• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Articoli » Ma Trump è interessato alla guerra in Medio Oriente?

Ma Trump è interessato alla guerra in Medio Oriente?

Il premier israeliano vorrebbe ancora più armi, però il nuovo inquilino della Casa Bianca potrebbe riservargli qualche sorpresa

8 Novembre 2024 Vittorio Bonanni  651

Riesce difficile pensare che ai palestinesi di Gaza e della Cisgiordania, oltre che ai libanesi, possa succedere qualcosa di peggio di quanto non sia loro già accaduto dal 7 ottobre 2023 a oggi. Cioè da quando il governo più a destra della storia d’Israele ha cominciato a bombardare la Striscia come ritorsione della strage di israeliani a opera di Hamas (circa 1200 morti), provocando finora 43.000 vittime. Il tutto è avvenuto con l’aiuto indiscusso della Casa Bianca, dove Biden siederà fino a gennaio. La cosa sorprendente riguarda i numeri di questo appoggio: secondo un recente rapporto pubblicato dal progetto “Costs of War”, della prestigiosa Università Brown, gli aiuti militari provenienti da Washington, ultimamente, sarebbero senza precedenti dal 1959, da quando cioè gli Stati Uniti cominciarono ad aiutare economicamente lo Stato ebraico.

Si tratterebbe di 17,9 miliardi di dollari in un solo anno. Un vero e proprio record. Senza contare, secondo quanto riporta l’Associated Press, l’aumento della presenza militare nella regione, con l’arrivo di circa 43.000 soldati, per un ulteriore costo di 4,86 miliardi di dollari. Un quadro che conferma, se ce ne fosse stato ancora bisogno, l’ipocrisia e la falsità dietro gli appelli alla moderazione della Casa Bianca nei riguardi del premier israeliano.

Ma la vittoria nelle elezioni statunitensi di Trump, ovvero del peggiore presidente della storia di quel Paese – anche se su questa definizione andrebbero fatte delle precisazioni –, stanno spingendo l’autore di un vero e proprio genocidio, così come lo sta valutando il Tribunale penale internazionale, a chiedere ancora di più, facendosi forza dell’arrivo di un presidente americano suo omologo di estrema destra. Insomma, il ritorno dei repubblicani al governo, solitamente più filoisraeliani dei democratici, rischierebbe di peggiorare la situazione nell’area, rendendo più lontana una tregua.

Ma le cose per Netanyahu potrebbero andare diversamente, qualora Trump mantenesse la promessa di non aprire nuovi conflitti e di risolvere quelli attuali, il che mal si concilia con le intenzioni israeliane. È prestissimo per fare delle previsioni, ma le priorità per il tycoon potrebbero essere quelle di coniugare gli scenari geopolitici con le necessità di carattere economico. Un percorso difficilmente associabile a un ulteriore aggravamento del conflitto in Medio Oriente, funzionale soprattutto agli interessi di bottega diNetanyahu, attento solo a mantenere a galla il suo esecutivo per non finire in galera.

Una delle priorità di Trump, intanto, sarà l’assetto geopolitico asiatico, anzitutto la Cina e la regione circostante. E una definizione degli interscambi commerciali. Gli interessi statunitensi potrebbero andare così in una direzione opposta a quella voluta da Tel Aviv: nel senso cioè di ridare fiato agli “accordi di Abramo” del 2020, ovvero alla normalizzazione dei rapporti tra Israele, gli Emirati arabi uniti, il Bahrein, il Marocco e il Sudan. Un’intesa il cui limite fu di ignorare il permanere della questione palestinese, e che è ormai congelata da tredici mesi. Com’è congelato un possibile accordo con l’Arabia saudita, la cui normalizzazione dei rapporti con Israele fu bloccata dagli eventi del 7 ottobre.

L’intesa con Riad torna a essere una priorità, in quanto luogo di possibili quanto fruttuosi investimenti, a partire dalla costruzione di infrastrutture. Pragmatico come sarebbe sugli scenari internazionali, Trump potrebbe ritornare sui suoi passi anche sul fronte del nucleare iraniano, malgrado, a suo tempo, abbia cancellato l’intesa realizzata da Barack Obama. E, contrariamente a quanto spererebbe il leader del Likud, non ci sentiamo di escludere un suo attivismo per porre fine al conflitto tra Israele, Hamas, Hezbollah e l’Iran. Potremmo trovarci di fronte a scenari imprevedibili. Il mantenimento, se non il peggioramento, del conflitto in quell’area serve solo a Tel Aviv.

Si tratterebbe di “un ostacolo pericoloso per il Medio Oriente del business guidato da sauditi e americani, al quale pensa Donald Trump – dice Ugo Tramballi, ricercatore presso l’Ispi (Istituto studi politiche internazionali) –, l’ipotesi è forse eccessiva, addirittura fantascientifica: ma il presidente potrebbe anche fare pressione su Netanyahu per favorire la nascita di uno Stato palestinese. Non che a Trump interessi qualcosa dei palestinesi. Ma dopo i massacri di Gaza – sottolinea Tramballi ­–, quella di un negoziato per la loro indipendenza è ormai diventata la conditio sine qua non perché i sauditi riconoscano Israele”.

Sostenere che i palestinesi potrebbero tirare un sospiro di sollievo di fronte a questo ipotetico scenario sarebbe certo azzardato. Quello che è sicuro, però, è che non sarebbe l’attuale leader dello Stato ebraico a gestire il percorso descritto. Se andasse in questa direzione, il suo governo, nelle mani dell’estrema destra messianica, durerebbe ancora soltanto cinque minuti; i nuovi protagonisti della politica israeliana potrebbero essere quelli defenestrati in questi giorni, ovvero l’ex ministro della Difesa, Gallant, ed esponenti di spicco dell’esercito e del Shin Bet, i servizi segreti interni. Insomma, se Trump ci riservasse delle sorprese, lo smacco per i democratici americani sarebbe clamoroso, e non mancherebbe di avere delle ripercussioni anche in un mondo a noi più vicino.   

658
Archiviato inArticoli
TagsBenjamin Netanyahu conflitto israelo-palestinese Donald Trump Vittorio Bonanni

Articolo precedente

Stati Uniti, la vittoria del peggiore

Articolo successivo

Socialismo digitale o servitù a Musk

Vittorio Bonanni

Articoli correlati

Trump, il pretesto della lotta al narcotraffico, le minacce

Quell’antico amore per la Groenlandia

Somalia: i giochi pericolosi di Trump e Netanyahu

Il Venezuela, e dopo?

Dello stesso autore

Quell’antico amore per la Groenlandia

La Bulgaria nella zona euro malgrado i bulgari

Delrio, da Israele con amore  

L’antisemitismo confuso con l’antisionismo

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Equità fiscale e testardaggine
Paolo Barbieri    7 Gennaio 2026
È fuori dal tempo bandire gli smartphone dalle scuole
Stefania Tirini    5 Gennaio 2026
2026, anno della verità
Rino Genovese    24 Dicembre 2025
Ultimi articoli
Guerra aperta ad Aleppo tra le forze curde e quelle di al-Sharaa
Eliana Riva    13 Gennaio 2026
Trump, il pretesto della lotta al narcotraffico, le minacce
Claudio Madricardo    13 Gennaio 2026
Referendum: al via la campagna per il “no”
Stefania Limiti    12 Gennaio 2026
Quell’antico amore per la Groenlandia
Vittorio Bonanni    8 Gennaio 2026
La Palestina e la fabbrica dell’opinione pubblica
Agostino Petrillo    7 Gennaio 2026
Ultime opinioni
L’aria della città ha smesso di rendere liberi
Enzo Scandurra    15 Dicembre 2025
Delrio, da Israele con amore  
Vittorio Bonanni    12 Dicembre 2025
Ignoranza è incapacità di distinguere
Stefania Tirini    9 Dicembre 2025
Siamo tutti palestinesi
Tessa Pancani e Federico Franchina    24 Novembre 2025
A Prodi la sinistra non piace
Vittorio Bonanni    18 Novembre 2025
Ultime analisi
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Che cosa sono i clan a Gaza
Eliana Riva    21 Ottobre 2025
Ultime recensioni
La partita degli “antifa” non finisce mai
Luca Baiada    12 Gennaio 2026
La riproposta di “Vogliamo tutto”
Rino Genovese    5 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA