) che va inserito il discorso sulla leva fiscale come strumento per rimettere in moto, con una ridistribuzione del reddito, quel processo tipicamente democratico di riduzione delle diseguaglianze da tempo inceppato.

1.080
Archiviato inEditoriale
Tagsricchi Rino Genovese tassa di successione

Articolo precedente

L’interpassività, l’ipnocrazia e il consenso agli oligarchi

Articolo successivo

Nella Venezia di Brugnaro

Rino Genovese

Articoli correlati

Meloni frustrata nella sua ricerca di un capo

Chiesa, i lefebvriani all’attacco

Elezioni

Elly Schlein e l’establishment

Dello stesso autore

Meloni frustrata nella sua ricerca di un capo

Chiesa, i lefebvriani all’attacco

Elezioni

Elly Schlein e l’establishment

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Meloni frustrata nella sua ricerca di un capo
Rino Genovese    7 Luglio 2026
L’“estremista” Merz e la patrimoniale
Agostino Petrillo    6 Luglio 2026
Meloni, il Colle nel mirino
Paolo Barbieri    2 Luglio 2026
Ultimi articoli
In Giappone il flop del riarmo
Marco Santopadre    8 Luglio 2026
Ex Ilva, nuove iniziative di lotta
Guido Ruotolo    6 Luglio 2026
L’Albania rischia di allontanarsi dall’Unione europea
Vittorio Bonanni    6 Luglio 2026
Legge elettorale, scontro nella destra
Stefania Limiti    3 Luglio 2026
Il tribunale di Peter Thiel
Marianna Gatta    3 Luglio 2026
Ultime opinioni
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Elly Schlein e l’establishment
Rino Genovese    26 Giugno 2026
Dell’Utri 2, un’archiviazione che non archivia nulla
Stefania Limiti    11 Giugno 2026
Diverso parere sull’archiviazione fiorentina
Guido Ruotolo    11 Giugno 2026
Ultime analisi
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Venezia, analisi di una sconfitta
Claudio Madricardo    28 Maggio 2026
Ultime recensioni
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Anna Foa spiega cos’è l’antisemitismo
Vittorio Bonanni    25 Giugno 2026
Ultime interviste
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA