• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » La presa di Aleppo. Cosa fare?

La presa di Aleppo. Cosa fare?

2 Dicembre 2024 Rino Genovese  868

Hayat Tahrir al-Sham (Organizzazione per la liberazione del Levante) è il risultato di un rimescolamento tra diversi gruppi jihadisti ed è la componente egemone della coalizione che ha preso Aleppo nei giorni scorsi, infiammando di nuovo la guerra civile siriana. Non si tratta di “terroristi”, come sostengono tanto il sanguinario regime di Damasco (che vede il clan degli Assad al potere da cinquant’anni) quanto le cancellerie occidentali, ma di milizie islamiste radicali sunnite, con la presenza significativa di una componente curda, che è la parte laica della coalizione. Si dice, non a torto, che la Turchia stia dietro a questi gruppi (dimenticando, tuttavia, che i curdi sono perseguitati nello Stato con la mezza luna nella sua bandiera). In termini generali, siamo dinanzi a una ripresa della guerra civile internazionale tra sunniti e sciiti, essendo il regime di Assad (sciita alauita) uno stretto alleato dell’Iran degli ayatollah e degli Hezbollah libanesi, oltre che della Russia di Putin che ha ereditato dall’epoca sovietica il sistema di alleanze in quella regione.

I ribelli sono arrivati da Idlib, la loro roccaforte posta a una sessantina di chilometri a sud-ovest di Aleppo, all’interno di una entità statale frantumata. La Siria, dopo l’imponente sollevamento popolare del 2011 represso nel sangue e l’inizio della guerra civile l’anno successivo, ha attraversato varie fasi – compresa quella in cui l’opposizione ad Assad era egemonizzata dall’organizzazione denominata Stato islamico – di un conflitto che appariva di tutti contro tutti, e in cui la parte laica e filoccidentale, appoggiata con forniture di armi dalla Francia della presidenza Hollande, perdeva via via terreno, anche per il rifiuto di Obama, all’epoca, di impegnare direttamente gli Stati Uniti. I gravi attentati terroristici, subiti dalla Francia sul proprio suolo, furono in larga misura una conseguenza di quella scelta, al tempo stesso contro Assad e contro lo Stato islamico. Sconfitto quest’ultimo sul campo, nel 2016, grazie soprattutto ai combattenti curdi sostenuti dall’Occidente, la situazione bellica è rimasta più o meno congelata – fino all’attuale presa di Aleppo.

Certo, la guerra di Israele contro gli Hezbollah, che ha coinvolto parzialmente anche l’Iran, ha sguarnito le difese del regime di Assad, mentre la Russia, impegnata sul fronte ucraino, si allontanava dallo scenario mediorientale. Ma il punto non è qui. Le condizioni esplosive in cui versa quella porzione di mondo sono una illustrazione, forse la più lampante, del caos planetario seguito alla fine, più di trent’anni fa, della divisione del mondo in bocchi, che ha comportato l’avanzata dell’islamismo radicale. Oggi non è immaginabile, dal Marocco al Medio Oriente, un tentativo di cambiamento di quei regimi che non veda l’irruzione sulla scena di forze islamiste di vario genere. E gli stessi termini della questione palestinese si sono aggravati da quando, con il tacito benestare di Israele, le forze laiche, dopo una breve guerra civile interna, hanno dovuto cedere il passo a Hamas.

 Si potrà discettare finché si vuole sulle implicazioni dell’Occidente che, con il sostegno a Israele prima nella sua guerra di sterminio a Gaza e poi, in misura minore, in Libano – con bombardamenti sulle postazioni Hezbollah anche in Siria –, ha reso possibile la destabilizzazione cui stiamo assistendo; ma resta il fatto che – per tacere della questione curda, non meno drammatica di quella palestinese – la situazione non avrebbe retto: non è infatti immaginabile che una non-pace duri all’infinito, specialmente se uno dei poli della contesa è un regime come quello di Assad. L’apertura di negoziati, voluta proprio dalla Turchia ma rifiutata anzitutto da Assad, non sarà possibile finché al potere resterà un tipo del genere.

Tutto ciò appare chiaro, nella sua tragicità. Quello che sembra non esserlo per nulla è quale sia la via di uscita. Diciamocelo francamente: l’intero contesto mediorientale è più rischioso, nel senso dello scoppio di un possibile conflitto mondiale, della guerra in Ucraina, che ormai sembra di serie B. Da parte dell’Occidente, la cosa da fare sarebbe appoggiare la componente laica curda, spingendo per la caduta del dittatore siriano. Ma è evidente che ciò è solo un aspetto di un problema che, ahinoi, ha molte sfaccettature. Non si tratterebbe cioè di una soluzione ma solo di una precondizione per trovarne una. Nella contingenza presente non ci sono, a nostro parere, altre posizioni da prendere – a parte restarsene fermi e stare a vedere come evolve il conflitto.

880
Archiviato inEditoriale
Tagspresa di Aleppo ribelli Rino Genovese Siria

Articolo precedente

Milano e le sue “zone”

Articolo successivo

Boualem Sansal, scrittore algerino che piace alla destra francese

Rino Genovese

Articoli correlati

Trump: “Un’intera civiltà scomparirà questa notte…”. Poi una tregua

Mala Pasqua (sotto il segno di Piantedosi)

Sigonella uno e due

Segnali incoraggianti, ma…

Dello stesso autore

Trump: “Un’intera civiltà scomparirà questa notte…”. Poi una tregua

Mala Pasqua (sotto il segno di Piantedosi)

Sigonella uno e due

Segnali incoraggianti, ma…

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Mala Pasqua (sotto il segno di Piantedosi)
Rino Genovese    7 Aprile 2026
Sigonella uno e due
Rino Genovese    2 Aprile 2026
Segnali incoraggianti, ma…
Rino Genovese    30 Marzo 2026
Ultimi articoli
In Libano nessuna tregua
Eliana Riva    9 Aprile 2026
La tratta degli schiavi crimine contro l’umanità
Luciano Ardesi    8 Aprile 2026
Adolfo Urso, una poltrona che traballa
Guido Ruotolo    3 Aprile 2026
La guerra al tempo dell’intelligenza artificiale
Marianna Gatta    3 Aprile 2026
Blocco di Hormuz: rischio aumento della fame nel mondo
Marco Santopadre    1 Aprile 2026
Ultime opinioni
I giovani e la loro prudenza attiva
Stefania Tirini    26 Marzo 2026
Referendum, grande vittoria del “no”
Stefania Limiti    23 Marzo 2026
Dubai, un mare di guai…
Agostino Petrillo    5 Marzo 2026
Regressione
Agostino Petrillo    27 Febbraio 2026
Un male sottile: leggere senza comprendere
Stefania Tirini    13 Febbraio 2026
Ultime analisi
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
La lezione di Hormuz
Paolo Andruccioli    17 Marzo 2026
Ultime recensioni
Vocazione e povertà
Katia Ippaso    31 Marzo 2026
Vittorio Occorsio, ovvero della giustizia
Stefania Limiti    16 Marzo 2026
Ultime interviste
“No alla guerra, sì a una difesa comune europea”
Paolo Andruccioli    11 Marzo 2026
“Gli imprenditori hanno smesso di fare industria. Conta solo la rendita finanziaria”
Paolo Andruccioli    27 Febbraio 2026
Ultimi ritratti
Nellie Bly: i pazzi visti da vicino
Laura Guglielmi    3 Aprile 2026
Marielle Franco e la “resistenza intersezionale”
Marianna Gatta    19 Marzo 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA