• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Romania, tra estrema destra e povertà

Romania, tra estrema destra e povertà

Al primo turno si afferma il filorusso Simion, mentre il governo europeista insiste con il liberismo

6 Maggio 2025 Vittorio Bonanni  1373

Se la Romania europeista pensava di risolvere il problema dell’estrema destra filorussa mettendo al bando il candidato Calin Georgescu (vedi qui), in testa al primo turno delle elezioni dello scorso 24 novembre, si sbagliava di grosso. Non si risolvono problemi di questa portata attraverso la magistratura e i servizi segreti. Così, domenica scorsa, ad affermarsi al primo turno della nuova tornata elettorale, dopo la cancellazione della precedente, è stato il suo “sostituto” George Simion, leader dell’Alleanza per l’unità dei romeni, con il 40% dei consensi; un risultato comunque insufficiente a evitare il ballottaggio del prossimo 18 maggio contro il sindaco di Bucarest Nicusor Dan, moderato e filo-occidentale, fondatore nel 2016 dell’Unione “Salvate la Romania”, arrivato secondo con il 20,89% dei consensi, di poco sopra il terzo incomodo, il candidato della coalizione di governo, Crin Antonescu, che ha raggiunto il 20,34%.

In un Paese parte dell’Unione europea e della Nato non si era mai visto un annullamento di un risultato elettorale, in questo caso della prima tornata, e conseguentemente anche del secondo turno previsto per l’8 maggio. Una decisione che aveva fatto discutere, perché molti osservatori l’avevano considerata un vulnus alla democrazia romena, evidentemente non attenuato dalle accuse rivolte a Georgescu, come gli abusi nel finanziamento della campagna elettorale e il sostegno a gruppi di estrema destra filorussi, con tanto di ingerenze veicolate su TikTok. Così, nella domenica elettorale, con tono di sfida, l’ex leader nazionalista si è fatto fotografare insieme con il suo sodale, mentre si recava al seggio, prendendosi così una rivincita nei confronti di chi lo aveva messo fuori gioco. Che Simion diventasse poi il “paladino della democrazia romena” era nelle cose: “Siamo qui con una sola missione, il ripristino dell’ordine costituzionale, il ripristino della democrazia”, ha dichiarato il vincitore del primo turno. “Non ho altro obiettivo – ha aggiunto – che il primo posto per il popolo romeno, che voglio servire. Siamo qui con un solo desiderio, fare giustizia per la Romania”.

Anche in questo caso, comunque, non sono mancate accuse di interferenze esterne. Fonti governative hanno segnalato falliti attacchi informatici, coordinati, di tipo DDos, una modalità che prende di mira siti web e server rendendoli inservibili. Più esattamente, sotto attacco sarebbero stati i siti dei ministeri degli Interni e della Giustizia e quello di Antonescu. La responsabilità è stata attribuita al gruppo filorusso NoName057(16), attivo dal marzo 2022, il cui fine è quello di attaccare i siti ucraini e occidentali.

Tutto questo avviene mentre il Paese sta vivendo una crisi economica e sociale preoccupante. Musica per le orecchie dell’estrema destra, visto che era stato il premier, Ion-Marcel Ciolacu, leader del Partito socialdemocratico – dimessosi ieri, 5 maggio, a causa della sconfitta del candidato del suo partito, il già citato Antonescu – ad annunciare l’ennesima ricetta “lacrime e sangue”. Pur precisando che non si tratta di un provvedimento di “austerità o povertà”, di fatto le misure vanno in questa direzione: nel dicembre scorso, erano stati infatti approvati un aumento delle tasse, un tetto a una serie di sussidi, nonché ai salari e alle pensioni del settore pubblico, che dovranno fare a meno della prevista indicizzazione a partire da gennaio. Si aggiunga un aumento delle tasse anche per i dividendi societari dall’8% al 10%. Particolarmente preoccupanti, poi, le eliminazioni delle esenzioni e degli incentivi fiscali per settori cruciali nell’economia del Paese, come l’informatica e l’edilizia. Tutto questo con lo scopo di ridurre il deficit corrente, pari a circa l’8,5% del Pil,il più consistente, in percentuale del Pil, tra quelli dell’Unione.

La reazione popolare è stata durissima, soprattutto per i tagli ai settori interessati. Tra questi, anche i poliziotti penitenziari, che hanno manifestato dinanzi alle carceri, ai quali non vengono pagati da tempo gli straordinari. Il governo è stato messo in guardia dai rischi di una grave crisi sociale, e le misure approvate sono state definite una “nuova forma di schiavitù moderna”.

La Romania, circa 19 milioni di abitanti su una superficie pari ai due terzi di quella dell’Italia, è uno dei Paesi più poveri e diseguali del vecchio continente. Sono circa otto milioni le persone povere o a rischio povertà e, tanto per fare un esempio, circa 200mila bambini vanno a dormire la sera senza avere mangiato. Tutto questo stride con l’importante crescita economica degli ultimi anni. “Perché un terzo dei romeni vive sulla soglia di povertà se, nel 2023, il prodotto interno lordo del Paese è aumentato del 2,4% rispetto al 2022, e se siamo tra gli europei che trascorrono il maggior numero di ore settimanali al lavoro – 39,7 ore – rispetto a una media europea di 36,4 ore?”, si chiede Andrei Țăranu, politologo e professore universitario presso la Scuola nazionale di studi politici e amministrativi, a Bucarest, in una intervista rilasciata a Radio Romania International. Questo è avvenuto – sostiene Țăranu – perché “nel nostro Paese la crescita economica è stata fatta nonostante e contro tutte le politiche sociali”.

Ma ormai di questi problemi, appunto sociali, frutto di sciagurate quanto eterne politiche liberiste, non si parla. Sono gli scenari geopolitici a farla da padrone su tutto, e nessuno, neanche a sinistra, fa lo sforzo di capire che cosa succede realmente dentro quei territori. Eppure, nei dati che abbiamo riportato, ci sarebbe più di una spiegazione sul perché, sia in Europa occidentale sia in quella orientale, prevalgono le forze di estrema destra e la sinistra quasi ovunque non rappresenta più un punto di riferimento per larghe masse. Non serve, a nostro avviso, andare avanti a forza di carte bollate, come un po’ sta succedendo anche in Germania con l’Afd (vedi qui), per disinnescare queste mine vaganti, soprattutto se una maggioranza della popolazione, o una percentuale molto alta, decide di affidare il proprio destino a personaggi che appaiono come un’ultima spiaggia. Bisognava pensarci prima, bisognava continuare a tutelare la vita dei cittadini e delle cittadine “dalla culla alla tomba”, come recitavano i laburisti britannici ispirati dal pensiero di William Henry Beveridge. Ma il barone è morto da sessant’anni – e a tutelare la popolazione dalla nascita alla morte non ci pensa più nessuno.

1.413
Archiviato inArticoli
TagsGeorge Simion Romania Vittorio Bonanni

Articolo precedente

Per un nuovo operaismo informatico

Articolo successivo

Gaza, l’ombra lunga della Nakba

Vittorio Bonanni

Articoli correlati

Cattolici, il moderatismo non serve

L’Albania rischia di allontanarsi dall’Unione europea

Anna Foa spiega cos’è l’antisemitismo

Ci mancava solo Onorato: l’assemblea di Progetto civico a Roma

Dello stesso autore

Cattolici, il moderatismo non serve

L’Albania rischia di allontanarsi dall’Unione europea

Anna Foa spiega cos’è l’antisemitismo

Ci mancava solo Onorato: l’assemblea di Progetto civico a Roma

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Meloni nel suo brodo
Rino Genovese    15 Luglio 2026
Fronte ucraino, il rischio è quello di un allargamento della guerra
Giorgio Graffi    13 Luglio 2026
Ordine pubblico e democrazia
Guido Ruotolo    9 Luglio 2026
Ultimi articoli
Legge elettorale, Vannacci scompiglia la destra
Stefania Limiti    20 Luglio 2026
Porto di Fiumicino, prima vittoria
Marianna Gatta    20 Luglio 2026
Una settimana nella vita di Nigel Farage
Agostino Petrillo    16 Luglio 2026
Myanmar, centomila morti e uno Stato fallito
Marco Santopadre    15 Luglio 2026
Il vertice Nato, i capricci di Trump, la Turchia
Eliana Riva    14 Luglio 2026
Ultime opinioni
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Elly Schlein e l’establishment
Rino Genovese    26 Giugno 2026
Ultime analisi
La pelle del serpente: tutte le metamorfosi di AfD
Agostino Petrillo    10 Luglio 2026
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Ultime recensioni
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA